Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: il mondo parla di riscaldamento globale

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla conferenza del clima a Durban, che non sta arrivando a niente: in testa l’opposizione dell’India, che si rifiuta di aderire a qualsiasi accordo per limitare il riscaldamento globale in nome della crescita economica del paese (l’anno scorso stimata al 10,4%).

Più aperti Cina e Stati Uniti. Quest’ultimi aderiranno a un accordo solo se lo faranno anche Cina e India. Il Canada in compenso vuole ritirarsi anche dal Protocollo di Kyoto, che scadrà nel 2012.

“Il cambiamento climatico è reale e può devastare le popolazioni artiche. La neve arriva più tardi e il ghiaccio si scioglie prima. I cacciatori cadono fra i ghiacci o rimangono intrappolati nella fanghiglia. Gli orsi polari sono così disperati per la mancanza di cibo che vanno in cerca nei bidoni della spazzatura delle città.” Ci ha messo 30 ore di aereo il cacciatore inuit Jordan Konek a portare la sua testimonianza alla conferenza internazionale sul clima da Arviat, la città dove vive sulle gelide coste occidentali della Baia di Hudson, fino a Durban, in Sudafrica. Ma il suo messaggio è stato forte e chiaro.

Il 28 novembre si è aperta a Durban la 17° conferenza annuale sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, che durerà fino al 9 dicembre. Partecipano i rappresentanti dei governi, le organizzazioni internazionali e la società civile. Il focus della discussione è l’implementazione del Protocollo di Kyoto, del Piano d’azione di Bali del 2007 e degli accordi raggiunti alla conferenza sul clima del 2010 a Cancun, in Messico. In base al Protocollo di Kyoto, entrato in vigore nel 2005, nel periodo 2008-2012 i 37 paesi più industrializzati al mondo e la comunità europea devono diminuire l’emissione di gas serra inquinanti di almeno 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990.
(continua)



Commenti

  1. Di fronte al mondo che si riscalda personalmente vado in corto circuito. Comprendo i paesi che non vogliono limitazioni sul loro sviluppo ma comprendo anche che il timer sia davvero innescato (ma non lo sarebbe stato comunque?). Non mi sento del tutto tranquillo a demandare alla divina provvidenza la questione e reagisco con comportamenti che nella loro infinitesima minima razionalità rischiano di parere irrazionali: riduzione dello spreco e provare ad essere quidato dal cosiddetto ciclo sostenibile. Ho bisogno di certezze e l'unico modo che conosco è la verifica del mio comportamento. Poco importa che sia pieno di sbavature (e quindi per fortuna grandemente migliorabile) e che pesi solo 0,00000000014 del totale.

    Scritto da Francesco, 2 anni, 4 mesi fa


  2. Sì Francesco anche io. Però mi fa paura il futuro non mio, ma dei figli dei figli. Vorrei poter dire: ve lo abbiamo consegnato intatto, o almeno sano, non fatelo a pezzi questo pianeta. E' vostro. Invece non è così.

    Scritto da boh, 2 anni, 4 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.