Afghanistan, 150 donne - o forse 171

Notizia allarmante, ma non sorprendente, della Reuters: 150 ragazze di un liceo del nord dell’Afghanistan ieri sono rimaste avvelenate, sembra dopo aver bevuto acqua intenzionalmente contaminata. La colpa pare che sia dei talebani, che ovviamente si oppongono all’istruzione femminile. Dico sembra e pare perché su quello che scrivono i giornali, anche i migliori, ci metto sempre la tara.

Le ragazze hanno presentato tutti i sintomi dell’avvelenamento, nausea mal di testa e vomito, e 140 di loro sono andate in ospedale (mi domando chi le avrà viste, visto che alle donne musulmane radicali è proibito farsi visitare da medici maschi se non sono accompagnate a loro volta da un membro maschile della famiglia).

Secondo la CNN le donne però sono oltre 171 e l’età va dai 14 ai 30 anni. Insomma, notizie nebulose e imprecise.

L’unica cosa chiara e precisa è la misoginia, aperta o strisciante, ancora imperante in mezzo mondo, specie quello islamico. E poi che devo dire? Quando vedo in certi paesi o in certi aeroporti, come quello di Abu Dhabi, quelle ragazzine appena adolescenti tutte compunte e intabarrate in chador burqa niqab veli vari e camicioni, che negli stati arabi sono lunghi e neri, ho tanta voglia di stracciargli le vesti addosso e dirgli di correre via, il più lontano possibile. Ma dove?



Commenti

  1. cara boh,

    intanto è necessario, e molto contribuisce la tua penna coraggiosa ed efficace, che noi abbandoniamo quella sorta di «senso di colpa» della cultura europea

    certamente il colonialismo, gli immondi traffici dello schiavismo, e tante altre nefandezze sono state compiute dal potere degli stati europei, nei lunghi secoli di forza e predominio

    ma, senza emendare le colpe storiche, è giusto rivendicare quel che di buono ha partorito la vecchia europa: la dichiarazione dei diritti dell’uomo, l’illuminismo, la grande cultura dei diritti costituzionali, il concetto di stato laico

    è inutile girarci attorno: dobbiamo grande rispetto a tutte le culture, ma non è che dobbiamo deporre il nostro pensiero, i valori nei quali si è incardinato

    certo, è un problema enorme, e poi c’è il fatto che la guerra, i massacri, la rozzezza usata spesso dalla potenza occidentale più grande, hanno sicuramente alimentato il conflitto

    ma c’è poco da fare, dobbiamo vedere i diritti di quelle donne, come diritti universali, e non pensare che una donna se nasce a torino e se nasce a kandhaar, ha gli stessi diritti universali

    Scritto da diegod56, 2 anni, 7 mesi fa


  2. errata corrige

    e non pensare che una donna se nasce a torino e se nasce a kandhaar, non ha gli stessi diritti universali

    Scritto da diegod56, 2 anni, 7 mesi fa


  3. Sì infatti, ovunque i diritti elementari, la vita, l'istruzione e così via, sono uguali. E quasi ovunque noi donne siamo messe in secondo piano (a parte dei paesi in cui sono proprio messe in prigioni sociali, intendo).

    Scritto da boh, 2 anni, 7 mesi fa


  4. [...] attacco missilistico da parte dei Talebani alle truppe Nato, nella provincia di Kunar in Afghanistan, che ha causato 2 morti e 6 feriti. Come sempre, agli inizi di maggio i talebani hanno annunciato [...]

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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.