Per Roberto Donatoni, l'amico

L’indologo e tibetologo Roberto Donatoni se ne è andato. Così, improvvisamente. Il mio amico. Nel giorno del suo 53esimo compleanno.

Era una delle menti più brillanti e positive del desolante panorama universitario italiano. Ha tradotto un solo testo, La liberazione in vita: Jivanmuktiviveka, di Vidyaranya (1995), ma ne ha curati tantissimi altri per l’Adelphi.

In realtà non si è mai laureato. Da ragazzino ha cominciato a studiare l’ebraico e l’arabo ma non era soddisfatto. Ha incontrato il sanscrito ed è stato amore a prima vista. In seguito ha sostenuto alcuni esami presso l’università di Torino ma presto ha abbandonato l’accademia, annoiato dal basso livello degli studi orientali in Italia (e dalla noia vera che prende generalmente quando si assiste a una lezione).

Allora è andato a vedere di imparare qualcosa a Cambridge ma lì un noto professore gli ha chiesto perché volesse studiare, dato che ne sapeva più dei docenti. Così è approdato a Pune, in India, e c’è rimasto sette anni a studiare grammatica con i pandit, a cercare libri rari e a girare il paese in lungo e in largo, sempre a caccia di testi.

Era uno studioso sofisticato e pignolo. Era una mente leggera, allegra, sempre benigna, sempre pronto a spiegare e giustificare tutti, sempre pronto a dare se stesso e il suo sapere. Sempre. Il resto, la sua carriera e la sua attività, l’ho scritto qui e qui.

Ma io ricordo più di tutto la sua calma pacifica, il suo buon senso, le sue risatine chiocce, il suo sorriso da Buddha, la sua follia in amore, la sua sapienza e la vastità e la profondità della sua conoscenza. Una conoscenza fatta per amore della conoscenza, senza alcun altro scopo. Non ambiva a posti di primo piano, ridevamo insieme delle sgomitate e le piccinerie di colleghi e studiosi, raccontandoci per ore storie e storielle. Discutendo se una certa frase in sanscrito si dovesse declamare in un modo o nell’altro, se l’edizione critica di un certo testo fosse accurata e avesse incluso tutte le varianti o no. Guardando fiori e piante, bevendo insieme buon vino, godendoci le cose belle della vita, fra cui l’arte e la cultura per noi sono al primo piano.

E sognando: sognando tante cose, ma specie negli ultimi 4-5 anni Roberto ha sempre sognato di tornare in Irlanda, la terra della madre, la terra amata, la terra dove non fa mai davvero caldo (diceva sempre che il clima ideale non deve superare i 13°C!), la terra promessa.

Ci tornerai Roberto in Irlanda, ma nessuno sperava così.

Mi manchi molto. Mi mancherai sempre. Spero di incontrarti di nuovo anche su questa terra e di esserti di nuovo amica.



Commenti

  1. ti amavo davvero Roby! eri il mio ieri, il mio oggi e speravo di nuovo il mio domani. sapevi che stavo cercando la nostra casa in Irlanda. la casa che abbiamo sognato per piu' di dieci anni! aspettando aspettando..... e ora il nulla. ma il nulla esiste davvero? o E' tutti puro essere? sicuramente tu ora sei puro essere... per ora.... per sempre.... la tua follia d'amore! a.

    Scritto da alessia savi, 2 anni, 4 mesi fa


  2. ne emerge un’anima molto nobile, rara

    si usa dire che son sempre i migliori ad andarsene, e forse non è così, ma certo quando muore un uomo di qualità ci si fa più caso

    mi rende abbastanza triste anche la considerazione riguardo gli studi nelle università italiane, visti i grandi studiosi che abbiamo avuto in passato

    Scritto da diegod56, 2 anni, 4 mesi fa


  3. Un uomo di qualità e giovane. Gli studiosi passati sono passati, ora il panorama è di un'altra stoffa. Ovviamente parlo dei rami che conosco, non sarà tutto così. Ma è il livello generale che si è abbassato a livello professionale e umano, con luminose eccezioni (la quantità va a scapito della qualità, è inevitabile). Roberto era quell'eccezione.

    Scritto da Admin, 2 anni, 4 mesi fa


  4. Leggo il tuo post e casco dalle nuvole. La seconda brutta notizia di marzo (ma solo in senso cronologico), dopo la scomparsa di Gherardo Gnoli. Roberto l'ho conosciuto solo dalle sue pagine, che hanno contribuito a segnare forse la più importante decisione della mia vita. Ricordo di aver comperato il suo libro appena uscito, quando ero al mio primo anno di università... e ricordo che dopo averlo letto, anche se all'epoca ne capii davvero solo una minima parte, decisi che la filosofia dell'India sarebbe divenuta ciò che volevo davvero studiare e approfondire! Ed eccomi qui, anni dopo, ancora a studiare ed approfondire la filosofia dell'India! Un'altra cosa bella se n'è andata... ahimè!

    Scritto da krishna, 2 anni, 4 mesi fa


  5. Mi spiace per lui, mi spiace per te. Perdere un amico, e tanto più se era una grande persona, è un dolore bruciante e di tempo, per spegnere quel fuoco, ce ne vuole a volte più di quanto la vita te ne dia. Un abbraccio.

    Scritto da wf2, 2 anni, 4 mesi fa


  6. Linda homenagem ao caro amigo. Sinto muito... Um abraço a ti e à sua familia!

    Scritto da pri, 2 anni, 4 mesi fa


  7. Obrigada Pri. Foi um grande dor para todos.

    Scritto da boh, 2 anni, 4 mesi fa


  8. Carissimo Roberto,

    negli ultimi anni avevo avuto modo di conoscerti meglio.
    Spesso rileggo alcune delle tue email , specialmente quella dove mi spieghi magistralmente il significato di "tapas". Ci siamo visti l’ultima volta al piccolo teatro con la promessa di una pizza insieme….purtroppo quella pizza non arrivera’…..
    Grazie per la tua grande disponibilita’ !!
    Un forte abbraccio
    RN

    Scritto da riccardo nova, 2 anni, 4 mesi fa


  9. Ciao Roberto un saluto col cuore

    Scritto da Francesco, 2 anni, 3 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.