Tibet in fiamme

Ieri altri due monaci si sono autoimmolati in Tibet per protestare contro le misure repressive del governo della Cina. Uno si chiama Tenpa Dargey e ha 22 anni, l’altro è Chimey Palden e ne ha 21, del monastero di Tsodun Kirti a Gyalrong. Entrambi hanno fatto quello che fanno tutti: bevono il petrolio, se ne cospargono il corpo e si danno fuoco. Ed entrambi davanti all’ufficio della prefettura cinese, il supremo organo amministrativo.

Ovviamente sono state alzate delle barricate di sicurezza da parte della polizia intorno agli uffici, per impedire che i monaci dei monasteri vicini prendessero i corpi. Tutta la regione è da mesi in stato d’assedio, dopo i 30 morti dal febbraio 2009 e lo sciopero della fame di tre monaci davanti al palazzo dell’Onu, a New York, che è durato 30 giorni, fino a che non i tre non sono riuscti a parlare con un assistente di Ban Ki Moon.

Tenpa e Chimey sono stati portati in un ospedale del governo, purtroppo, dove è probabile che non li attenda una sorte migliore della morte (se fanno in tempo ad arrivare, i soldati cinesi picchiano selvaggiamente le persone mentre bruciano – dico persone perché si autoimmolano anche le donne).

Dal 1950 ad ora ci sono state molte proteste e tentativi di insurrezione da parte dei tibetani del territorio occupato, che hanno portato solo all’intensificarsi delle misure repressive e all’imposizione della cultura cinese, lo spostamento di coloni di etnia han nell’area ecc. Ma questa volta i martiri tibetani non si fermerano, questa volta per ogni tibetano che si autoimmola ce ne sono altri pronti a prenderne il posto.

Fanno male solo a sé, non usano le armi e non usano la forza, ma sono un urlo di dolore per tutto il mondo civile. E’ un urlo per il mondo che non fa niente, un urlo che grida vendetta al cielo. Perché aldilà delle giuste rivendicazioni politiche, il loro gesto fa male al cuore, per chi un cuore ancora ce l’ha.

Fino a che la Cina non si deciderà a concedere all’ex Tibet occupato un’amministrazione realmente autonoma, dove i tibetani siano liberi di seguire la loro cultura tradizionale, di praticare la loro lingua e la loro religione e di seguire il Dalai Lama, che vogliono a Lhasa, le autoimmolazioni non si fermeranno.

Spero che tutto il mondo civile se ne renda conto e fermi questa strage. Noi che possiamo fare? Parlarne, fare controinformazione e fare sì che il loro sacrificio non rimanga buttato lì, in un angolo del circo di notizie giornaliero. Aiutiamoli. Anche se non siete d’accordo a livello politico, o se pensate che il governo della Cina abbia ragione oppure sia troppo forte o non so che, aiutiamoli: è innanzi tutto una questione di cuore.



Commenti

  1. cara boh, anche qui in italia,

    piccoli imprenditori strozzati dalla pubblica amministrazione che non paga i suoi debiti

    50 enni messi brutalmente fuori del lavoro

    e altri a cui viene impedito di vivere dignitosamente, stanno prendendo l’abitudine di darsi fuoco per protestare

    io chiedo da te, importante orientalista, forse c’è un collegamento, forse l’immagine dei monaci autocombusti stà entrando nell’immaginario? io ho questo sospetto

    Scritto da diegod56, 2 anni, 6 mesi fa


  2. Nei miei ricordi di ragazzina è Jan Palach anche lui appena più che ventenne che brucia a Praga. Quanto dolore in queste scelte.

    Scritto da vera, 2 anni, 6 mesi fa


  3. Diego, il fatto di bruciarsi ha un altissimo valore simbolico in Asia (come i monaci in Vietnam, il ragazzo a piazza Tiananmen n Cina ecc.). Lo praticano da millenni.

    Non so se copino qui in Italia ma da una parte il problema c’è, dall’altra sai bene che il suicidio (la violenza in genere) è uno degli atti che si emulano di più, sono "contagiosi" come la risata. Non chicdermi perché, li avevo letto quando mi sono occupata (per diletto) di uno dei miei autori preferiti, Pavese.

    Scritto da boh, 2 anni, 6 mesi fa


  4. Già Vera Jan Palach. Anche a me l'atto evoca un dolore immenso, pari al dolore che deve provare questa gente mentre muore in questo modo atroce. Non riesco neanche a concepirlo.

    Scritto da boh, 2 anni, 6 mesi fa


  5. [...] La Via del Risveglio organizza la Seconda Cena Tibetana di Beneficenza, con i monaci tibetani Gheshe Janchup Gyaltsen Lama e Tenzing Lobsang. La serata filantropico-gastronomica si terrà [...]

    Scritto da Crocevia… tra Oriente e Occidente » Una cena tibetana a Pordenone per “Himalayan Aid”, 2 anni, 6 mesi fa


  6. [...] suicidio dei monaci ha, mi si perdoni il giudizio un po’ troppo da esteta, una forte eleganza, un sapore iconico di [...]

    Scritto da tuniche rosse e tute blu « Diego « peve, 2 anni, 5 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.