Afghanistan, la protesta si infiamma: morti civili e militari mentre Obama chiede scusa per "l'atto sbadato"

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Due militari americani sono stato uccisi per rappresaglia, durante la protesta nella città di Jalalabad sei civili afghani sono stati uccisi. Gli slogan più urlati dai dimostranti sono “morte agli americani”, “morte a Obama”, “morte a Bush – i colpevoli devono essere giudicati”, “morte agli infedeli”.

Barak Obama chiede scusa al presidente afghano Hamid Karzai e definisce l’atto di ardere il libro “un atto sbadato” e “un errore” e ha espresso “rammarico e scuse per l’incidente nel quale il materiale religioso è stato maltrattato non intenzionalmente”.

Dubito che queste parole bastino a sedare le violente proteste. Che sono dovute alla combinazione di tre fattori: l’indignazione religiosa, i gruppi che vogliono fomentare i problemi e la frustrazione per la mancanza di sicurezza e le condizioni economiche. Oltre 400 persone al giorno fuggono dalle loro case e vanno a ingrossare gli slum. Già mezzo milione di disperati. Questo il documento appena pubblicato da Amnesty International.

Come rappresaglia per le copie del Corano date alle fiamme nella base militare Nato di Bagram, oggi due militari statunitensi sono stati uccisi da un uomo vestito con l’uniforme dell’Esercito nazionale afghano. L’uomo avrebbe approfittato della protesta fuori della base. Dalla capitale Kabul alle più remote province del nordest, Badakshan e Kunar, la protesta nel paese si fa sempre più violenta. Nella provincia di Laghman, nella parte orientale, le forze di sicurezza sono ancora impegnate a sedare la rivolta. “Il nostro coraggioso popolo deve centrare le basi militari degli invasori, i loro convogli militari e le loro basi da invasori”. Questo il comunicato pubblicato oggi in email da Zabihullah Mujahid, uno dei portavoce della rivolta talebana in Afghanistan. “Deve ucciderli (gli occidentali – ndr), catturali e picchiarli per dargli una lezione, così che non osino più dissacrare di nuovo il sacro Corano”, continua Mujahid.

A niente è valsa la lettera ufficiale di scuse del presidente Obama al presidente afghano Hamid Karzai, che ha definito l’atto di bruciare il libro “un atto sbadato” e “un errore” e ha espresso “rammarico e scuse per l’incidente nel quale il materiale religioso è stato maltrattato non intenzionalmente”. Migliaia di dimostranti da stamattina si sono riuniti in tutte le parti del paese, alcuni al grido di “morte all’America!”. La più grande agenzia di media afghana riporta che gli slogan più urlati sono “morte agli americani”, “morte a Obama”, “morte a Bush – i colpevoli devono essere giudicati”, “morte agli infedeli”. Nell’area orientale di Kabul centinaia di giovani hanno lanciato pietre contro la polizia, che ha sparato in aria per disperdere i manifestanti. (continua)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.