Pubblicare e farsi pagare? La Fornero non ne vede la ragione

Nel settore editoria due novità. La prima carina, la seconda uno scandalo tutto italiano.

Avevo già parlato dello yoga e il copyright. L’India voleva mettere il copyright sugli Asana perché un certo numero di paesi occidentali ha già reclamato la paternità di circa 250 di essi. Col risultato che le spa e i centri di fiteness e benessere, ma anche le palestre e le scuole di yoga, per farle praticare devono pagare. L’ufficio del copyright statunitense ha decretato però che gli asana, cioè le posture dello hatha yoga, quello che ora si fa anche in palestra e che consta di un insieme di posizioni tenute per un certo lasso di tempo e di 3 stadi di meditazione, non possono essere coperte da copyright. Gli indiani ne avevano reclamato l’uso proprietario. Ma forse dopo oltre 5000 anni una pratica così diffusa si può a buona ragione considerare patrimonio dell’umanità!

La seconda notizia è il parere negativo del Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha bloccato l’iter del Ddl sull’equo compenso per i giornalisti non dipendenti, già approvato all’unanimità dalla Camera. Per dirla più chiaramente: ci sono onorevoli grandi testate che pagano 15-30 euro lordi a pezzo. Che dovrebbe essere (riporto): “lungo almeno 5500 caratteri, non di attualità perché ci pensa la redazione, romanzato perché i nostri lettori neanche sanno dove sia il paese, chiaro perché l’argomento è nuovo, analitico perché si parla di politica, serio ma leggero, non so come dire”.

Da Enzo Iacopino, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti:

La vergogna si è consumata. Il ministro del Lavoro ha detto no, smentendo lo stesso governo del quale fa parte, alla legge sull’equo compenso. “Non ne vedo la ragione”, ha detto alla commissione Lavoro del Senato. Si capisce: che cosa volete ne sappia il ministro di giornalisti pagati pochi euro ad articolo? Il presidente della commissione Lavoro, Pasquale Giuliano, ha insistito. Le ha fatto presente che dalla maggioranza che sostiene il governo arrivano pressioni concordanti per l’approvazione della norma. Niente da fare. Il senatore Giuliano, comunque, ha deciso: “Noi andiamo avanti, anche con il parere contrario del governo”. Alla domanda se pensano di poterla approvare ugualmente, la risposta è stata asciutta: “Sì”.



Commenti

  1. La Fornero è un politico moderno, consapevole dello sviluppo delle nuove tecnologie e dell'ethos della Rete. NOI abbiamo diritto ad avere tutto gratis, in particolare tutto quello che ci piace definire 'informazione'; LORO hanno diritto a non pagarci, specie se produciamo qualcosa che può essere definito 'informazione' - questo è lo spirito della modernità ed è inutile lamentarsene, come ben sa il 'popolo del Web'.

    Scritto da Stefano Trucco, 1 anno, 8 mesi fa


  2. ovviamente un blogger scrive per diletto o per passione, ed è normale che non sia retribuito

    un giornalista è indispensabile che sia retribuito, perchè svolga con professionalità il suo lavoro, e quindi direi che un giusto compenso a chi scrive professionalmente su un giornale non è solo un problema sindacale «interno» ma è questione che investe la possibilità dei cittadini d’avere informazione

    puo’ essere anche che un blog personale contenga scritti di grande pregio, ma non puo’ e non deve sostituire la scrittura professionale, indispensabile in un sistema democratico

    quando scrivo nel mio blog non devo e non voglio essere imparziale e documentato alla perfezione e chi legge lo sa

    probabilmente non è chiaro a tutto il confine fra i due ambiti

    Scritto da diegod56, 1 anno, 8 mesi fa


  3. errata corrige chiedo scusa:

    ultima riga: non è chiaro a tutti il confine fra i due ambiti

    Scritto da diegod56, 1 anno, 8 mesi fa


  4. Stefano Trucco parliamo di un lavoro, non di un hobby. Avere un blog in Italia è un hobby (in Usa meno, visto che i blogger più noti, e anche quelli meno noti, sono invitati a fare gli editorialisti nei maggiori quotidiani e i commentatori e gli ospiti d’onore in TV). Io qui scrivo quello che voglio come voglio, salvo fatto il rispetto della legge e delle regole di civiltà, per quanto mi riguarda. Ma potrei anche non rispettarle.

    Su un giornale ai l’obbligo di essere verificabile, chiaro e se possibile imparziale. L’informazione è un lavoro e un diritto, una corretta informazione è un dovere, non un hobby.

    Scritto da boh, 1 anno, 8 mesi fa


  5. Aggiungo che una corretta informazione è la base della democrazia. Quindi va pagata, e bene.

    Scritto da boh, 1 anno, 8 mesi fa


  6. Esatto Diego, il problema del giusto comopenso riguarda le basi stesse di uno stato democratico, per quanto questo possa esistere.

    Scritto da boh, 1 anno, 8 mesi fa


  7. Non vorrai mica incoraggiare l'informazione, Enrica? Magari libera? Fare il giornalista è uno sport pericoloso, da non praticare: si rischia la democrazia.

    Scritto da Stefano - The Catcher, 1 anno, 8 mesi fa


  8. Siamo sempre allo stesso problema: informazione é potere e non vorremo mica rischiare di essere realmente un paese democratico? lasciamo la disinformazione solo in mano a pochi cosí noi italiani seguiremo quelle poche disinformazioni e continueremo sempre ad essere un popolo di caproni...

    Scritto da sole, 1 anno, 8 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.