India, Sonia Gandhi si rifiuta di pubblicare le denunce dei redditi in nome della privacy

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano su Sonia Gandhi, leader del Partito del Congresso e presidente dell’Alleanza Progressista Unita, la coalizione di centrosinistra attualmente al potere, e il suo rifiuto a pubblicare le denunce dei redditi in nome della privacy. E’ accusata da anni di aver accumulato ingente ricchezze in banche svizzere. E proprio nel mezzo della campagna elettorale.

“Prima la sua religione, poi i suoi parenti, dopo ancora la sua malattia, ora le sue denunce dei redditi: Sonia Gandhi si è ripetutamente rifiutata di rivelare i dettagli su tutto”. Questa la frase di apertura dell’Organizer, il più antico settimanale a stampa di Delhi, aperto poche settimane dopo l’indipendenza dell’India. E’ il giornale per cui “la resistenza alla tirannia è obbedienza a Dio”. E titola: “Sonia: così misteriosa, ancora nella vita pubblica”.

Da giorni infuria la polemica sulla donna alla guida del Partito del Congresso e presidente dell’Alleanza Progressista Unita, la coalizione di centrosinistra attualmente al potere che sostiene il governo guidato dal primo ministro Manmohan Singh. Il caso è cominciato quando Gopalakrishnan, in nome della lotta alla corruzione, lo scorso dicembre ha presentato un’istanza all’Agenzia delle tasse chiedendo che fossero pubblicate le denunce dei redditi della signora Gandhi degli ultimi 10 anni, a partire dal 2000-2001, in base alla legge sul diritto di informazione “Right to Information Act”. Secondo questa legge, varata nel 2005, i cittadini hanno diritto di chiedere ai personaggi del governo e a qualsiasi “autorità pubblica” dello Stato tutte le informazioni relative al loro lavoro e il loro operato. Questi hanno l’obbligo di replicare subito, o comunque nel giro di 30-35 giorni. I cittadini hanno anche il diritto di chiedere copia di qualsiasi documento governativo, di ispezionarlo, di ispezionare qualsiasi lavoro governativo e di prendere campioni di qualsiasi materiale del lavoro governativo. Il governo dell’India ha istituito un sito apposito per presentare le richieste ai governanti e i pubblici ufficiali, la “Rti application form”, in cui si deve anche specificare se si ha un reddito sotto la soglia di povertà, dato che le copie dei documenti sono a pagamento. (continua)



Commenti

  1. Cara Enrica, io ci andrei con i piedi di piombo. "Organizer", quello che tu definisci "il più antico settimanale a stampa di Delhi", è l'organo ufficiale del Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), l'organizzazione fascista hindu a cui appartenevano gli assassini di Gandhi e, per arrivare ai giorni nostri, per interposte sigle politiche, gli autori delle stragi di musulmani in Gujarat nol 2002.

    Scritto da carlo buldrini, 2 anni, 1 mese fa


  2. Si sa che l’Organizer è appoggiato dall’RSS (ma non è il suo organo ufficiale, tuttavia!). Infatti, senza pur dirlo (se fosse stato l’organo ufficiale del RSS lo avrei scritto) ho riportato la loro frase che la "resistenza alla tirannia è obbedienza a Dio”, a metà fra nazionalismo e induismo. E’ lapalissiano che non è un media progressista o "imparziale", ammesso che esistano media imparziali.

    Inoltre se leggi tutto l’articolo è ovvio penso che dietro a tutto ci sia la campagna politica.

    Da una parte c’è questo, la campagna elettorale, e il fatto che a Mayawati nessuno ha chiesto le denunce dei redditi, o Advani ecc. Eppure la Mayawati dicono sia il più ricco primo ministro di stato che c’è (e non viene certo di famiglia ricca).

    Dall’altra gli esponenti del BJP dicono da anni che Sonia Gandhi abbia accumulato ancora più ricchezze all’estero (benché i Gandhi erano ricchi anche prima di lei).

    Non ho i mezzi per verificare e confutare né l’una né l’altra cosa e mi attengo ai fatti ufficiali. Peraltro, in India c’è una sezione della legge apposita che dice che la denuncia dei redditi è privata. Per ora, penso a livello puramente personale che Sonia Gandhi sia nel giusto. Se vogliono investigare a livello ufficiale, lo facciano gli organi appositi, ma non che lei pubblica 10 anni di denunce dei redditi.

    Scritto da boh, 2 anni, 1 mese fa


  3. Cara Enrica, "Organizer" (che poi è "Organiser"), fin dalla nascita, è l'organo ufficiale dell'RSS, nel senso che è il portavoce di quella organizzazione. E' un giornale immondo. Tutte le campagne d'odio contro musulmani e cristiani dell'India indipendente sono passate attraverso le sue pagine. Il tuo averlo definito "il più antico settimanale a stampa di Delhi", senza altre precisazioni, non è stato un buon servizio a una corretta informazione.

    Scritto da carlo buldrini, 2 anni, 1 mese fa


  4. Caro Carlo, penso che i lettori del Fatto (e tutti gli altri) inquadrino facilmente un giornale che dice che la "resistenza alla tirannia è obbedienza a Dio”, subito dopo l’indipendenza (e quindi la Partition). Pensi siano tutti scemi? E’ stato messo proprio per suggerire che forse dietro a questa richiesta di trasparenza a Sonia Gandhi c’è il (maggiore) partito di opposizione. Come in effetti penso ci sia.

    Grazie dei tuoi appunti comunque.

    Scritto da boh, 2 anni, 1 mese fa


  5. Cara Enrica, non mi piace intervenire nei blog italiani. Trovo il clima polemico (a dir poco) che vi serpeggia, spesso insopportabile. Da un blog nostrano pro-Tibet me ne sono andato perché avevo tutti prgiudizialmente contro. Adeso, in un altro blog pro-Tibet, mi è bastato cambiare nome (Anitya = impermanenza) per ricevere, spesso dalle stesse persone, apprezzamenti sperticati. Ridicolo. Mi sono permesso di intervenire un po' polemicamente qui a "Orientalia" perché ho intravisto nel tuo ultimo articolo sul "Fatto" un rischio reale. Tu sai meglio di me che il mondo dei media, a livello planetario, grazie a internet si è ridotto ormai a un cortile. Se il tuo "ghiotto" articolo "italiano" (basterebbe il titolo) su Sonia Gandhi arrivasse in India sul tavolo di qualche redazione di giornale controllato dalla destra hindu, finiresti sulle prime pagine. E verresti "utilizzata" da una parte politica contro un'altra. Mi auguro che la cosa non avvenga.

    Scritto da carlo buldrini, 2 anni, 1 mese fa


  6. Grazie Carlo. Sì, so tutto.
    Al rischio che finissi così malamente sulle prime pagine di un giornale indiano proprio non ho pensato, ma stai certo che non solo tradurrei e specificherei in ogni modo quello che ho scritto, ma mi difenderei, anche ufficialmente.

    Grazie, comunque spero proprio di no!

    Scritto da boh, 2 anni, 1 mese fa


  7. "Se il tuo "ghiotto" articolo "italiano" (basterebbe il titolo) su Sonia Gandhi arrivasse in India sul tavolo di qualche redazione di giornale controllato dalla destra hindu, finiresti sulle prime pagine."

    Bizzarro anche il pensiero, sarebbe impossibile, e anche se succedesse, non farebbe la minima differenza in India, con tutto rispetto. Così come nessuno dovrebbe temere che all’opinione "corretta" su India accadrà alcun danno se non si repetano ad ogni passo le stesse stupidaggini convenzionali sul "fascismo" della destra induista eccetera. L’intera cultura politica dell’India è fascista, il Congresso e Sonia-ji non meno della cosiddetta destra induista, ma la pubblica italiana in particolare è ben protetta da simili fatti imbarazzanti a causa del fatto che, a differenza del discorso indianista nei paesi occidentali anglofoni, quello italiano e chiuso a voci indiane.

    Scritto da Bos Indicus, 2 anni, 1 mese fa


  8. Caro Bos Indicus, dalle nostre parti si dice: "Nomen omen".

    Scritto da carlo buldrini, 2 anni, 1 mese fa


  9. Bos ma com’è questa storia che l’intera cultura politica indiana è fascista? Intendo dire, vero che destra e sinistra hanno diversi connotati lì e qui (sin dai tempi di Subhas Chandra Bose o prima), però mi pare che ci sia una sinistra culturale, eccome.

    Poi dici "Bizzarro anche il pensiero, sarebbe impossibile, e anche se succedesse, non farebbe la minima differenza in India, con tutto rispetto". Senz’altro lì da voi non farebbe la minima differenza, visto anche quanto è sterminata l’India, ma la farebbe a me, non credi?

    Scritto da boh, 2 anni, 1 mese fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.