Geopolitica: se l'Oceano Artico si scioglie (Cina, Russia, Canada e Giappone)

Le superpotenze asiatiche si stanno preparando all’apertura delle rotte dell’Oceano Artico dovuto ai cambiamenti climatici.

Lo scioglimento dei ghiacci ha effetti sullo sviluppo delle risorse come gas e petrolio e sull’ambiente. L’eventuale apertura di nuove tratte di navigazione ha delle conseguenze importanti non solo perché le distanze verso certi paesi, come il Giappone, si accorciano, ma perché nel più piccolo degli oceani non c’è pirateria (che come si sa è un fenomeno in aumento). E le superpotenze si stanno preparando concretamente all’eventuale apertura delle vie di navigazione a livello geostrategico, e non solo commerciale.

La Russia e il Canada sono contro il libero passaggio, che aumenterebbe moltissimo il traffico navale internazionale, ed entrambi i paesi stanno cercando di imporre obblighi come la scorta e l’obbligo di informazione. La Cina sta lavorando attivamente sulla politica da perseguire e gli accordi da stringere nell’eventualità che si aprano queste tratte, che avverrà se i ghiacci continuano a sciogliersi con il ritmo attuale. La Russia non nasconde le sue precauzioni contro la Cina.

Il Giappone sta considerando la politica geostrategica da seguire e si chiede se perseguire e mettere in pratica il principio di “libertà di navigazione” che vorrebbero gli Stati Uniti, permettendo le rotte verso l’Oceano Artico dai suoi porti. Vuole comunque avere un ruolo attivo nel definire le politiche e le strategie di una eventuale apertura della navigazione nell’Oceano Artico.

Leggete l’interessante l’analisi “Japan Should Play a Constructive Role in the Arctic” di Takahiro Ishihara pubblicata su Asiatica Association. Il comandante Ishihara è Istruttore presso il Security & Strategies Education Office, JMSDF Staff College (Forza di autodifesa marittima del Giappone)



Commenti

  1. leggendo la tua interessante (come sempre) segnalazione, cara boh, ho provato un disagio

    i ghiacci si sciolgono, segno che il pianeta va in malora, e le potenze militari ed economiche sono preoccupate non del disastro colelttivo, del collasso di tutto il pianeta, ma dell’emergere di vantaggi per i concorrenti, per i «nemici»

    certo, purtroppo le cose vanno così, da che mondo è mondo, finche un mondo ci sarà

    Scritto da diegod56, 1 anno, 10 mesi fa


  2. Capisco che le cose sembrino un po’ ciniche, ma pensa al contrario, al positivo: le potenze sanno che i ghiacci si stanno sciogliendo e non vogliono trovarsi svantaggiate.

    D’altronde non credo che possano fare diversamente, se non frenando il "progresso": cosa impossibile, pare. Nessuno vuole rinunciare a niente, sia a livello individuale sia collettivo.

    Scritto da boh, 1 anno, 10 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.