Vi ricordate che oggi è giovedì e dovete comprare il Sole 24 Ore, vero? Ché nell'inserto Nòva c'è un suo articolo.
E forse prima o poi qui ne metterà qualcuno suo qui, in pdf (se le danno il permesso).
Enrica Garzilli su Nòva del Sole 24 Ore 4 commenti
boh, giovedì 10 luglio 2008E qui ti cade Mara Carfagna 394 commenti
boh, mercoledì 09 luglio 2008
Da queste pagine ho spesso parlato del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Le ho anche predetto sin dal primo istante un radioso futuro in politica. Forse l'ho bonariamente presa un po' in giro, ma sempre con (quasi) stima e una certa simpatia: mi piacciono le donne tanto sveglie, forse un tantinello le invidio pure.
Sulla recentissima questione del diverbio fra lei e Sabina Guzzanti, invece, mi esprimo seriamente e serenamente: mi sembra la lite di due comari un po' acide. Però mi ha portato a delle conclusioni.
Riassumo. Sabina Guzzanti dal palco del "No Cav Day", in merito alle famose intercettazioni hot (mai pubblicate), dice (riporto):
A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi. Ma tu non puoi mettere alle Pari Opportunità una che sta là perché t'ha succhiato l'......., non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio!
Senz'altro una satira politica di pessimo gusto. A noi della vita sessuale della signora Carfagna non interessa niente: ci interessa solo se grazie a questa vita sessuale è stata favorita dall'uomo più potente d'Italia. Se, insomma, il suo merito per la nomina a ministro sia quello o ne abbia oggettivamente degli altri. Se le sue qualifiche professionali siano solo le sue comparsate in TV senza mutande, o se la sua laurea in giurisprudenza le sia valsa a qualcosa (a proposito, solo per sapere, come l'avrà presa? Non insinuo niente, ci mancherebbe, ma solo per amore storico e documentario).
Ovviamente la Carfagna annuncia querela. Giusto. Ma fa di più: la designa espressamente come "la figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti".
E qui ti cade del tutto la nostra Mara. Per tre semplici motivi, ma tutte e tre validissimi: prima di tutto ha fatto delle dichiarazioni anti-gay e si è dichiarata apertamente contro la manifestazione di una fetta grande, e importante, della società, cioè gli omosessuali. Che dovrebbero essere sobri perché, come si sa, la cultura gay è notoriamente sobria, elegante e silente, specie quando fa outing. Un ministro per le Pari opportunità dovrebbe aiutare e favorire specialmente i gay, uomini e donne, altrimenti che pari opportunità sono?
Oppure, secondo motivo, ha in mente di aiutare solo le povere prostitute costruendo delle villette isolate tutte per loro? E che Pari opportunità sono quelle che ammettono il commercio e la mercificazione del corpo di una donna ma la relega in un posto isolato, in modo che non sia di disturbo ai condomini?
Il terzo motivo è che, parlando della Guzzanti come la figlia del parlamentare, le ha tolto la dignità e l'identità di donna a sé stante. Che può aver sbagliato ma non è la figlia di, è la Guzzanti. Pari opportunità si intende soprattutto per le donne; e per i grassi, i magri, i maschi superdotati e i maschi normodotati, i poveri e i ricchi, quelli diversamente abili e quelli con abilità straordinarie, i gay, i transessuali, le lesbiche.
La querelle fra Sabina e Mara è da palcoscenico da parte di entrambe. Ma mentre per la Guzzanti va benissimo, dato che il teatro è il suo mestiere, la Carfagna dovrebbe dimettersi perché non è assolutamente all'altezza del suo ruolo di ministro e della dignità che comporta e, soprattutto, non fa gli interessi delle Pari opportunità. Non fa gli interessi dei gay, delle donne sfruttate, delle donne in quanto tali. In sunto, è del tutto inadeguata.
Mara, dimettiti!
Il ritornello romano lo trascrivo per amore di cronaca, la Guzzanti non avrebbe dovuto cantare neanche questo:
Osteria delle ministre / paraponzi ponzi po / le ministre son maestre / paraponzi ponzi po / e se al letto son portento, figuriamoci in Parlamento / dammela a me Carfagna / pari oppportunità
L'Asia nel "grande gioco": il consolidamento dei protagonisti asiatici nello scacchiere globale. Asia Maior 2007 8 commenti
boh, mercoledì 09 luglio 2008
L' Asia nel «grande gioco». Il consolidamento dei protagonisti asiatici nello scacchiere globale. Asia Maior 2007, a cura di Michelguglielmo Torri, Milano: Guerini e Associati, aprile 2008. Pp. 457, 25 Euro.
Questo volume doppio, sponsorizzato specialmente dal Ministero degli Affari Esteri, che ringraziamo, raccoglie i saggi sulla politica dei paesi asiatici negli anni 2006 e 2007.
Oggi, la Grande Asia appare dominata dall'ininterrotta crescita economica di Cina e India, quindi a questi due paesi sono dedicate le analisi più approfondite del volume. Esse mettono in luce non solo la rapidità della crescita, ma anche i suoi costi sociali, i tentativi dei rispettivi governi di limitarli e le conseguenze a livello internazionale. Lo scacchiere asiatico appare caratterizzato da un serie di manovre strategiche di cui sono protagoniste, oltre alle maggiori potenze dell'area (Cina, India, Giappone), anche gli USA, la Russia e l'Australia.
I saggi coprono tutti i paesi asiatici: Iran (R. Redaelli), Afghanistan (E. Giunchi), Pakistan (M. Corsi), India (M. Torri), Nepal (E. Garzilli), Birmania (I. M. Sala), Thailandia (C. Filippini), Indonesia (F. Montessoro), Cambogia (N. Mocci), Vietnam (P. Masina), Filippine (P. Affatato), Cina (F. Congiu), Corea (R. Idéo), Giappone (R. Finster).
Il mio articolo si intitola "Il Nepal da monarchia a stato federale". Come sapete, il paese nel 2007 ha subito una trasformazione epocale: grazie alle lotte cominciate nell'aprile 2006 si è trasformato da monarchia dispotica a stato federale, con un Parlamento eletto con un sistema democratico. Inoltre, per la prima volta hanno avuto una voce e accesso al potere i gruppi marginalizzati da sempre, i dalit, i madheshi, cioè le popolazioni del Terai, la giungla al confine con l'India, e le donne. Il mio lavoro analizza quindi questo processo, la complessa questione delle rappresentanze elettorali, la democratizzazione, il sorgere dei nuovi poteri sociali e la situazione economica.
Se volete seguire la storia del Nepal dei 6 anni precedenti, con una breve storia del Nepal dalla fine del 1800, potete scaricare il mio articolo in pdf "Strage a palazzo, movimento dei maoisti e crisi di governabilità in Nepal" su L'Asia prima e dopo l'11 settembre: Asia Major 2002 e "Il nuovo stato del Nepal: il difficile cammino dalla monarchia assoluta alla democrazia" su L'Asia negli anni del drago e dell'elefante: 2005-2006. L'ascesa di Cina e India, le tensioni nel continente e il mutamento degli equilibri globali. I volumi sono tutti curati da Michelguglielmo Torri, autore del fortunato volume Storia dell'India, il primo studio del subcontinente indiano dalle origini in lingua italiana.
Detto così, un libro che include solo saggi di geopolitica Asiatica sembra noioso. Invece non lo è perché offre una panoramica molto dinamica della realtà del grande continente. Si capiscono bene le connessioni e i giochi fra i paesi, il ruolo e il peso che hanno nel mondo e, sapendo i fatti più rilevanti, ci si può divertire, come faccio io, a prevedere quali saranno le loro mosse nello scacchiere politico internazionale.
Lo stile di scrittura è volutamente scorrevole perché la serie è dedicata al lettore non specializzato, e le fonti quasi tutte reperibili su Internet. E' un libro per lettori curiosi, studenti, studiosi di altre discipline, giornalisti e chiunque sull'Asia voglia saperne di più. Attraverso i saggi si può ripercorrere e ricostruire la storia degli anni passati e molte cose del nostro paese ci saranno più chiare: perché è impossibile ora capire quello che succede in Europa senza comprendere quello che succede nella nostra sorella Asia.
Ci scandalizziamo per così poco? 2 commenti
boh, martedì 08 luglio 2008
Arresti domiciliari per Adamo Bonazzi, il segretario generale dell'Unione sindacati autonomi europei (Usae), accusato di violenza sessuale nel suo ufficio di Roma.
In sunto: ha toccato ripetutamente una donna sul posto di lavoro, lei si è stancata e l'ha denunciato, portando a testimone delle colleghe.
Certo che l'Italia sta diventando davvero puritana! Ma come, il prof X e il prof Y partecipano ai congressi all'estero per portarsi l'assistente (che è appena diventata prof) e prendono apposta le camere vicine e un povero sindacalista non può neanche palpare la sua impiegata?
Il Cavaliere un po' è perseguitato, un po' è... 6 commenti
boh, martedì 08 luglio 2008
Tutti sanno che Berlusconi... un pò è perseguitato, un pò è coglione lui. Per parlare di certe cose al telefono...
Ecco la frase lapidaria di Bossi, parlando di Berlusconi e le intercettazioni, in un'intervista a Telelombardia di venerdì scorso che è stata trasmessa nel corso del programma Iceberg.
Così, mentre Berlusconi si schiera contro l'entrata nel G8 di India e Cina, le due grandi potenze emergenti che in pochi anni diverranno superpotenze e non potranno più essere bloccate nelle grandi organizzazioni sovranazionali, The Australian sul tema intercettazioni titola Berlusconi accused of pimping his 'butterflies' cioè
Berlusconi accusato di fare il pappone per le sue "ragazze".
Termina l'articolo con le parole in sua difesa della tronista Camilla Ferranti (nella foto sopra), una delle "ragazze". Ma anche queste parole suonano, in realtà, come un atto di accusa, per quanto suonano false:
E' una persona di grande sensibilità, molto generoso, che ama lo scherzo. Il suo comportamento è innocente, Gli piace la bellezza, come piace a molti altri.
Ecco, non so voi ma io mi vergogno un po'. Come quando Ilona Staller, in arte Cicciolina, era stata eletta deputato, mi è sembrata una vergogna: non mi piace che un'attrice super porno, con foto pubbliche anatomiche, mi rappresenti. Mi sono sentita offesa nella mia dignità di donna e di essere umano.
Dopo qualche anno sono andata a lavorare in India e anche il mio amato maestro, il pandit Nityanand Sharma che ha ha scritto un utile manuale di sanscrito moderno, mi diceva che il mio karman come italiana era una punizione, visto che in Italia era stato deputato Cicciolina.
E mi sono sentita offesa quando sul Time è apparso il brevissimo stralcio di un'intervista, una frase lapidaria, in realtà, di Alba Parietti, accompagnata da una sua foto in mutande di pailettes e maglietta molto generosamente aperta sulle sue grazie prefabbricate, che recitava più o meno così:
Io introduco la cultura negli Stati Uniti.
Avevano lasciato la rivista sulla mia scrivania ad Harvard per prendermi bonariamente in giro sulla qualità della cultura italiana, dicendo che era ovvio che me ne fossi andata, ma mi ero sentita offesa. Io non avevo niente a che vedere con quella "cultura".
Tutti questi personaggi, e ora purtroppo anche il nostro Primo ministro, al di là di tutte le considerazioni politiche perché non sono una politologa, sicuramente suscitano me un senso profondo di vergogna: mi vergogno di loro e per loro, mi dispiace quello che scrivono di loro all'estero, mi sembrano dei fenomeni un po' deformi da palcoscenico e, sebbene mi dica che c'è di peggio al mondo, ci sono politici ben peggiori, quando incontro amici e colleghi stranieri evito l'inevitabile: le domande sulla cultura, sulla politica e sui personaggi politici, sulla loro moralità, sulla loro legalità.
E questo mi pare un gran brutto segno.
E questa volta Berlusconi sbaglia 20 commenti
boh, venerdì 04 luglio 2008
Come molti di voi, stamattina ho ascoltato le parole del cavaliere: sono tutte calunnie contro di me, non ho bisogno di nessuna legge speciale nei processi perché mi difendo da solo, non si parla delle cose positive che ha già fatto questo governo (come togliere l'ICI sulla prima casa), su di me dal 1994 fango mediatico ma ho ancora il pieno consenso degli italiani. La colpa è dei giornalisti e di certa magistratura.
E fin qui niente di nuovo. Però ieri mattina sono andata all'ospedale San Raffaele per la solita visita di controllo. Andata in taxi, tornata con i mezzi (per l'esattezza tre: il raccordo dall'ospedale alla metro, la metro e l'autobus). Di gente ne ho sentita parlare tanta.
Specie con i tassisti ho un rapporto particolare perché individuo il tizio giusto al volo, butto lì una domandina e lui, stanco di portare gente "tanto musona", come mi ha detto quello di ieri, parla a ruota libera specie di politica, perché ho notato che a Milano i tassisti seguono tanto la politica. La politica e l'aumento del numero dei taxi, invece del miglioramento del traffico, sono i due argomenti preferiti.
A sentire Andrea, il tassista di ieri, barese trapiantato qui da 36 anni, Berlusconi è un mascalzone, il suo governo è ladro, alcune sue ministre sono state nominate perché ci sono andate a letto e, naturalmente, il cavaliere prende il Viagra. Ovviamente era contro i rom, i romeni e in misura minore gli extracomunitari africani. Al ritorno stessi discorsi, identici, da due anziani e da un gruppetto di tre ragazzi (due donne e un uomo) di poco più di vent'anni.
Dalla stampa Berlusconi non è trattato benissimo, da parte della magistratura neanche, dalla radio e dalla televisione neppure (eccetto le sue, ma se non è andato a Matrix nella puntata sulle intercettazioni una ragione c'è), la gente è imbufalita con lui per gli aumenti dei generi di prima necessità. Allora mi chiedo: ma chi ha votato Berlusconi?
La sera in pizzeria idem. Vicino al mio tavolo un tizio di 40 anni circa parlava tutto inferocito con un'amica perché dove abitava lui, alla periferia di Milano, stavano facendo dei lavori all'aperto senza precauzioni di sorta e alzavano centimetri di polvere pericolosa ogni giorno. Commento rancoroso:
Se lo fanno a Napoli che sono tutti barboni e vicono nel pattume va bene, ma qui a Milano! Colpa della Moratti e di Berlusconi. Sono tutti una massa di delinquenti.
Ecco, questo mi chiedo: Berlusconi da chi ha preso i voti? In Sicilia c'è stato il commercio dei voti in suo favore, e va bene, ma nel resto d'Italia? Ancora non ho sentito qualcuno che dicesse: mi piace, l'ho votato. Eppure ha vinto le elezioni. Se davvero alla gente non piace, perché è stato democraticamente eletto?
Il potere ha paura dei veri giornalisti (e un po' anche dei veri blogger) 11 commenti
boh, martedì 01 luglio 2008
Se avete una decina di minuti fermatevi a pensare sul valore e la qualità della nostra informazione cartacea e televisiva. Credo che ci sia qualcosa da dire.
Uno stupendo articolo di Chris Hedges dice che i giornalisti televisivi che guadagnano 5 milioni di dollari non sono giornalisti: un vero giornalista fa paura al potere, non è un cortigiano del potere. Non viene invitato alle cene presidenziali né tiene i talk show, come succede in USA a Tom Brokaw (che seguivo spesso con NBC news) e Wolf Blitzer, ma viene temuto.
Ora mi chiedo: ma che credibilità di imparzialità e di inchiesta possono avere dei giornalisti televisivi tipo Emilio Fede? Non so il suo imponibile ma ricordo le sue domande mirate e precise a Berlusconi, con risposte del futuro Primo ministro nette e senza tentennamenti, come fosse tutto preconfezionato, sul TG4. Poco prima delle ultime elezioni.
Ecco io mi chiedo: ma quanti soldi prenderà Fede, ufficialmente o ufficiosamente, per fare il Fido, cioè scusate il Fede di Berlusconi? Che giornalista è, o è diventato? E quanti giornalisti come lui ci vengono propinati ogni giorno nelle tv, per esempio?
Da un bravo giornalista mi aspetto una notizia e/o un'opinione, eventualmente, non una comunicazione di servizio. Che non sia intruppato ma che sia una voce controcorrente anche quando è, ovviamente, all'interno di un gruppo editoriale di tendenze ben precise o al servizio di un padrone come Berlusconi (che a tutti gli effetti è il suo padrone, il suo datore di lavoro), o De Benedetti.
Un vero giornalista avrà certamente obiezioni da fare al suo datore di lavoro, domande scomode che gli altri, il volgo, non possono rivolgergli personalmente. Le notizie di agenzia, anche a pagamento (ché costano pochissimo al mese), le possiamo scaricare tutti in rete. Ma è questo che mi aspetto da un vero giornalista: che vada personalmente alla fonte, come chi fa cronaca o come gli inviati, dato che hanno il privilegio di essere pagati per accedere direttamente ai fatti o alle informazioni.
Hanno il privilegio di informarci: non mi aspetto che ci formino! Le idee vorrei formele da sola, magari con una pluralità di informazioni date da giornalisti credibili.
Mi aspetto che trovi quello che noi, da casa, non possiamo trovare, che veda con altri occhi, che lo veda da tutte le angolazioni possibili, che abbia orecchie occhi e un cervello che funziona anche quando lavora per qualcuno. Che almeno lo intervisti davvero, che lo stuzzichi sulle cose che gli danno più fastidio, le cose pubbliche, le cose che interessano a noi tutti e che servono alla gestione del pubblico o alla ricreazione del pubblico.
Sì, lo so, ho un'idea romantica del giornalista, utopica, e quando scrivo per i giornali o le riviste la seguo (come quando scrivo qui o faccio ricerca e scrivo di quella). Però ancora ne trovo in giro di giornalisti così e sono molto felice e orgogliosa di conoscerli. Spero presto di postare su questo blog il loro nome e le vicende che li hanno portati, proprio perché sono veri giornalisti, a essere licenziati in tronco dalle televisioni o dai giornali per i quali lavoravano: perché il potere, qualsiasi esso sia, legale o illegale, o il personaggio famoso, deve avere paura dei giornalisti. Se sono veri giornalisti.
Io farei una lista dei giornalisti uccisi per mano della mafia per esempio, quelli che ho linkato prima per intenderci, e li onorerei come dei soldati al fronte: perché la libertà di informazione e la libertà stampa di stampa sono diritti per i giornalisti e sono diritti inalienabili di tutti, della società, del mondo. Sono l'anima della vera democrazia: però perché questo diritto sia tale l'informazione e la stampa, appunto, devono essere liberi. E la libertà comincia proprio da chi esercita questa professione.
World Press United Nations General Assembly in 1991 as a day to celebrate the fundamental principles of press freedom; to evaluate press freedom around the world, to defend the media from attacks on their independence and to pay tribute to journalists who have lost their lives in the exercise of their profession.
Un altro terremoto colpisce il Tibet, la protesta scoppia in Cina e il Nepal si schiera contro l'India: Olimpiadi difficili 5 commenti
boh, lunedì 30 giugno 2008
Un terremoto ha colpito il Tibet, cioé la Tibetan Autonomous Region della Cina.
Intanto si allarga la protesta di massa di oltre 10.000 cinesi nel sud-ovest della Cina contro il governo, accusato di aver insabbiato lo stupro e omicidio di una ragazza di 15 anni da parte di un parente di un politico locale.
Il segnale è chiaro: basta con la corruzione e lo strapotere dei politici. Basta con le violenze e i soprusi.
The Times of India riporta anche che il governo cinese si è dichiarato contro la riapertura dei confini fra India e Nepal, accusando i tibetani di valicarli per diffondere la protesta pro-Tibet percorrendo la via Tibet/Cina-Nepal-India. In Nepal risiedono oltre 20.000 tibetani.
Purtroppo anche il governo nepalese appoggia la Cina e si oppone all'apertura dei confini, come fa dal 1990, dato che la loro politica è sempre stata quella di opporsi al "Grande fratello", come chiamano l'India, e di abrogare il Trattato di amicizia India-Nepal del 1950.
La posizione del Nepal è essenzialmente ideologica perché è probabile che gli aiuti economici che dà la Cina per la ricostruzione del paese sarebbero inferiori alla ripresa dei commerci, se i confini fossero aperti, come in pratica sono stati per millenni (condizioni geografiche permettendo: c'è ancora la bella giungla del Terai da attraversare, benché depauperata).
Ma il Nepal oltre tutto teme la Cina, e con buone ragioni, mentre non ha da temere dall'India che, benché imperfetta, è comunque una democrazia.
Insomma, estate calda e problemi che si assommano in quella parte del mondo. Che con le Olimpiadi di Beijing imminenti è sempre più vicina.
Intanto guardate questo video del massacro di Tiananmen del 1989 che è stato tolto dalla directory segreta. E' solo una parte ed è in cinese ma le immagini, purtroppo, non hanno bisogno di spiegazioni. Il governo della Cina con gli oppositori è brutale.
Rom, Chiesa, La Repubblica, i diritti dei popoli in via di estinzione e le leggi a tutela dei minori 22 commenti
boh, venerdì 27 giugno 2008
Ieri notte sono andata a letto dopo il telegiornale e hanno parlato dei rom e della proposta di legge di identificare i loro bambini con l'impronta dei polpastrelli.
Stamattina mi sono alzata all'alba, ho acceso la radio e parlavano dei rom e della proposta di legge di identificare i loro bambini con l'impronta dei polpastrelli.
E' un tam tam mediatico molto contradditorio: La Repubblica di un'ora fa parla del "silenzio della Chiesa", mentre sia il giornale radio 2 di stamattina all'alba, sia La Repubblica di Torino parlano di preoccupazione per i diritti degli immigrati e dei rom espressa dal cardinale Poletto. Oppure il cardinale non è Chiesa?
Io sulla questione ho una mia idea. Premetto che prendere le impronte solo dei bimbi rom mi ha fatto pensare immediatamente alla Stella di David che spiccava sulle fasce o sui vestiti che erano costretti a indossare gli ebrei. Non sono d'accordo, assolutamente.
Però però...
Vado spesso a fare la spesa all'Unes di viale Premuda. All'entrata, a destra, seduta per terra, c'è una signora rom di 30-35 anni che ha sempre una bambina per chiedere l'elemosina. Insiste insiste e mette avanti la bambina (le femmine ispirano più tenerezza) sporca, cenciosa, lamentosa, a chiedere soldi. La sera entra e li cambia con quelli di carta. Sono dalle 80 ai 120-30 euro al giorno perché le bimbe rendono.
Quando fa freddo e la gente va più veloce le bambine sono due, una lattante in braccio e una più grandicella: e le entrate sono assicurate.
Il fatto è che le bambine sono sempre diverse: una volta ho chiesto alla signora come mai e lei mi ha risposto ridendo che ne ha tante. Tante? In un paio di anni ne ho contate almeno 15, e chi sa quante altre me ne sono sfuggite. Tutto è possibile, però credo assai poco che siano davvero le sue.
Penso piuttosto che tutte le bambine del gruppo siano usate per l'elemosina, questo penso. E più di una volta qualche ricca signora si è offerta di pagare l'educazione per qualcuna di loro. Una ricca vedova che abita qui davanti era disponibile per due: e per educazione intendo tutto, secondo la concezione della "Milano béne", dai vestiti alle scuole private, le vacanze, lo sport e così via.
La signora rom si è sempre rifiutata.
Sono venuti un paio di volte i carabinieri, chiamati da qualche cliente che ha visto una piccola piangere a lungo al freddo. Hanno parlato, la signora se ne è andata (lasciando baracca e burattini nell'Unes! Stracci, cartoni e una scopetta per pulire per terra, la mattina prima di sedersi!). Poi è tornata subito.
Ecco, il mio pensiero si riassume in questo: le leggi a tutela dei diritti dei minori e contro lo sfruttamento, come contro lo sfruttamento degli animali (che sono a tutti i livelli "minori"), ci sono. Possibile che l'altro Natale abbia chiamato la polizia municipale per far prendere e svegliare un cinghialino, sonoramente e chimicamente adormentato, in mezzo a corso Vittorio Emanuele, e siano intervenuti prontamente con tanto di veterinario, e le leggi a protezione dei bambini non siano fatte rispettare?
Ecco, la mia proposta è: che siano rispettate le leggi a tutela dei minori e contro lo sfruttamento e l'accattonaggio. Se i bambini non sono più fonte di illecito reddito non sarà più conveniente per i vari gruppi che li usano metterli al mondo come conigli e buttarli per strada a chiedere l'elemosina o a lavare i vetri. E dietro ogni bambino ci sono genitori, clan e/o racket. Che ci risalgano, che le forze dell'ordine facciano rispettare le leggi prendendo chi le infrange.
La mamma rom con le sue bambine viene sempre lasciata lì, mi hanno detto, anche dai vigili e dalla polizia. Penso che non sarebbe poi così difficile prenderla e tenerla in stato di fermo per sfruttamento di minore. Come succede in tanti paesi occidentali un po' più civili del nostro in termini di diritti umani.
Poi, se vogliamo dichiarare i rom una minoranza in via di estinzione e applicare norme che li aiutino e preservare la loro cultura -- lingua, modo di vita, usi e tradizioni -- ben venga: ma che la loro cultura non sia buttare in mezzo alla strada i loro piccoli, sporchi cenciosi e piagnucolosi, a chiedere i soldi per i genitori o per il clan.
E oltre tutto, questo clan che dà loro in cambio?
Lapo Lapo... e se con Mara le Pari opportunità? 10 commenti
boh, lunedì 23 giugno 2008A Lapo Elkannn ho sempre tenuto. Sempre, davvero, e ci ho scritto su un bel po', a cominciare dal fortunato primo questionario, il terzo e così via.
Sinceramente, credo che lui e il ministro Mara Carfagna dovrebbero mettersi giù insieme a disegnare un'adeguata politica per le Pari opportunità secondo sesso e censo.
Insieme sarebbero un duo perfetto. Uno se ne occupa da sempre per famiglia e per inclinazione, l'altra per professione. Lui ha grande esperienza e lei grande potere. Sono tutti e due carini. E almeno nessuno metterebbe in ombra l'altro.
Quindi non posso che segnalare l'intervista video che il nostro Lapo nazionale ha rilasciato a Blosfere style & fashion durante Pitti Uomo 74. E' davvero interessante. E per lei questo post. Vedete se è il caso di invitare Lapo, che è un gentleman e alle pari opportunità ci crede, a fare lui un primo passo politico verso la signora. Sarebbe un duo favoloso.
Il publishingCamp di Milano 2 commenti
boh, domenica 22 giugno 2008
Ieri parlavamo che si terrà a Milano un altro BarCamp. Calma, calma, in autunno. Però ci si dovrà preparare bene in anticipo.
Sarà il PublishingCamp e il titolo la dice tutta: pubblicare, informare, disinformare, conversare, stampare. Liberi. Perché la stampa, su carta o su Web, non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure, ma bisogna saperlo fare, anche tecnicamente, ogni mezzo e ogni piattaforma è diversa e ci sono un mucchio di cose da imparare. Io ne so qualcosa.
Questo è il wiki per segnarvi. Tutti quelli che pubblicano anche un blog, che comunque è un mezzo di opinione e informazione, tutti quelli che sono nanopubublisher, che producono podcast, video, che scrivono libri o che collaborano a giornali, blogger e giornalisti, scrittori o aspiranti tali, esperti di marketing e così via, sono invitati a partecipare e a proporre argomenti, a svilupparli, a discuterne.
Scrivete pure qui o sul Google group. Proponete, criticate, partecipate. Più cervelli ci sono meglio è.
E se non avete niente da dire non importa: venite ugualmente che ci conosceremo di persona e staremo un po' insieme.