Iraq

Afghanistan, Iraq e Pakistan: i costi della guerra

Non sto parlando di vite umane, di civili morti, di feriti, di popolazioni o militari danneggiati psicologicamente, di risorse distrutte, di scuole e di vie di comunicazione e interrotte, di città distrutte, di fabbriche chiuse, di campi inagibili i minati, di ricadute economiche nelle zone di guerra e nelle nazioni da dove partono i soldati. Sto parlando del prezzo in soldi e basta.

continua


Iran, venti di guerra (o di ricatto)

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla condanna a morte a Tehran di Amir Mirzaei Hekmati, di origine iraniana, accusato di essere della CIA. Il fatto che i servizi segreti iraniani dichiarino di avere sempre saputo che Hekmati era una spia e gli abbiano comunque concesso il visto mi fa pensare che l’uomo sia usato come merce di scambio contro le sanzioni finanziarie che Obama ha aggiunto alle già pesanti sanzioni economiche inflitte all’Iran per il suo programma nucleare “a scopi civili.

continua


L'Occidente non dia lezioni di diritti umani: parola di Omar Abdullah

“L’Occidente non dia lezioni di diritti umani.. Sappiamo come voi esportate la gente dall’Iraq e dall’Afghanistanguerr a Guantanamo e che tipi di trattamento gli riservate” – queste le parole del primo ministro del Jammu & Kashmir Omar Abdullah, rispondendo alle accuse di presunte violazioni dei diritti umani nel suo paese mosse dal Parlamento britannico agli inizi di settembre.

continua


Enrica Garzilli su Il fatto Quotidano sulla questione arabo-palestinese

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano, perché è stata prolungata di un anno la legge che vieta le riunificazioni familiari fra arabi e israeliani.

Oltre il muro di Gerusalemme anche l’amore può diventare un incubo. Quando 13 anni fa Sana, cittadina araba israeliana, ha sposato Mohammed non poteva certo immaginare che questa unione l’avrebbe portata a una vita di paura e clandestinità.

continua


Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Usa, in Iraq e Afghanistan 20 miliardi di dollari per rinfrescare i soldati

tende ad aria condizionataEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Le spese della guerra: 20,2 miliardi di dollari annui solo per l’aria condizionata per i soldati in Iraq e Afghanistan. Sensa pensare alle vite umane spese per trasportare gli apparecchi. Forse al mondo i soldi possono essere spesi meglio, voi che dite?

continua


Fra Chavez e Gheddafi questione di lealtà

Chavez, parlando di Gheddafi:

Non lo condannerò. Sarei un cordardo a condannare qualcuno che è stato mio amico.

Il presidente del Venezuela Chavez, socialista dichiarato, non solo ha mosso le forze aree e navali vicino alla Libia, ma ieri ha ribadito i rapporti di amicizia con Gheddafi. Che ammirevole senso di lealtà.

continua


Lunedì il nuovo WikiLeaks sull'Iraq

civili in IraqWikileaks non funziona ancora (anche se potete entrare in chat) ma siamo tutti in fibrillazione da quando si è sparsa la notizia che lunedì 18 ottobre saranno pubblicati sul sito oltre 400.000 documenti segreti della guerra d’invasione statunitense dell’Iraq del 2003.

Conterrà anche relazioni sugli “incidenti” come gli attacchi contro le truppe di coalizione, contro le forze di sicurezza irachene e contro i civili o le infrastrutture del paese.

Spero che ci sia anche più documentazione sul fatto che Bush aveva pianificato di invadere l’Iraq nel gennaio del 2001, ben prima dell’attacco alle Torri Gemelle. Altro che conseguenza. Leggete infatti i vari documenti (in pdf), in cui si legge che gli attacchi dell’11 settembre 2001 non sono stati la ragione dell’invasione USA dell’Iraq, ma una distrazione dal vero scopo che era proprio quello della guerra in Iraq (e non per nobili motivi).

continua


Il giornalismo addormentato

Sapete la notizia del saccheggio e della distruzione, in Iraq, dei siti archeologici mesopotamici dei Sumeri e dei Babilonesi, che ho dato nel post di ieri mattina (o, meglio, ieri notte — perché era l’alba)?
Spiritual seeds mi ha segnalato che La Stampa ne parla stamattina.

Ma non erano i giornali che dovevano dare le notizie estere in anteprima? I blog non fanno solo chiacchiericcio?

Confrontate il mio titolo, “La morte della storia o l’altra faccia della guerra“, col titolo de La stampa, “L’altra guerra in Iraq: ci rubano la storia“. Sono potenti e meravigliose coincidenze linguistiche, non credete? Dare un titolo doppio semanticamente e morfologicamente simile!

Ogni tanto mi chiedo, specie per quello che riguarda le notizie dall’Asia e quelle culturali: noi, i giornali, che ce li compriamo più a fare? Anche i blog dei giornali, che li apriamo a fare?
La maggior parte dei blogger sta in flirt permanente con i giornalisti che hanno un blog, sperando nell’articoletto su carta stampata, nella citazione o, almeno, nel link.

continua


La morte della storia o l'altra faccia della guerra

Ancora Iraq.
Le motivazioni altamente umanitarie della guerra e della nostra partecipazione erano piuttosto chiare ma vorrei sapere quello che i nostri capoccioni diranno di questo nuovo scempio, di cui parla Robert Fisk su The Independent.

Un’antica civiltà, quella mesopotamica dei sumeri e, poi, dei babilonesi, sta scomparendo senza ritorno, in un paese dove la civiltà dell’uomo è scomparsa da decenni.

2,000-year-old Sumerian cities torn apart and plundered by robbers. The very walls of the mighty Ur of the Chaldees cracking under the strain of massive troop movements, the privatisation of looting as landlords buy up the remaining sites of ancient Mesopotamia to strip them of their artefacts and wealth. The near total destruction of Iraq’s historic past – the very cradle of human civilisation – has emerged as one of the most shameful symbols of our disastrous occupation.

Guerra in Iraq, Libano e Israele, Bush e i disturbi di personalità

Ahah! Già perché il bellissimo giornale Informed Comment: Thoughts on the Middle East, History, and Religion, autorevole rivista curata da Joan Cole — Presidente del Global Americana Institute, una NGO che sta traducendo i classici della storia e del pensiero in arabo — il 22 agosto (cioè ieri) ha pubblicato un articolo intitolato “Bush’s Arab Dream Palace Is it Narcissism?” dove si dice che Bush è affetto da un disturbo narcisistico di personalità!
Leggete cos’è e dite se noi non abbiamo un bel po’ di politici vari che ne soffrono…

Da leggere anche l’editoriale di oggi “Helman Guest Editorial: Peril in Lebanon” in forma di domande all’ex-Ambasciatore degli USA presso l’European Office delle Nazioni Unite dal 1979 al 1981. Quello che suggerisce? Mezzi diplomatici e dialogo, dialogo e dialogo fra le due parti, ONU, Europa e arabi moderati, e Siria e Libano, per interrompere il flusso di sofisticate armi agli Hezbollah. Come dicevo dal mio modesto osservatorio la guerra è sempre utile ai mercanti di armi: in questa guerra chi sono i maggiori produttori e distributori?

[...] strong diplomacy. A club consisting of Lebanon, the UN, the EU and moderate Arabs should press a dialogue separately with Syria and Iran to shut off the arms pipeline to Hezbullah.

p.s. un punto di vista alternativo rispetto a chi in un paese arabo un po’ ci ha vissuto, come Lia di Haramlik, che ne ha una visione molto romantica!

Avanti