Il celopiunghismo di India, Pakistan e Corea

Prima la Corea del nord, poi l’India. Stamattina il Pakistan ha lanciato un missile a testata nucleare a lungo raggio.

E’ un test, di quelli che India e Pakistan fanno regolarmente, ma i tre paesi sembra che facciano a gara a chi ce l’ha più lungo. Fare dei test a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro è un bello show per mostrarsi forti e capaci di colpire anche obbiettivi strategici focali, come l’Europa orientale o Beijing – a parte che il Pakistan certamente non lo farebbe, né certo al Corea del nord con cui Hu Jintao ieri ha ribadito i legami e la cooperazione. Ma mettete insieme i tre paesi che lanciano missili gomito a gomito, anche quando i paesi occidentali non sapevano o non volevano, e la cosa si fa allarmante. Da tenere d’occhio.

E l’Europa sta a guardare.



Commenti

  1. E' vero l'Europa sta a guardare: ma cosa potrebbe fare di sensato? Embargo? Dichiarare guerra? Stimolare tavoli di "trattativa" di dubbia efficacia e distrattamente frequentati? O forse cercare di lanciare missili "piùlunghi" ? Ammesso che abbia risorse utilizzabili per scopi di governo extra moenia e che invece come a me pare sia tutta tesa ad evitare la fibrillazione fatale. Io sono sempre molto colpito dal nazionalismo assoluto che questi paesi orientali covano, l'India in prima posizione! Ci vorrebbe una "riforma del pensiero"..... Un saluto!

    Scritto da Francesco, 2 anni, 3 mesi fa


  2. Francesco non so, ma dovremmo cambiare anche noi il nostro modo di pensare. L’India per esempio. Si può considerare ancora paese in via di sviluppo?

    Tutta l’Asia ha mire imperialiste, c’è poco da dire: e la preda più ambita è l’Europa, la vecchia potenza coloniale. (E come dargli torto?)

    Scritto da boh, 2 anni, 3 mesi fa


  3. io penso che di fronte ad un grande impegno di spesa in tecnologia militare abbia il suo peso, nelle potenze asiatiche come in tutto il mondo, l’influenza delle lobby industriali e finanziarie

    dalle spese militari si traggono grandi profitti, in un circuito probabile fra profitti di alcuni da un lato, e dall’altro tangenti per i politici che decidono le spese

    quindi, le motivazioni di prestigio e di «volontà di potenza» potrebbero essere anche, in parte, di facciata, da sventolare per l’opinione pubblica

    ed è anche possibile un mix delle due motivazioni

    è sbagliato ipotizzarlo, cara boh?

    Scritto da diegod56, 2 anni, 3 mesi fa


  4. Allora Diego tu credi alla supremazia dell’economia sulla politica, come i no global? Io credo che ci sia una sinergia ma le scelte alla base siano innanzi tutto politiche. Se non ci fosse richiesta non ci sarebbe offerta, e cosucce come un paio di missiili a testata nucleare si scelgono dall’alto. Certo, poi sulla fornitura del tipo di armi, questa o quella marca, da quel paese produttore o da quell’altro, certamente le lobby sono decisive. Ma anche nella scelta dei paesi fornitori c’entrano anche scelte degli Esteri, non solo dei ministeri del Tesoro, dell’Economia e, ovviamente, in primis della Difesa.

    Ma prendere uranio arricchito da questo o quel paese è una scelta strategico militare che va oltre quella politica, credo. Almeno da quello che ho letto (anche se di libri di studi militari non ne leggo più da tre anni, ma credo siano valide le argomentazioni).

    Comunque sul peso delle lobby dei produttori di armi sulle scelte governative, specie in paesi come gli Usa, è stato scritto moltissimo dagli esperti di globalizzazione. Mi pare di aver capito che la maggioranza di loro dica che la scelta sia a monte, se i politici (non solo un politico o uno schieramento ma la maggioranza) decidono che il paese debba essere armato a quel livello e per quali obbiettivi. Cosa vuole ottenere, in sunto. Poi viene la voce di trader di armi, produttori di armi e politici insieme.

    Certamente ci saranno politici corrrotti, come Rajiv Gandhi nello scandalo Bofors per esempio, ma la scelta di dotare il paese di un tot numero e tipo di armi era già stata fatta dal Parlamento (tra l’altro, il trader era italiano e le armi svedesi). Infatti lo scandalo ha coinvolto mezzo Parlamento, anche se ovviamente il pricipale accusato è stato Rajiv in quanto primo ministro.

    Scritto da boh, 2 anni, 3 mesi fa


  5. lëuropa sta a guardare ma mi risulta che il Consiglio di Sicurezza stia giá formulando una raccomandazione....l'Europa purtroppo e' troppo debole per queste cose. Le Nazioni Unite sono state istitutite proprio per salvaguardare la pace e lanciare un missile é una minaccia alla pace, sanzionabile...vediamo quali saranno i prossimi passi ma mi aspetto davvero poco. ormai conta molto di piú la potenza economica perché i soldi comprano tutto: anche i diritti!

    Scritto da sole, 2 anni, 3 mesi fa


  6. Quindi ti aspetti poco anche dalla Nazioni Unite? Meno di quello che fanno?

    Scritto da boh, 2 anni, 3 mesi fa


  7. Toccato, non sono nazioni in via di sviluppo. Ma cosa cambia il non considerarle più tali? Includerle in tavoli di trattativa. Devo dire che il primo impulso che provo è assolutamente scorretto: mi sembra di avere a che fare con marrani, che simulino un comportamento logico e pronti poi all'improvvisa deriva ideologica. Un po come mi paiono le posizioni dell'Iran o sull'altro fronte di Israele. A parole va tutto bene fino ad un certo punto poi io non riesco più a seguire, il terreno dell'irriducibilità assoluta evoca quello che nei fatti si cerca di fare: la bonifica etnica. La follia nichilista.

    Scritto da Francesco, 2 anni, 3 mesi fa


  8. [...] nota lieve. Doonesbury ha pubblicato una striscia comica contro il Pakistan che sosterrebbe i jihadisti.  Ovviamente sta circolando negli ambienti degli osservatori e analisti [...]

    Scritto da Contro il Pakistan – ma solo per ridere! | Sujaata News, 2 anni fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.