Giornata dei diritti umani: la CNN cambia il titolo dell'articolo sul Tibet

Sappiamo tutti che ieri è stata la Giornata mondiale dei diritti umani, stabilita per celebrare il 64esimo anniversario della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Vi propongo quindi un articolo apparso poco fa su nel sito della CNN. E’ di Stephanie Brigden, direttore di Free Tibet, intitolato “Opinione: i tibetani rifiutano uniti il controllo cinese“. Notate che l’URL indica che era originariamente intitolato “Opinione: Cina Tibet – protesta delle autoimmolazioni”. Sarà stato certamente cambiato per ragioni di opportunità politica perché il titolo originario è molto più incisivo.

Nel mondo ci sono varie situazioni di popoli vessati, privati dei diritti fondamentali – o per legge, o con mezzi indiretti come la mancanza di accesso alla cultura, alla partecipazione, o all’acqua o a un tetto sulla testa – ma uno in particolare è esemplare: il popolo tibetano in Cina.

Esemplare perché i tibetani, tramite il Dalai Lama, hanno abbracciato da decenni la via della mediazione pacifica con il governo cinese, dell’apertura al dialogo e così via. Apertura perché un vero dialogo non c’è mai stato. Esemplare perché sono il paradigma della mancanza di libertà politica in Cina che colpisce tutti i dissidenti, altre minoranze come gli uiguri, i seguaci del Falun Gong e così via. Tutto ciò che non rientra nella glorificazione del regime o che, peggio, lo critica.

Esemplare perché il tetragono regime cinese sembra assolutamente intoccabile e, di fatto, fino ad ora nessun governo lo ha boicottato per la mancanza di rispetto dei diritti umani. Possiamo leggere sul sito di Amnesty International una lista quasi giornaliera di violazioni dei diritti umani più elementari compiuti dalla Cina.

Ed esemplare perchè la cultura tibetana, e anche la gente e il paese, le montagne, gli altopiani, le sue steppe, il vento, i passi, furono particolarmente amati da Giuseppe Tucci, e quindi li amo anche io.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.