Cina: eppur si muove

In Cina crescono i focolai di protesta per le decisioni del governo. Proteste di cinesi, non di tibetani, di uighuri o di etnie diverse. Non di attivisti dei diritti umani o civili. Gente comune. Questa volta è toccato alla città di Shifang, nella provincia del Sichuan, dove decine di migliaia di persone hanno dimostrato in modo violento contro la decisione di costuire un impianto di rame, che avrebbe inquinato la città e l’ambiente intorno.

Due morti fra i cittadini, che hanno assaltato il quartier general del governo e fracassato le auto della polizia, e molti feriti. Ma il governo cinese ha dovuto fare dietrofront: niente più impianto.

Molti altri incidenti di questo tipo sono avvenuti recentemente nel paese perché la coscienza civile dei cittadini sta aumentando, grazie anche ai social media e ai blog. Han Han, un miliardario pilota di auto professionista che pare sia anche il blogger più seguito del mondo, oltre che cantante e scrittore di successo (insomma, un fenomeno di 29 anni), ha sostenuto la lotta dei cittadini di Shifang e ha scritto che ora c’è una linea di demarcazione fra il governo e la popolazione. Non tutti sono più disposti a credere a tutto quello che gli dicono i politici e a seguirli. “La Cina migliorerà un po’ alla volta”.

E io ci credo – anche perché riguardo alla questione tibetana e al trattamento degli animali (con rare eccezioni, come i panda degli zoo), non può essere peggiore di così.



Commenti

  1. mi pare, cara boh, di aver letto spesso la tua qualificata opinione, che si incentra sul fenomeno per cui le migliorate qualità complessive di vita non possono che, inevitabilmente, favorire gli impulsi dell’attivismo civile

    io penso che avendo tante persone colte la cina non puo’ non avere al suo interno chi pensa con la propria testa

    certo, ci sono molte difficoltà, ma il futuro non puo’ non portare dei mutamenti

    Scritto da diegod56, 1 anno, 9 mesi fa


  2. Assolutamente Diego: ci sono molte persone colte, ci sono molte persone stanche della situazione, ci sono sempre più scandali fra i papaveri al governo, c’è molta più inarrestabile informazione e, in ultimo, l’apertura economica porta inevitabilmente con sé una apertura civile.

    I tempi del cambiamento si avvicinano, a mio parere. Magari non repentino e drammatico, ma certo.

    Scritto da Boh, 1 anno, 9 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.