Mentre tutti ringraziano tutti -- Mancini ringrazia Moratti, Cruz ringrazia l'Inter -- il calcio italiano ha cominciato le grandi pulizie di primavera. Che è già inoltrata, ma meglio tardi che mai. I tifosi ringraziano che alla Federcalcio sia stato nominato commissario straordinario l'avvocato interista Guido Rossi, il colto castigador. Che guarderà, controllerà, verificherà e farà le sue proposte secondo legge, immagino. Garantirà che la legge sia rispettata.
Si apre così la questione morale della Bhagavadgita, il Vangelo degli induisti.
Il grande campo si apre con una scena epica: Arjuna, il Principe (del Foro), si chiede cosa dovrà fare. Guarda gli avversari schierati, i suoi stessi parenti! che fanno una guerra ingiusta, che reclamano un regno non loro, ma suo e del suo popolo, il popolo del gioco leale, e capisce che per togliere il maltolto dovrà scendere in campo e combatterli.
Mi ero ripromessa di non parlare di calcio, essì, anche se ne parlo spesso. Ma l'altro ieri, al bar della stazione di Macerata, mentre addento stizzita un panino vuoto e secco, Lucio il barista -- alto, bello, atletico, 17 anni, gioca in promozione e ha tanti sogni -- mi guarda e ridacchia con aria da sfottò. Lui va pazzo per l'Imperatore e mi dice che se fosse Mancini lo terrebbe anche in carrozzella. E' un vecchio discorso fra noi, ci discutiamo su spesso e volentieri. La mia idea è che un giocatore non è un marito e che appena non va si corre ai ripari e si rimedia, poi se ancora non va...
Vi ricordate
Parlo spesso di calcio, anzi, qui c'è una
Sono dieci anni esatti che vivo in questa meravigliosa e accogliente Milano -- anzi, colgo l'occasione per ringraziare i cittadini della loro calda ospitalità e dell'aria pura e frizzantina, odorosa di resina e, quasi, di mare -- e sono due anni esatti che vado alle partite dell'Inter.