Recensioni film

Terraferma

Ieri sera sono andata a vedere Terraferma di Emanuele Crialese, Premio Speciale della Giuria del Festival di Venezia. Davvero un bel film. Dicono sia buonista e per questo abbia vinto il premio, ma io tutto questo buonismo non l’ho trovato. Anzi, il personaggio principale, Filippo, era piuttosto crudele.

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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: India, vietato il film Aarakshan

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. In India il film Aarakshan è stato vietato in tre stati, prima di tutto dal ministro Mayawati Kumari signora degli elefanti, per alcuni dialoghi contro la legge delle quote riservate alle classi svantaggiate (come le nostre famose e mai rispettate “quote rosa”) e i Dalit. E in India si apre il dibattito sul rapporto fra intellettuali e politica. Quello che ha sollevato tante questioni sul ruolo avuto nel fascismo di due giganti della cultura come Giovanni Gentile e Giuseppe Tucci.

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Ciao dolce e sexy Maria

Con vero dispiacere ho letto la notizia che Maria Schneider, la protagonista di Ultimo tango a Parigi,  se ne è andata, ancora giovane e in silenzio come è vissuta. Mi ricordo bene il film, l’ho visto a Roma una quindicina d’anni dopo che è uscito.

Ero con la mia dolce metà in un cinema porno di semi periferia  e all’uscita,

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CineCamp a Torino, 2 luglio 2010

Si terrà a Torino il primo barcamp italiano dedicato al cinema. Lo cura lui, lui, Vittorio e altri.

Quando: venerdì 2 luglio 2010
Dove: Torino

Sempre ed in ogni modo parlare bene dell'Italia. F.to Il Duce

Mussolini e BerlusconiSiccome la nostra classe dirigente rimprovera sempre al nostro cinema di parlare male della nostra nazione dedico il premio all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere l’Italia un paese migliore nonostante la loro classe dirigente. (via Luca De Biase)

Questa è la dichiarazione di Elio Germano, migliore attore a Cannes.
Sta a vedere che, tra una cosa e l’altra, torneranno in auge le veline di Mussolini?

Cattiva coscienza e colonizzazione in Asia e in Africa: il film Hors-la-loi aldilà della legge

Imperi coloniali in AfricaUltimo weekend per il Festival di Cannes in mezzo alle polemiche e le proteste. La civile Francia, la Francia liberale patria di molti rifugiati politici nostrani, la Francia multietnica e dall’antica democrazia non vuole ammettere che la colonizzazione francese in Africa è stata una delle più brutali del mondo.

Circa mille persone hanno protestato per il film Hors-la-loi, del regista algerino nato in Francia Rachid Bouchareb. Racconta gli anni dell’occupazione francese dell’Algeria attraverso gli occhi di tre fratelli, separati a causa della guerra, che si incontrano di nuovo a Parigi.

Il film ricostruisce il massacro del 1945 di algerini da parte dei colonizzatori francesi, quando una sfilata da parte dei musulmani di Sétif per celebrare la vittoria contro il nazifascismo finì in uno scontro sanguinoso con le truppe francesi. Anche i cosiddetti pied-noir, cioè i francesi residenti in Algeria o nati lì, furono attaccati. Morirono 103 europei e circa 100 furono feriti, vi furono stupri e mutilazioni e cominciò una serie di violenze. I francesi compirono delle sanguinose rappresaglie anche con l’appoggio delle loro truppe senegalesi, bombardando i paesi più sperduti e compiendo esecuzioni sommarie, linciaggio di prigionieri e uccisioni a vista dei coloni che non indossavano delle fasce bianche, come aveva ordinato l’esercito. Le cifre ufficiali francesi parlano di 1020 vittime algerine, quasi tutti civili che non avevano partecipato alle lotte. Radio Cairo parlò al tempo di 45.000 morti. La stima degli storici parla, per amore di equità, di 6000 morti.

Il governo francese accusa Bouchareb di aver tralasciato le violenze subite dai francesi, voci parlano anche di pressioni sugli organizzatori affinchè il film non venisse proiettato. E ieri sera in televisione faceva molta impressione vedere sulla passerella di Cannes diversi attori algerini, con le mogli vestite alla musulmana moderata, danzare alla maniera tradizionale sulla passerella rossa. Un’affermazione gioisa di identità che solo quelli a cui viene negata possono capire, e che in piccolissimo io ho vissuto appena arrivata in Italia e catapultata a Milano.

Sul colonialismo e i processi di decolonizzazione in Asia e in Africa, ma specialmente nell’ultimo continente, consiglio la lettura di Processi di decolonizzazione in Asia e Africa, di Valeria Fiorani Piacentini (ISU Università Cattolica, 2000). E’ veramente un bel libro e mi ha aperto un mondo, offrendo una visione globale e un’eziologia precisa ai mali che ci affliggono oggi, in primis il terrorismo.

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A single man, una pacata passione gay

A single man locandinaNonostante l’inizio decisamente lento e opaco, il film è davvero bello. Circola ancora a Milano e lo consiglio, ma se dove vivete non è in programmazione in caso forse potete procurarvelo. Noi siamo andati a vederlo in inglese al Cinema Arcobaleno, in Viale Tunisia. La sala era gremita, c’era gente anche in piedi e in prima fila.

Racconta la storia di un professore di letteratura inglese a Los Angeles agli inizi degli anni Sessanta. Lui è gay e trabocca stile e moderazione, non senza un pizzico di ironia molto, molto English, e un forte sentimento per l’onnipresente Altro. Che poi è il suo compagno morto, il suo amore per 16 anni.

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La fame della Cina

contadino cineseLa fame della Cina, ma di terre!

Non contenta di aver occupato l’ex Tibet, che è stato completamente colonizzato dalle famiglie cinesi “invitate” ad emigrare e dalla cultura, imposta sin dai tempi della Rivoluzione culturale, la Cina ha chiesto al Kazakistan, un paese dell’Asia centrale appartenente all’ex URSS grande come l’Europa, ma di soli 16 milioni di abitanti, di permettere ai contadini cinesi di usare ben un milione di ettari di terra per la coltivazione. Con il conseguente trasferimento di coloni cinesi.

Bolat Abilov, vice segretario del partito di maggioranza Otan, ha risposto che se per ogni ettaro lavorassero 15 contadini, significherebbe che per un milione di ettari arriverebbero dalla Cina ben 15 milioni di cinesi. Se fra i 15 cinesi ci fosse la nascita di un bimbo, in 50 anni ci sarebbero in Kazakistan ben 50 milioni di cinesi!

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Whatever works - Basta che funzioni

Whatever worksMolto carino l’ultimo film di Woody Allen, Whatever works, in italiano Basta che funzioni.

Lui è un anziano signore mezzo pelato, bruttarello, irascibile, narcisista, ipocondriaco, maniacale e sciancato. Soprattutto, cosa più antipatica, è un cinico genio incompreso. Diciamo che è la brutta copia di Woody Allen (ma più bello).

Lei è una ragazza carina, scappata da una famiglia del sud molto tradizionalista, un po’ scemetta, bionda-occhi-azzurri, voce chioccia, una di quelle che in USA chiamano “bimbo“. Sempliciotta, ingenua, con tanti sogni in testa, non sa dove rifugiarsi e si attacca a lui.

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Bollywood alla RAI e al Salento Film festival 2009

Just MarriedE’ cominciato sabato 11 luglio alle 20.30 un ciclo di cinque sabati consecutivi dedicato da Rai 1 a Bollywood e intitolato «Amori con…turbanti». Il film dell’11, la commedia romantica Namastey London, è stato tradotto dall’hindi dal mio amico Giorgio Milanetti, dell’Università di Roma, e doppiato da Pino Insegno. Un ciclo di film curati da grandi professionisti, insomma.

Marco Restelli, da vero esperto di film indiani, ne fa una bella recensione. Io non l’ho visto (il primo canale qui a casa non prende) e così ho perso la voce da “povero negro buana” con cui hanno doppiato il protagonista. E poi, un film indiano senza i pezzi musicali, che sono stati tagliati, che film di Bollywood è?

Ieri è stato trasmesso Jab we met e l’ho perso per una buona causa, stavo fuori con un amico, ma il prossimo devo vederlo assolutamente.

Per chi ama il genere Bollywood da non perdere la 6° edizione del Salento International Film Festival 2009, che si terrà a Tricase (Lecce) Palazzo dei Principi Gallone – Piazza Pisanelli, dal 4 al 13 Settembre 2009. Ci sarà un omaggio fuori concorso a Bollywood con due film, Bachana Ae Haseeno (O Beautiful Ones) e Just Married.

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