India: Rani Jethmalani di Warlaw, grandi donne se ne vanno

Questa è una notizia che non avrei voluto dare.

La mia carissima amica Rani Jethmalani, avvocato di fama e attivista in India, se ne è andata il 31 dicembre. Il 1 gennaio, quando ho acceso il cellulare, è stata la prima notizia dell’anno. Mi aveva scritto un assistente del padre Ram Jethmalani, forse il più grande penalista indiano ed ex ministro, uno dei pochi politici indiani che ha osato criticare apertamente (e legalmente) Rajiv Gandhi, e con lui l’italiano Ottavio Quattrocchi, per lo scandalo Bofors. Qualcosa come diversi milioni di dollari ottenuti grazie alla corruzione.

Una donna eccezionale Rani quindi, e di razza. Arrivata ad esercitare alla Corte Suprema, si accorge che a livello sociale in India qualcosa proprio non va. Le donne sono discriminate pesantemente a livello legale e, inoltre, non possono permettersi dei buoni avvocati in caso di separazione, sono isolate dalla famiglia e non possono sporgere denuncia se subiscono violenze per le questioni di dote.

Rani fonda e dirige Women’s Action Research & Legal Action for Women (WARLAW), l’associazione di un gruppo di avvocati con base a Delhi che garantisce assistenza e protezione legale gratuite alle vittime di dote in India. Ci lavora indefessamente fino alla sua malattia, circa 8 anni fa, e continua a seguirla anche dopo.

Una cosa ancora più grande a livello personale che Rani ha fatto – nascosta dalla stampa – è stata quella di adottare legalmente un bambino musulmano orfano, farlo studiare nel migliore collegio vicino Delhi e intestargli l’eredità. Nell’ottica delle lotte, dire l’odio, fra induisti e musulmani, odio che da dopo l’indipendenza dell’India e la formazione del Pakistan non solo non si è placato, ma si è acuito, la sua famiglia di origine l’ha allontanata. La famiglia di suo marito l’ha praticamente ripudiata e presto il dissidio con suo marito è diventato insanabile, tanto che si sono separati.

La sua più grande soddisfazione era che il fragile orfano musulmano sia diventato un giovane forte e fa l’avvocato come il nonno e la madre.

Io l’ho conosciuta poco dopo, nel 1995 a Harvard, durante una conferenza che avevamo organizzato sul fenomeno della “morti per dote” o “bruciatura delle spose” in India. Lei aveva partecipato e parlato pagandosi le spese (e nessuno lo fa), dando dati e presentando dei casi reali. Più tardi ha collaborato anche con l’Asiatica.

Questa è la mia amica Rani. Non sto a dire la sua generosità. Ho ancora il bellissimo scialle che mi ha regalato per ornare una giacca che le pareva troppo spoglia e le innumerevoli volte che mi ha aiutato o che avrebbe voluto farlo, se avesse potuto.

Un’amica vera, una combattente per la giustizia sociale, una splendida, forte donna che ha perso l’ultima battaglia con la malattia. Una donna che ora riposa nel popolo dei giusti.

Questi sono alcuni degli articoli a lei dedicati per la sua scomparsa su The Times of India, The Hindu, Hindustan Times, India Today, The Economic Times, Parda Phash, The Day After (India).



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.