India, la tragedia degli agricoltori

Prime analisi ufficiali dei dati del censimento dell’India, che vede una popolazione di 1.028.737.436 persone e una percentuale di maschi ancora maggiore di quella delle femmine.

Come sapete, questo indica un indice di sviluppo generale (che non è solo quello economico) basso per i problemi che colpiscono il genere femminile come il fenomeno, ben noto in India, della preferenza assoluta dei figli maschi sulle femmine non solo per le cure in generale ma anche per quello che riguarda il cibo, le cure mediche e la scolarizzazione. Quello che è veramente allarmante è la tendenza in crescita del suicidio degli agricoltori.

Nel periodo 1995- 2010 i suicidi hanno superato i 250 milioni di vittime, con un aumento nel periodo 2003-2010 rispetto al 1995-2002. Un dato ancora più grave, se si pensa che il numero totale degli agricoltori è diminuito e la crisi dell’agricoltura è sempre più grave.

Secondo l’economista K. Nagaraj nel 2007 c’era un suicidio ogni 32 minuti. Ora, considerando la tendenza in crescita, il numero totale aumentato e la diminuzione del numero complessivo degli agricoltori, se ne calcola uno ogni meno di 20. Questo è il documento di The Hindu sui suicidi in India (in Pdf) nel periodo 1995-2010, quindi prima dell’ultimo censimento. Pensate a una situazione ancora peggiore di questa.



Commenti

  1. Niente di più necessario dell'agricoltura e niente di meno tutelato da quando siamo diventati un mondo industriale. Finiremo col mangiarci prodotti finanziari e servizi. Guarda anche la situazione tragica degli allevatori sardi che si vedono pignorare le aziende per l'impossibilità di far quadrare i conti. Solo gli intermediari ci guadagnano, consumatori e produttori sono nelle nostre civiltà avanzate sempre più distanti. Si è cominciato da poco a tentare un riavvicinamento tramite i Gruppi di Acquisto Solidali ed i mercati dei produttori, con vantaggi per entrambi, ma è ancora una goccia nel mare.

    Scritto da Vera, 2 anni, 4 mesi fa


  2. Concordo Vera. Sempre piu' distanti, e' vero, e quando si perde il contatto con la terra si perde anche il contatto con i valori, a parere di una mia cara amica. Sto notando che e' vero.

    Scritto da Boh, 2 anni, 4 mesi fa


  3. da un lato concordo che la perdita del rapporto secolare, denso di cultura e saperi, con la terra, è un assoluto regresso della qualità della vita umana sul pianeta

    inoltre però, venendo più all’immediato, quel che è profondamente ingiusto che l’ingordigia degli affari, del mercato, produce redditi che non vengono neanche redistribuiti

    vediamo l’india, di cui sempre ci riferisce la qualificatissima amica boh, dove nuovi e immensi territori del profitto e dell’avanzamento di benessere lasciano del tutto fuori, neanche con qualche briciola consolatoria, intere categorie sociali

    e pensare che senza i secoli di fatica dei contadini, nessuno di noi sarebbe giunto fin qui

    ingratitudine della storia, e dell’economia rapace

    Scritto da diegob, 2 anni, 4 mesi fa


  4. Diego, neanche nel medioevo c’era questa equa distribuzione dei redditi, né qui né in India. Forse il problema è l’ingratitudine umana.

    Ora però tutto è più veloce e facile e c’è una nuova coscienza sociale di massa. Le cose dovrebbero andare diversamente, invece sembra che questi nuovi mezzi servano a far stare sempre meglio chi sta meglio e sempre peggio chi sta peggio. La nuova coscienza e l’informazione non sono servite a molto, mi pare.

    Scritto da boh, 2 anni, 4 mesi fa


  5. sembra che questi nuovi mezzi servano a far stare sempre meglio chi sta meglio e sempre peggio chi sta peggio

    questo è un punto chiave, che la tua penna sottolinea con la consueta nitidezza

    del resto però, a ben pensarci, da sempre ogni passo avanti della tecnica aumenta il divario fra gli umani senza potere e quelli che hanno il potere

    pensiamo ad esempio come negli states (e sempre più anche da noi purtroppo) alla diversità delle cure mediche cui possono accedere i ricchi rispetto ai poveri

    nel mondo antico tutto sommato le malattie erano democratiche, anche se i ricchi avevano almeno comunque la risorsa della fuga (vedi i giovani benestanti del decamerone che stavano in una villa fuori città per sfuggire la peste nera)

    e giustamente le tecnologie aumentano il potere di chi ha potere: un uomo senza diritti annega in mare per cercare di passare dall’africa all’europa, mentre un pacchetto azionario va da un continente all’altro con un click

    è verissimo, e tristissimo, cara boh

    Scritto da diegob, 2 anni, 4 mesi fa


  6. Le tecnologie danno anche il senso del potere e l’illusione del potere. Torno dal Mozambico e anche i bambini più poveri non hanno una casa, spesso neanche una famiglia, non hanno pasti regolari, non sanno dove lavarsi ma hanno un iPhone, magari rubato.

    Sentono la musica in cuffia con l’iPhone e li vedi tutti orgoliosi che sembrano dei piccoli re. Ma rimangono poveri bambini di strada.

    Scritto da boh, 2 anni, 4 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.