Afghanistan, 150 donne - o forse 171

Notizia allarmante, ma non sorprendente, della Reuters: 150 ragazze di un liceo del nord dell’Afghanistan ieri sono rimaste avvelenate, sembra dopo aver bevuto acqua intenzionalmente contaminata. La colpa pare che sia dei talebani, che ovviamente si oppongono all’istruzione femminile. Dico sembra e pare perché su quello che scrivono i giornali, anche i migliori, ci metto sempre la tara.

Le ragazze hanno presentato tutti i sintomi dell’avvelenamento, nausea mal di testa e vomito, e 140 di loro sono andate in ospedale (mi domando chi le avrà viste, visto che alle donne musulmane radicali è proibito farsi visitare da medici maschi se non sono accompagnate a loro volta da un membro maschile della famiglia).

Secondo la CNN le donne però sono oltre 171 e l’età va dai 14 ai 30 anni. Insomma, notizie nebulose e imprecise.

L’unica cosa chiara e precisa è la misoginia, aperta o strisciante, ancora imperante in mezzo mondo, specie quello islamico. E poi che devo dire? Quando vedo in certi paesi o in certi aeroporti, come quello di Abu Dhabi, quelle ragazzine appena adolescenti tutte compunte e intabarrate in chador burqa niqab veli vari e camicioni, che negli stati arabi sono lunghi e neri, ho tanta voglia di stracciargli le vesti addosso e dirgli di correre via, il più lontano possibile. Ma dove?



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.