Il mondo dello spreco in cifre

Gli americani usano 15 milioni di fogli di carta ogni 5 minuti, 60.000 sacchetti di plastica ogni 5 secondi e gettano via in abbastanza alluminio da ricostruire l’intera flotta aerea commerciale ogni tre mesi. (Dan Hoornweg)

Queste sono le percentuali di spazzatura nel mondo i termini assoluti, senza tenere conto del numero della popolazione (gli Stati Uniti e l’Europa invece pro capite sprecano in assoluto più di ogni altro paese al mondo):

Percentuale di rifiuti solidi urbani
Stati Uniti: 17,60%
Cina: 15,15%
Brasile: 4,22%
Germania: 3,62
India: 3,1%
Etiopia: 0,11%

“Il modo più veloce per ridurre il volume dei rifiuti solidi è quello di avere una recessione”. Se è vero quello che ha scritto nella relazione per la Banca Mondiale What a Waste in a Changing Climate (cioè “che spreco in un clima che muta”) Hoornweg, specialista di rifiuti solidi urbani per la Banca Mondiale, questa sarà una ricaduta positiva della crisi economica che sta colpendo molti paesi, in misura minore o maggiore, ma specialmente Europa e Stati Uniti. Eppure gran parte della popolazione mondiale, specie in Africa e in Asia (sì, anche nella ricca Cina, che non è solo Beijing e Shangai, ma anche le campagne dell’entroterra) è troppo povera per comprare e buttare via tanto. Ma dato che i paesi in via di sviluppo stanno diventando sempre più ricchi, pensiamo al Brasile e all’India, e vogliono adottare standard più elevati di vita, stanno anche seguendo la nostra strada dello spreco.

I punti salienti della relazione sono tre.
Gli Stati Uniti hanno un grosso problema di spazzatura, ma la Cina presto sarà anche peggio. Gli Stati Uniti per esempio buttano così tanto alluminio che sarebbe sufficiente per ricostruire l’intera flotta aerea commerciale ogni tre mesi, dice Hoornweg. Quando si tratta della quantità di rifiuti per persona, gli americani e gli europei sono i vincitori per quantità pro capite anche perché sono molto popolate, le persone sono tante (anche nei piccoli paesi come Trinidad, Tobago o il Kuwait buttano via tanto, ma la loro popolazione è così piccola che non ha un grande impatto a livello mondiale). La relazione della Banca Mondiale afferma senza mezzi termini che i rifiuti solidi urbani sono il sottopreodotto “visibile e pernicioso” di uno stile di vita basato sui consumi”. Ergo, dovremmo cambiare il nostro stile di vita.

Nella mappa della produzione totale di rifiuti che vedete in evidenza, gli Stati Uniti e la Cina si distinguono come i più grandi “colpevoli” mondiali. La Cina ha ancora un lungo cammino da percorrere prima di raggiungere i livelli americani di produzione pro capite di rifiuti, ma il suo problema è ancora più critico con la crescita della popolazione alle stelle. Nel 2025, la Cina produrrà 562 milioni di tonnellate di rifiuti solidi all’anno, secondo le stime della Banca mondiale.

I paesi più ricchi generano uno spreco di carta maggiore. Si può dire molto della ricchezza di una società cercando quanto spreco di carta produce. Secondo la Banca Mondiale, la composizione della spazzatura varia notevolmente nei vari paesi a seconda dei diversi livelli di reddito. I paesi poveri hanno una percentuale molto elevata di rifiuti organici, quali scarti alimentari ed erba (quella dei campi, intendo). La carta, invece, è il componente principale dei rifiuti in paesi ad alto reddito. Negli Stati Uniti, una persona genera 705 kg di scarti di carta ogni anno.

Secondo un rapporto dell’EPA sulla spazzatura negli Stati Uniti, un terzo di quello spreco di carta proviene dalle scatole di cartone ondulato in cui viene confezionato quasi tutto ciò che viene venduto e spedito. In Cina non ci sono dati disponibili sullo spreco di carta, in India invece la proporzione di “altro” sulla sua spazzatura è insolitamente alto e suggerisce un diverso standard per l’ordinamento spazzatura.

Terzo dato ancora più allarmante, anche se tutta la nostra spazzatura fosse riciclata, questo non sarebbe sufficiente. Nel complesso, circa il 34% del flusso di rifiuti degli Stati Uniti viene deviato in riciclaggio e compostaggio, che è significativo, ma è inferiore all’86% che si potrebbe teoricamente raggiungere. Insomma, il riciclaggio da solo non risolverà il nostro problema della spazzatura.

Ridurre, riutilizzare, riciclare” dovrebbe essere il nostro mantra. Queste prime due strategie sono molto importanti anche perché altrimenti si finirebbe per avere “città meravigliose su colline di spazzatura”.

Questa è invece la proiezione dei più grandi produttori mondiali dei rifiuti nel 2025. Come vedete la Cina dovrebbe aumentare in modo spropositato la percentuale ma aumenteranno anche altri paesi emergenti come Brasile e India, mentre dovrebebro diminuire parte dell’Europa (incluso l’Italia) e dell’Africa. Welcome to civilization!



Commenti

  1. Mi ha sempre stupito che non si sia mai fatta una legge che regoli l'utilizzo dell'imballaggio imponendo l' eliminazione di quello inutile come il "sovraimballaggio". Un prodotto dentro un barattolino in vetro, dentro una scatolina di cartone con supporto per sorreggere il barattolino, dentro un film plastico per proteggere la scatolina, tipico dei prodotti di bellezza; oppure il classico tubetto di dentifricio dentro la scatola di cartone. Non basterebbero il barattolino ed il tubetto?

    Scritto da Vera, 1 anno, 9 mesi fa


  2. Bella domanda Vera. Sei decisamente una donna con troppo buon senso!

    Scritto da boh, 1 anno, 9 mesi fa


  3. interessante la «graduatoria» delle planetarie spazzature, cara boh

    venendo alla questione sollevata da vera, c’è da dire che nella confezione di un prodotto in realtà si intrecciano e concentrano molte esigenze diverse: l’esigenza di marketing, in sostanza la «bella scatola» importantissima per la presenza sugli scaffali, e poi l’esigenza di trasporto e stoccaggio, in quanto per esempio dei barattoli devono essere accatastati e distribuiti senza rompersi, e poi infine la conservazione del prodotto stesso che sarebbe in teoria l’unica esigenza autentica, ma viene dopo tutte le altre

    purtroppo le esigenze del trasporto, dello stoccaggio e dell’esposizione prevalgono su tutto, fateci caso: a volte le cos estanno dentro involucri di plastica durissimi e difficoltosi da aprire, perchè la comodità dell’utente è la meno considerata, giacchè il cliente che ha già comprato non è più «terreno di caccia»

    Scritto da diegod56, 1 anno, 9 mesi fa


  4. Noj avevo mai pensato al cliente ma terreno di caccia, ma mi sa che hai ragione Diego.

    Scritto da boh, 1 anno, 9 mesi fa


  5. [...] Ma i promotori adulti della banca asseriscono che ciò è necessario per via della particolare situazione economica e sociale di New Delhi, in cui la grande massa di bambini si trova ad avere possibilità [...]

    Scritto da Crocevia… tra Oriente e Occidente » A New Delhi una banca di bambini, 1 anno, 8 mesi fa


  6. [...] in questi settori favorisce anche la ricerca di soluzioni migliori… quando poi dovremo smaltire tutti i pannelli fotovoltaici esausti e le turbine eoliche oramai desuete, beh, allora sarà un [...]

    Scritto da Crocevia… tra Oriente e Occidente » La Cina, battuta dal vento e baciata dal sole, 1 anno, 7 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.