Appello urgente per Myanmar 3

boh, venerdì 30 maggio 2008

BurmaAccolgo volentieri un appello per le vittime in Myanmar. Ricordo che il ciclone Nargis ha mietuto 90.000 vittime e 50.000 persone sono ancora disperse.

Se volete fare una donazione -- potete dare anche solo 1 euro -- fatelo tramite il conto Paypal che trovate sulle pagine di Fabrizio, che aperto la sottoscrizione. E' una persona seria e la raccolta di fondi andrà in porto attraverso mani sicure:

Ho aperto una sottoscrizione per le vittime del ciclone Nargys in Myamar, perché abbiamo trovato un modo di far giungere il denaro direttamente nel paese, tramite Singapore, a una persona fidata che, oltre a necessitarne in prima persona dovendo provvedere alla vecchia madre, è in grado di assicurarne la ridistribuzione in aiuti sia a Yangon, dove abita, che in due villaggi a nord lungo il corso dell'Irrawady, tra i più disastrati.

I blog fanno schifo?  33

boh, venerdì 30 maggio 2008

Enrica GarzilliConcordo con Massimo che i blog

Hanno fallito perchè le notizie sono "troppo" controllate. Un sacco di blog non hanno altro che notizie. Tutti le stesse notizie. Pochi, invece, hanno uno straccio di opinione. Questi secondi, ovviamente, non vengono inclusi in Google News, mentre i primi sì.

Il fatto è che i giornali dovrebbero dare le notizie, e invece si leggono prima dalle agenzie; dovrebbero darle diversificate, invece se prendete le prime pagine dei maggiori quotidiani sono tutte uguali.

E i blog fanno altrettanto. D'altronde, a mettere sul blog cose diverse, o nuove, o semplicemente opinioni e storie personali (che non siano raccontini da pornografia di liceo, che o sei davvero brava o sei patetica), si fa come succede a me: ai BarCamp tutti mi dicono

Bello il tuo blog! Però lo leggo poco perché è di nicchia..

Stesse parole dette da tutti. Ma dico, l'avete aperto? E se non l'avete fatto, come fate a dire bello? Ma poi ho capito: non essere di nicchia vuole dire riportare tutti le stesse due tre cose pseudo-tecniche di tutti, quelli migliori con commenti personali, altrimenti con la notiziola sbattuta lì.

Ecco, se vuoi stare nel giro dei party, dei link, degli inviti a conferenze, delle interviste (da parte di altri blogger), ecc., devi attaccarti come in una catena a quello che dicono e fanno tutti. Presenziare, partecipare, non farti scappare neanche un evento dove ci siano le parole chiave Business, Web 2.0 e Conversazione. Solo così sei incluso e solo così sei "uno che conta". Noi contiamo. Siamo fra i magnifici 30 (e che non sia mai che sei 31 o 32, che non vale più).

Che poi è una percezione autoreferenziale, ché fare tutto quello di cui sopra conta poco comunque, in termini generali. Non è fama né notorietà: se ti va proprio bene è essere conosciuti nel giro di poche migliaia di persone in Italia.

E mi pare che molti blogger che dicono che i blog fanno schifo facciano esattamente questo.

Qui nessuno è razzista 19

boh, giovedì 29 maggio 2008

American womanLa mamma di una mia amica americana, Jennifer, alta bionda occhi verdi curve giuste radiosa bellissima, convivente con un onesto ufficiale di carriera, aveva partecipato al movimento per i diritti civili, contro il Vietnam e così via. Una donna sveglia, moderna, mente aperta, molto liberal e molto ecologica.

All'università Jennifer si è innamorata della sua docente di religioni, Rachel, una bella donna 22 anni più vecchia di lei. Dopo pochi giorni sono letteralmente fuggite insieme. La mamma di Jennifer l'ha gonfiata di botte.

Quando sono venute insieme in Italia per la loro prima luna di miele si sono presentate tendendosi per mano alla reception di un famoso hotel che avevano prenotato da Boston.

Non gli hanno voluto dare la camera, hanno detto che era tutto pieno e purtroppo si erano sbagliati.

I film di Sharon Stone probiti in Cina 17

boh, giovedì 29 maggio 2008

Sharon StoneGiovedì scorso, durante un'intervista, Sharon Stone si è lanciata in profondi commenti filosofici sul Karman della Cina:

Non sono felice su come i cinesi stanno trattando i tibetani perché penso che nessuno dovrebbe essere scortese verso un altro. E quindi il terremoto e tutto quello che è successo, io ho pensato, è quello il Karman? Che quando tu non sei carino allora ti succedono cose brutte?

Il karman è quella legge (adottata dal buddhismo e dall'induismo) per cui un'azione, o un pensiero, un sentimento ecc., generano un frutto, che può essere cattivo, buono o misto, a seconda della qualità dell'azione, del pensiero, del sentimento.

Storia esemplare di un buddhista dipendente dell'università che scopre Internet e le sue gioie 11

boh, martedì 27 maggio 2008

MonkEra il 1997 e d'inverno insegnavo a un'italica università. C'era un ragazzone attempato, mezzo tonto a dire il vero, che non si sa come aveva ottenuto una laurea in Lettere indirizzo archeologico. In effetti era figlio dell'ex [...] dell'università, e il fatto forse (sic dicunt) un po' lo ha aiutato. Ma questo al momento è irrilevante ai fini del racconto.

Dicevo che il padre, prima di andarsene nel paradiso Tusita, aveva sistemato il figlio come tecnico di laboratorio nella Facoltà di Lettere. Non che lavorasse o facesse qualcosa, per carità, ma era lo stipendio più alto che potesse prendere senza lavorare e senza combinare danni, e di un certo prestigio.

Come lo spiego che BlogBabel fa bene al cuore? 38

boh, lunedì 26 maggio 2008

Enrica GarzilliCari tutti, oggi, leggendo Samuele, mi sono resa conto che c'è qualche post un po' insulso (con tutto il rispetto per chi lo scrive, ça va sans dire) che dice che BlogBabel è meglio che stia chiusa perché altrimenti la gente litiga.

BlogBabel è uno strumento e, come tutti gli strumenti, dipende da come si usa. E' come un coltello, taglia il pane e toglie il marcio dalle mele ed è ottimo, senza coltello non ci sarebbero le operazioni chirurgiche e tante cose utili e belle, ma se si usa per far male agli altri, ovviamente, non va più bene.

Dire insomma che BlogBabel porta le liti è come dire che Technorati porta le liti. C'è gente che dà la colpa al mezzo, come se fosse sbagliato, e non a certe persone che usano quel mezzo in modo sbagliato.

Ma i tanti che apprezzano BlogBabel si consolino. Anche se concordo pienamente con quello mi ha detto Neri, che in realtà BlogBabel andava bene anche come era prima, ormai il lavoro si sta facendo e sono certa che apprezzerete le funzionalità in più.

Se siete impazienti, mentre aspettate potete rallegrarvi l'animo con post come i bellissimi suoi, o gli arguti suoi.

Quante scuse per la Cina! 7

boh, lunedì 26 maggio 2008

Olympic torchPare che le autorità cinesi abbiano deciso di abbreviare il percorso della fiamma olimpica nell'ex Tibet da tre giorni a due. Motivo ufficiale: il terremoto nel Sichuan, che confina con la Tibetan Autonomous Region.

Il fatto che la fiaccola si sarebbe fermata nel cuore dell'ex Tibet
è stata molto criticata dagli attivisti tibetani, che vedono in essa il simbolo del controllo della Cina sul Tibet.

L'unico motivo che adducono i cinesi per l'annessione del Tibet, nonché i diplomatici italiani con cui ho avuto il piacere di parlare e quindi, a monte, il nostro governo, è che la Cina ha regnato sul Tibet per centinaia di anni: il che è solo in parte vero perché aveva un controllo indiretto ma il paese era essenzialmente libero e conservava comunque la sua indipendenza amministrativa e la sua identità nazionale e culturale. C'era un sistema teocratico retto da un Dalai Lama, capo religioso e capo del governo, della scuola Gelugpa, il Panchen Lama che aveva la giurisdizione culturale, altri lama di altre scuole meno influenti e un Consiglio di ministri.

Ma, come ha detto un ambasciatore di un paese asiatico l'altro venerdì, il problema dei diritti umani dei tibetani -- perché la Cina non permetterà mai che il Tibet torni a essere autonomo e sovrano -- è il problema dei diritti umani dei cinesi. E a giudicare dai cittadini cinesi imprigionati e torturati o trattati in modo abusivo e umiliante per sovversione o anche altri reati importanti come la rottura intenzionale di due lampade e altri oggetti, pare proprio che abbia ragione!

India, gli dei di Bollywood diventano blogger 4

boh, domenica 25 maggio 2008

AmitabhQuesta è stata una rivelazione che mi ha sopraffatto!!
Innanzi tutto vorrei ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato a mettere su questa struttura a bigdadda.com, e complimentarmi per il loro lavoro efficiente e impegnato.

Nell'insieme sembra una nuova vita!

Così racconta il primo giorno come blogger uno dei primi post di BigBlog, della stella di Bollywood Amitabh Bachchan, detto anche BB. E' il primo blog aperto da uno degli attori indiani più famosi, idolatrato dalla gente dal 1969, che è anche un ottimo cantante. Sapete che i film indiani sono lunghissimi e sono tutti dei musical con canti e danze. Amitabh era amico niente di meno che di Rajiv Gandhi, il settimo primo ministro dell'India assassinato nel 1991 e marito di Sonia Gandhi, l'attuale segretario generale del Partito del Congresso, e per un periodo è stato anche in politica.

Il blog è un diario di sentimenti e ricordi con solo un po' di pubblicità, racconti di interviste per esempio, e al contrario di qualche italica stellina lui si impegna a rispondere ai commenti. Forse ha uno staff di gente che scrive per lui, ma mostra una sensibilità per le opinioni della gente che mi sembra fuori dal comune, a parte quella pelosa dei politici-blogger.

Amitabh poi è una star da decenni e che racconti qualcosa di personale, senza strafare e rovesciare addosso alla gente intimità di cui non importa a nessuno, specie se sono finte, mi sembra davvero carino.

La vera innovazione viene dagli utenti: Matt Mullenweg su Panorama 8

boh, sabato 24 maggio 2008

enrica garzilliE' stata pubblicata l'intervista di Enrica Garzilli a Matt Mullenweg su Panorama: guardate quanto è carino! Per lui chi porta avanti l'innovazione sono in ultima analisi gli utenti. Condivido completamente, perché sono i bisogni che creano la domanda, la ricerca e la soddisfazione dei bisogni: quindi, l'avanzamento della tecnologia e della scienza.

La ministra Carfagna al lavoro: le pari opportunità 16

boh, giovedì 22 maggio 2008

Mara CarfagnaLa signora Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità, ha raggiunto un'altra cima.

Dopo aver annunciato che non sponsorizzerà il gay pride di Bologna, commentando che la manifestazione risponde "più a logiche esibizionistiche che ad altro", sembra che abbia commentato così la condanna negli USA di un tizio che faceva foto non autorizzate al petto dei signori maschi:

Questo non è giusto, non è uguale al nostro!

Se la notizia è vera (l'ho sentita su una radio privata alle 6:30 di mattina), non possiamo che ammirare il modo in cui la ministra intende le Pari opportunità.

L'Italia dorme? La politica del petrolio 9

boh, mercoledì 21 maggio 2008

oilParlando d'Asia forse non tutti sanno che è in progetto un oleodotto che va dall'Iran, passando per l'Afghanistan e poi l'India e finirà in Cina. Iran-Cina collegati, passando per quello che sarà a breve il 5 paese con il PIL più alto del mondo, l'India.

Immaginate che potenziale politico ha il progetto, più di 100 accordi diplomatici o culturali.

E immaginate cosa succederà all'Europa, o al mondo occidentale, esclusi dal business. Forse sarebbe ora che l'Italia si svegli e cominci a pensare di risolvere i suoi problemi in modo concreto per far fronte ad altri scenari un po' più ampi: verso gli altri stati europei e verso la nostra sorella Asia. Che è qui, vicina, viva e ricca, ricca di risorse e presto anche di soldi. Non possiamo continuare a credere che tutto si risolva con guerre e occupazioni, come con l'Iraq.

L'uso della forza, benché il suo uso sia opinabile -- a parte i problemi etici che implica, ma anche senza considerarli -- è utile a brevissimo termine e per situazioni contingenti. A che serve a lungo termine con paesi che saranno sampre più forti, sempre più uniti, sempre più coalizzati? Vogliamo dichiarare guerra all'Asia intera?

Ecco, l'Italia dovrebbe pensare in termini più globali: o altrimenti staremo sempre qui a parlare dei problemi, come quello dei rifiuti a Napoli, vecchi e rimandati e riproposti di anno in anno, o quello dei rom o degli immigratri in genere, che non possiamo affrontare con una politica di stato ma solo in un'ottica comunitaria.

L'Italia dovrebbe pensare al bene comune, che è quello dell'intera nazione e dell'Europa e, più in là, dell'Asia e del mondo intero: la pace internazionale si garantisce solo con l'equilibrio delle forze, con la soluzione dei problemi e con gli investimenti (nella moralità, nella ricerca, nella sicurezza, nell'economia, nella gente, nelle risorse in genere) a lungo termine, non con i convegni o i ministri-veline. Oppure quando ci sveglieremo saremo fuori della storia, saremo noi il paese tornato a essere, in confronto agli altri, in via di sviluppo.