Ma che fai, lavori?

Parliamo sempre di lavoro, mancanza di lavoro, giovani senza lavoro e così via. Intanto, per cominciare, sento moltissimi ragazzi che vanno via per il ponte. Giovani disoccupati, intendo. E allora dico come Nanni Moretti (per quanto lui non mi piaccia): Ma a te, chi te l’ha fatto questo?

Con che soldi partite per i monti o per Parigi Londra Amsterdam, come minimo? Perché se anche il biglietto si trova low cost, con mesi di anticipo, hotel cibo sfizi ecc. non sono mai low cost. E se uno parte per una capitale europea certo non se ne sta rinchiuso in hotel da mane a sera. Questa è la domanda serale di un tranquillo weekend di ponte i cui lavorerò.

Ma chi mi consola è il mio parrucchiere. Infatti ci andrò domenica. Sì, perché lui sta sempre aperto. E’ un locale piccolo, gestito da 4 giapponesi rigidamente gerarchizzati, gentilissimi, sorridentissimi, miti, educati e molto bravi e molto economici, rispetto a tutti gli altri. E poi sono sempre aperti, domeniche e lunedì inclusi. Ognuno di loro ha un giorno a settimana di riposo, ma a turno. E spesso lo passa lì, magari con moglie o fidanzata.

E ogni volta che ci vado la domanda è sempre la stessa: l‘Italia è bellissima, ma perché gli italiani si lamentano che non hanno lavoro ma vanno sempre fuori per il weekend? E perché quando hanno un lavoro lavorano così poco e si lamentano sempre del padrone, della struttura, dei soldi?

Già, perché?



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.