Iraq

Fermare la guerra in Libano, in Iraq, ecc., si può!

Nel 1936 Mussolini mandò un accademico, Giuseppe Tucci, a stringere accordi diplomatico-culturali col Giappone. In realtà temeva il Paese del Sol Levante e scelse la strada della diplomazia.

Gli accordi si fecero e furono proficui. Durarono fino a che Mussolini non si unì al “partito della guerra”, a Hitler.

Se gli USA e le altre potenze internazionali volessero, i massacri in Libano e nelle altri parti del mondo si potrebbero evitare. Se un dittatore l’ha fatto, se ha stretto accordi con un paese che temeva per trovare la pace — mandando in missione un intellettuale! — prima che fosse preso dalla smania di rivaleggiare con un altro, anche più pericoloso dittatore, non sono in grado di farlo oggi i paesi democratici? Possibile che non ci siano mezzi politici, diplomatici e culturali per fermare quello che sta succedendo?

E se davvero il target sono gli Hezbollah, perché distruggere i civili e le infrastrutture di un paese? Che c’è dietro la supposta lotta contro il terrorismo internazionale?

Curriculum Vitae di George W. Bush e My Milano Young

Miei cari,

qualche giorno fa ho ricevuto da un amico americano il curriculum — il resoconto della brillante carriera — di George W. Bush. Quanti di voi lo eleggerebbero come Presidente o come primo Ministro? Meriterebbe di essere tradotto in italiano per chi di voi non lo conosce tanto.

Ma per fortuna noi abbiamo Berlusconi che ci basta! A proposito di Beslusconi, l’associazione umanitaria My Milano Young onlus, di cui ho già parlato, è stata promossa e patrocinata niente di meno che dal comune di Milano! Guardate il successo della serata sponsorizzata da loro e non so quale assessore. Sono anche pubblicizzati dalla pagina di Via Montenapoleone.

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Per Berlusconi: Resoconto stenografico alla Camera dei Deputati: Presunta esistenza di un accordo, firmato dall'ENI, per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nella zona di Nassiriya del 21 febbraio 2003

Carabinieri a Nassirya (L’immagine è presa da I miserabili)

Riporto integralmente il resoconto stenografico dell’Assemblea Interpellanza urgente n. 2-01593 del 21 giugno e discussa in aula il 30 giugno 2005, Seduta n. 648.
E questo è l’audio – video.

In sunto: abbiamo aderito alla guerra in Iraq per motivi economici. Vi è la presunta esistenza di un accordo, firmato dall’ENI, per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nella zona di Nassiriya – n. 2-01593. Altro che la missione umanitaria di Berlusconi! E altro.

Uno stralcio: “Non solo, onorevole sottosegretario. Sappiamo che in un documento che reca la data dell’11 novembre 2004 l’allora ministro Frattini riassunse i motivi alla base della partecipazione italiana alla missione irachena. In tale documento, che hanno ricevuto tutti i deputati, si afferma: l’impegno italiano per la sicurezza internazionale è determinato da un calcolo razionale del nostro interesse; e ancora il nostro impegno nelle missioni di pace rappresenta un saldo investimento economico – «interesse», «investimento», «grande occasione», «tornaconto»! – e quindi possiamo attenderci considerevoli benefici economici dalla stabilizzazione di regioni sensibili per i nostri approvvigionamenti e per le prospettive di apertura di nuovi mercati e di nuove aree di collaborazione. È noto che la difesa degli interessi è sempre invocata, ad esempio, dagli Stati Uniti, ogni qual volta occupano un paese. La nostra Costituzione dice altro, e sarebbe stato opportuno rispettarla.
Nella stessa inchiesta, che ha raccolto materiale molto interessante, si citano incongruità della motivazione umanitaria a fronte delle dichiarazioni di un ex dirigente dell’ENI, il dottor Livigni, che, intervistato dal giornalista, riferisce degli impegni assunti da tale ente in merito al giacimento di petrolio di Nassiriya, fin dal 1996, e delle tipologie di contratto molto vantaggiose.”

Questa non è che una chicca. Buona lettura e buona visione:

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USA in Iraq: ancora bombe al Napalm MK77 su Bagdad? E a Falluja già nel 2004...

E’ di stamattina alle 6 la notizia di un nuovo bombardamento a Bagdad seguito da una nube sospetta. Però, dicono sempre gli americani, il fosforo bianco è “legale”!
Piccola obiezione: anche i coltelli sono legali: quando se ne usa uno per uccidere questo diventa arma di reato o è ancora legale?

Che gli USA abbiano usato ancora le armi di distruzione di massa o CBNR a Bagdad, di cui ho parlato nei miei post precedenti USA a Falluja e armi di distruzione di massa (CBNR) a proposito dell’Iraq e, in generale, in Miss Italia 2005, armi di distruzione di massa (CBNR), il sito della CIA e il Nepal? Che abbiano buttato nuove bombe al Napalm MK77?

E non è tutto: segnala Enrico l’uso di proiettili termobarici a Falluja.

Il fidanzato di un mio amico americano che era stato in Iraq (sì, anche qualche gay si arruola nell’esercito! Specie se è un medico nero e vuole farsi un po’ di soldini..) mi diceva l’anno scorso che, pur essendo un bel macho tutto muscoli e cuoio — macho fuori e macho di testa, ahimé — e moderatamente nazonalista, anche lui non riusciva a sopportare la vista di certe cose unfair fatte dagli USA — ma perché, ci sono cose giuste in guerra?
E si è fatto rimandare a casa con non so che scusa.

Ma gli americani non sono nuovi all’uso delle bombe al Napalm a Falluja, che hanno già buttato nel 2004 (nel silenzio generale della stampa ufficiale). Ormai ci hanno preso gusto.

E in generale, se volete vedere le atrocità USA non permesse, illegali secondo l’ONU, visitate il sito USA: Nuclear, Biological and Chemical. E’ un sito molto educativo — e mi rivolgo specialmente agli amici blogger di destra che difendono l’occupazione americana dell’Iraq e, in genere, le occupazioni militari (ne ho lette delle belle questi giorni fra i blog italiani!).

Nel giugno 2005 lo World Tribunal on Iraq ha stilato una Dichiarazione della giuria di coscienza, sottoscritta dai giurati di coscienza di 10 diversi paesi.

Che fa il nostro governo? Neanche chiede ufficialmente agli USA la veridicità delle informazioni sull’uso della bombe al Napalm MK77.
Sembra accontentarsi della spiegazione già data dall’USA che le bombe sono state usate solo per stanare le persone (i civili). Come animali dalle tane.

Attenzione ragazzi della Diaz, la prossima volta contro di voi useranno il Napalm… Altro che lacrimogeni!

E noi che aspettiamo ad andarcene dall’Iraq???

Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

USA a Falluja e armi di distruzione di massa (CBNR)

Sembra che gli USA a Falluja abbiano commesso i tanto deprecati — da loro per primi e dall’ONU, di cui sono la voce principale — crimini di massa usando armi improprie, le cosiddette CBNR di cui ho già parlato lo scorso settembre in Miss Italia 2005, armi di distruzione di massa (CBNR), il sito della CIA e il Nepal. La notizia è di martedì 8 novembre 2005.

Ma perché, esistono crimini legali ed illegali? Sì, certo: per esempio, nella cittadina di Falluja gli americani avrebbero fatto bombardamenti massicci al fosforo bianco sul centro abitato. Questo materiale è illegale. Invece, bombardare una città è legale e le morti dei civili, vecchi donne bambini, sono definite casualties. Basta dire che in una certa zona della città si sarebbero nascosti dei pericolosi terroristi e tutto è permesso.

Ai bombardamenti [di Falluja] sarebbero seguiti la progressiva avanzata di mezzi corazzati e, infine, i rastrellamenti dei marines, con gradualità in modo da non esporre immediatamente i soldati alle pericolosissime polveri del Napalm MK77.

E pensare che nel 2002 il governo americano (la stessa CIA) ha pubblicato un bel libretto intitolato Iraq’s Weapons of Mass Destruction Program, ovverosia il Programma dell’Iraq delle Armi di Distruzione di Massa! Insomma, il bue che dice cornuto all’asino…
Anzi, vi consiglio di scaricarlo e leggerlo, é in PDF.

Che dirà l’ONU di questo nuovo crimine?
E’ stata fatta una guerra “preventiva” contro l’Iraq contro le stesse regole per mantenere la pace nel mondo introdotte dagli USA nell’ONU (che un paese non può preventivamente dichiarare una guerra o occupare un territorio: non si fanno processi alle intenzioni in politica estera!). La scusa? L’Iraq avrebbe le CBNR (Chimical Biological Nuclear Radiological); invece a Falluja le usano loro stessi.
E non devo dire che in Asia odiano gli occidentali con ragione?

Certo, la scusa è che il materiale che gli americani hanno usato a Falluja è permesso perché servirebbe non so a che scopo “buono”, durante la guerra (ma esistono mezzi e fini buoni in guerra?): peccato che l’abbiano già usato nello stesso identico modo in Vietnam!

E’ lo stesso caso delle atrocità di guerra contro i prigionieri di guerra. L’America ha sottoscritto nel 1949 la Convenzione di Ginevra relativa la trattamento dei prigionieri di guerra. In breve, i prigionieri hanno diritto ad un trattamento “umano” (ma io dico sempre che l’uomo è in molti casi una bestia malfatta), non solo vitto alloggio e vestiario decenti, misure igieniche e cure mediche, attività intellettuali e fisiche, ma rispetto: della loro religione, della loro cultura, della loro dignità umana generale e specifica (in quanto, non so, iracheni, vietnamiti, ecc.).

Ma ci siamo scordati i prigionieri iracheni incappucciati nelle gabbie di Guantanamo? Presi a calci, costretti ad esibirsi nudi a carponi, tirati al collo con guinzagli, picchiati, derisi, offesi in tutti i modi lesivi per la dignità umana, degradanti e pericolosi per la stessa salute fisica e mentale?
Se qualcuno è smemorato legga il report di Amnesty International. Nel loro sito c’è anche un video molto educativo (che ho avuto il coraggio di guardare per appena 1 minuto netto).

Insomma, a falluja un nuovo scandalo internazionale, un nuovo crimine commesso dagli USA. In nome della giustizia e della pace.

Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

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