Le ragioni dell'attentato di Brindisi (se ci sono)

Per una volta sono d’accordo con il ministro Cancellieri: l’attentato a Brindisi ha molti connotati di un atto terroristico. Lo scrivevo a un conoscente due giorni fa. Come il terrorismo politico, per intenderci.

Il principale motivo per cui l’ho pensato subito è che la ragione dell’atto sfugge. Ai miei occhi è evidente che volevano generare panico. Questa è la tattica degli psicopatici e dei terroristi. I terroristi politici seminano terrore in obbiettivi sociali come mercati, autobus, ecc., principalmente per attirare l’attenzione, per ricattare e per generare panico. E’ stata una strategia usata anche durante le ultime fasi della guerra contro l’apartheid in Sudafrica, cosa di cui Nelson Mandela (in seguito) non è certo andato fiero. I terroristi politici colpiscono soprattutto luoghi sociali “normali”, di ogni giorno, meglio se caricati di simbolismo. Come una scuola (e, meglio ancora, una scuola dedicata a Francesca Morvillo e Giovanni Falcone).

Però sembra anche che la bomba sia stata disinnescata e poi riattivata, quindi che si volesse colpire proprio quel gruppo di studenti fra cui c’era la povera Melissa. Significa che l’attacco era mirato, ad personam? Oppure, altra ipotesi che fanno, che era stata disinnescata solo per prova?

Troppe le domande. Ancora nessuna risposta. Certo è che un livello come questo di violenza in Italia non l’avevo mai visto. Non abbiamo qui le Tigri del Tamil o l’ala armata degli Hezbollah – faccio i primi due esempi che mi vengono in mente, ci sarebbe una lnga lista.

E le ragazze non erano giudici, procuratori, politici, che le organizzazioni criminali transnazionali (leggi mafia, sacra corona unita, ndrangheta, camorra) aveano interesse a eliminare: erano semplici ragazze che frequentavano un istituto profssionale. E’ questo che colpisce profondamente, che per quanto ne sappiamo Melissa Bassi era solo una ragazza di 16 anni “normale”, come tante altre, che andava a scuola.

E se succedesse a uno di noi, ai nostri figli, ai nostri parenti, ai figli dei nostri amici? E’ questa la domanda che viene spontanea. E’ questo che genera: terrore nel non capire il perché di un atto così brutale e apparentemente così insensato. E forse è questo che voleva chi l’ha compiuto.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.