Lo stile e le unghie Zen di Steve Jobs

Un secondo libro su Steve Jobs scritto dal biografo ufficiale Walter Isaacson, già lanciato nella sfera luminosa del best seller, che ribadisce quello che già si sapeva: quanto il suo design sia stato influenzato dal minimalismo Zen.

In realtà dicono che Jobs sia stato influenzato anche dall’architettura modernista Eichler (1900-1974), il costruttore californiano delle famose villette a schiera molto “basiche”, economiche, funzionali e semplici ma molto ben disegnate. Quello che diceva che un buon design è democratico. Perché Jobs ci abitava da bambino ed è facile pensare che qualsiasi cosa vissuta nei primi anni di vita lo abbia influenzato.

Io confesso che mi sono già stancata di sentire parlare di Steve Jobs, di quanto fosse geniale e di quanto abbia rivoluzionato il mondo. Mi sono stancata soprattutto di sentire dire da uomini intelligenti e d’ingegno che da quando è morto si sentono orfani. Mi sembra assolutamente fuori misura.

Di un grande uomo è importante l’opera che lascia e le strade che apre, anche se la sua vita è di grande interesse e merita uno studio. Ma uno, due, tre libri su di lui bastano. E invece temo che verrà pubblicato un florilegio di biografie più o meno autorizzate, da quando andava a fare shopping con la moglie a quando prendeva il tè nel mega ufficio stratosferico (ma minimalista) della Apple, che suppongo Steve Jobs avesse. Temo che ci propineranno anche quante volte si tagliava le unghie dei piedi – in modo minimalista, certo, e molto, molto Zen.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.