Turchia

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Islam e Occidente

donna musulmanaEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Piccola riflessione sul clash culturale fra Islam e Occidente, e viceversa ovviamente. Perché mi sembra tutto così fuori dal tempo, assurdo, sorpassato. Sbagliato. Anche noioso, devo dire, è tutto un déjà vu. Ma in nome di questo la gente si fa le peggio cose.

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L'Indice di percezione della corruzione: nel 2009 l'Italia peggio della Turchia

mappa percezione indice di corruzioneQualche dato sull’Italia che mi preoccupa un tantinello, ma solo poco così. Pannella ha detto stamattina in TV che in Italia ci sono 11 milioni di processi pendenti e carceri che scoppiano. Ovviamente lui propone che a tutti i criminali per reati minori venga condonata la pena, alé alé. E, ovviamente, bisogna vedere quali sono i reati che lui considera minori. Pannella ha detto anche che al Consiglio d’Europa fra 41 paesi membri (che in realtà sono 47) siamo in cima come inefficienza della giustizia. Questa già mi sembra difficile, visti i paesi che ne fanno parte.

Il posto dell’Italia nell’Indice della percezione della corruzione, che si calcola sulla base di quanto vengono percepiti corrotti i politici e quelli che si occupano di Pubblica amministrazione, sono però decisamente allarmanti. Già dalla mappa sopra si nota che l’Italia è di un bel colore rosa intenso. Ma vediamo come è cambiata l’Italia negli ultimi due anni secondo gli ultimi dati.

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Mentre il mondo fa festa, in Turchia le donne

woman cryingIeri grandi celebrazioni internazionali per la caduta del muro di Berlino, un evento che ha dato la stura a trasformazioni internazionali epocali.

Prima di tutte, oltre alla riunificazione della Germania, la caduta dell’URSS e la creazione dei 14 stati centrali e della Russia indipendente, con tutta una serie di ricadute sul piano internazionale: le ovvie politiche, ma anche economiche per i transiti di gas e petrolio, sociali per lo spostamento migratorio di gruppi di persone dall’est all’ovest, criminali per la vendita di armi e di residui atomici da parte dell’ex URSS a gruppi terroristici, e così via.

Mentre tutti facevano festa, sono state rese note le cifre ufficiali della violenza contro le donne in Turchia, inclusa quella domestica, che sono in crescita esponenziale e sono state fornite dal ministro della Giustizia Sadullah Ergin in risposta ad una interrogazione presentata in Parlamento dalla deputata Fatma Kurtulan del Partito per una Società Democratica (DTP o Demokratik Toplum Partisi, il partito filo-curdo).

L’incremento di donne uccise dopo una violenza rispetto al 2002? Il 1400%.

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G8, la Turchia vuole avere senza dare?

bandiera turcaSono 50 anni che siamo in attesa di entrare nell’Unione europea. E ora vorremmo una risposta chiara. Vi sono leader che dicono una cosa e poi si correggono, e magari in altre sedi sostengono di non averla detta. È diventato comico, e noi siamo stanchi di comiche (Corriere della Sera).

La Turchia è stanca di aspettare, lo capiamo, ma non doveva riconoscere il Metz Yeghern, il genocidio armeno del 1915-1923 sul suolo dell’Impero Ottomano, la questione di Cipro, e aprirsi ai diritti umani? Queste erano le condizioni per la sua appartenenza come membro a pieno diritti nell’Unione europea. E invece qualcosa ha fatto, a leggere l’intervista al primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, ma troppo poco.

Avere la Turchia fra i membri a pieno titolo dell’Unione Europea farebbe comodo a tutti perché è uno stato fortemente militarizzato (che è meglio che stia dalla nostra parte), situato in una posizione geopolitica molto importante come “porta d’entrata” per l’Asia e, in più, islamico, e questo farebbe sì che l’Unione europea non sarebbe solo una specie di associazione di stati cristiani, attenuando l’ostilità di molti paesi islamici verso l’Europa.

Però il primo ministro turco Erdogan, che si prepara a partire per il G8 dell’Aquila, nega ancora il genocidio degli armeni:

Non esiste un solo documento che lo provi. Uno solo. E poi: pensate che 40.000 armeni continuerebbero a vivere in Turchia? Sono gli armeni in altri Paesi che diffondono notizie e interpretazioni non corrispondenti alla realtà.

Tu chador o non chador? Burqa o non burqa? Islam e Turchia, Afghanistan e altro

Il 28 agosto scorso in “Bombe, Turchia, università e costumi dall’Islam” ho parlato del burqa e del chador delle donne musulmane e del mio dubbio davanti a un burqa integrale con velo e volto coperto, eppure, al contempo, del diritto sacrosanto di vestire come a uno pare e piace.

Ma lunedì sera, a Roma, l’Ambasciatore per la cultura e i diritti umani dell’Afghanistan per l’Europa, la Principessa India d’Afghanistan, di religione islamica, per risolvere il problema lo ha inquadrato sotto una luce che mi pare giustissima. Lei dice: diamo la possibilità a tutte le donne islamiche, sia qui in Europa che in Afghanistan e ovunque nel mondo, di studiare, di trovare un lavoro adeguato, soddisfacente e ben pagato e mettersi in tutto e per tutto alla pari con gli uomini: poi il velo integrale se lo tolgono, eccome se lo tolgono. Diventerebbe una loro necessità.

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Bombe, Turchia, università e costumi dall'Islam

Non voglio assolutamente commentare il fondamentalismo, o la jihad — che non è fondamentalista, ma un fondamento religioso — perché ho già detto qualcosa al proposito. Né le bombe in Turchia di qualche ora fa.

Solo una piccola riflessione. L’altro ieri qui in Galleria a Milano — avete in mente la borghese splendente riluccicante galleria a fianco del Duomo? — passeggiava tranquillamente una famiglia musulmana. Due donne, due bambini, qualche uomo. Le donne avevano il chador e il burqa, uno dei due era integrale e di lei non si vedeva neanche il viso. Indossava anche i guanti e il camicione era nero lungo largo e totalmente castrante della sua femminilità. Camminava in modo goffo e solo dal polso, fra il mezzo centimetro di pelle nuda e il guanto nero, spuntava un braccialetto d’oro! Si capiva che era una donna giovane, si è fermata a prendere in braccio una bambinella in carrozzina. Mi sono chiesta a che età la puniranno col cosone nero.

Ma magari le piace, o lo accetta senza problemi, chi sa. Io sto ragionando con la mia testa, ovvio. Liberissima di vestire e girare come vuole, ca va sans dire.

Ma se c’è una ragazza fra i miei studenti all’università che veste così, io che faccio? E’ politically incorrect dire che mi darebbe assai fastidio parlare a una mascherina nera? Chiedo sempre all’inizio del corso di non indossare, per favore, cappelli, occhiali neri, e ciancicare gomme americane.

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