Reportage Mozambico

Mozambico, dalla dominazione portoghese alla dipendenza dalla Cina su Il Fatto Quotidiano è il primo articolo del reportage di Enrica Garzilli. Il Mozambico è il paese dove è attivissima la Comunità S. Egidio, per intenderci, fondata dal ministro Riccardi.

Altri altri due articoli (altri ne seguiranno), che potete leggere cliccando sotto al primo, si intitolano Mozambico, un paese con poche regole in cerca di un’identità nazionale e L’Italia in Mozambico: organizzazioni umanitarie e affari sui giacimenti di gas.

A proposito di quest’ultimo, mi ha fa specie leggere qualche commento che parla dell’Eni come di sfruttatori, colonialisti ecc. L’Eni non è un ente di beneficienza e lo Stato italiano non è uno stato assistenziale – o solo asistenziale – dei paesi africani, è ovvio. Ma possibile che ai rivoluzionari nostrani non viene in mente che con lo sviluppo dei giacimenti di gas ci guadagna l’Italia, e soprattutto l’Eni, ma ci guadagna anche il Mozambico? E che se il paese avesse le capacità tecnologiche e organizzative di farlo da solo, senza l’aiuto di paesi stranieri, lo farebbe? Di seguito l’articolo.

L’Italia è molto presente in Mozambico, specialmente in due settori: gas e organizzazioni umanitarie. Il Ministero degli Affari Esteri, principalmente la Direzione Generale della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, è responsabile della supervisione della cooperazione nei Paesi in via di sviluppo. Benché generalmente non sia coordinata con gli altri donatori internazionali né finanzi dei programmi collettivi, un po’ per i drastici tagli al budget e un po’ per i regolamenti restrittivi, fa eccezione con il General Budget Support Programme in Mozambico, che lavora in accordo con le direttive del Performance Assessment Framework del Mozambico. I soldi erogati sono cicli di 12 milioni di euro ogni tre anni. Il personale è metà italiano e metà mozambicano. “Il beneficio indiretto è evidente” dice Giovanni, la mia fonte vicina al governo italiano. Da decenni lavora in Africa e da qualche anno si è stabilito in Mozambico. “Sediamo al tavolo del governo mozambicano e abbiamo il polso della situazione politica ed economica del paese. Abbiamo degli interessi in Mozambico perché c’è tutta una serie di piccole aziende italiane che ci lavora. Ma la più grande impresa italiana sul territorio è l’Eni, e ora conta molto”.

Il 20 ottobre l’Eni ha annunciato di aver scoperto a circa 40 Km dalla costa di Capo Delgado, nel nord del Mozambico, un enorme giacimento di gas naturale, molto più grande di quello scoperto dagli Stati Uniti e uno dei più ricchi dell’Africa. I giacimenti appartengono al Mozambico ma l’Eni prende la percentuale sulla vendita del prodotto lavorato. “Il gas scoperto dall’Eni cambierà il paese” dice Giovanni, la mia fonte vicina al governo italiano. “Ufficialmente il campo scoperto il mese scorso è il più grande e il più ricco del Mozambico. Secondo gli accordi internazionali gli Stati Uniti, che hanno il campo vicino, si devono mettere d’accordo con chi ha il giacimento più grande, quindi a tutti gli effetti l’Eni comanda”. Il giacimento sarà operativo in 5-6 anni con un investimento di 20 miliardi di dollari, che secondo Giovanni è una cifra troppo bassa. Serve infatti un treno di liquefazione, cioè un processo per cui il gas naturale, composto principalmente da metano, dopo l’estrazione e l’eliminazione delle impurità viene raffreddato, trasformandosi in liquido e riducendo di 600 volte il volume. Così può essere facilmente stoccato in serbatoi e trasportato per lunghe distanze per essere poi rigassificato e distribuito nei mercati finali di consumo. “I benefici della nostra presenza in Mozambico, ora che c’è l’affare Eni in ballo, sono evidenti. Sediamo allo stesso tavolo con i potenti del Frelimo e con quelli del governo per lo sfruttamento dei giacimenti di gas e abbiamo tutti gli interessi a starci” dice Giovanni. Il 20 dicembre 2011, nel suo discorso annuale all’Assemblea della Repubblica, il parlamento unicamerale mozambicano, il presidente Armando Guebuza ha auspicato un incremento della produttività e della competitività internazionale diminuendo i tempi di produzione e le risorse e ha annunciato la scoperta di altri giacimenti. (continua)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.