Ma che fai, lavori?

Parliamo sempre di lavoro, mancanza di lavoro, giovani senza lavoro e così via. Intanto, per cominciare, sento moltissimi ragazzi che vanno via per il ponte. Giovani disoccupati, intendo. E allora dico come Nanni Moretti (per quanto lui non mi piaccia): Ma a te, chi te l’ha fatto questo?

Con che soldi partite per i monti o per Parigi Londra Amsterdam, come minimo? Perché se anche il biglietto si trova low cost, con mesi di anticipo, hotel cibo sfizi ecc. non sono mai low cost. E se uno parte per una capitale europea certo non se ne sta rinchiuso in hotel da mane a sera. Questa è la domanda serale di un tranquillo weekend di ponte i cui lavorerò.

Ma chi mi consola è il mio parrucchiere. Infatti ci andrò domenica. Sì, perché lui sta sempre aperto. E’ un locale piccolo, gestito da 4 giapponesi rigidamente gerarchizzati, gentilissimi, sorridentissimi, miti, educati e molto bravi e molto economici, rispetto a tutti gli altri. E poi sono sempre aperti, domeniche e lunedì inclusi. Ognuno di loro ha un giorno a settimana di riposo, ma a turno. E spesso lo passa lì, magari con moglie o fidanzata.

E ogni volta che ci vado la domanda è sempre la stessa: l‘Italia è bellissima, ma perché gli italiani si lamentano che non hanno lavoro ma vanno sempre fuori per il weekend? E perché quando hanno un lavoro lavorano così poco e si lamentano sempre del padrone, della struttura, dei soldi?

Già, perché?



Commenti

  1. Sì, oltre tutto si sta' ancora molto bene in questo paese e la gente fa' fatica a capire... Se si parla di vacanze estive, ci si spaventa ancora di più.

    Scritto da Priscila, 6 mesi, 3 settimane fa


  2. Buona sera Priscila! Sì, in effetti d'estate l'Italia si svuota, se non al mare o ai monti che sono pieni. Chi li capisce questi italiani? ;)

    Da voi è diverso?

    Scritto da boh, 6 mesi, 3 settimane fa


  3. Boa noite, boh! Da noi è lo stesso, i soldi girano anche se ci sono troppi problemi economici (e sociali!). Ma forse la massa che non può permettersi una vacanza o qualcosina del genere è molto, molto più numerosa... Nel campo del lavoro precario regna l'informalità, cioè, la gente campa come può. E compra tutto a rate: 10 x 10,00 invece che cento subito!

    Scritto da Priscila, 6 mesi, 3 settimane fa


  4. però è un pò un ballo sul titanic, l’atmosfera è quella

    nel senso che in molti giovani c'è la consapevolezza che avranno una vecchiaia pessima e quindi, in qualche modo, invece di reagire mettendo via dei quattrini finchè ci sono i genitori, spendono e se la passano bene ritenendo che durante la pessima vecchiaia in miseria almeno avranno dei bei ricordi

    è vero il fenomeno che tu puntualizzi, cara boh, ma è, sottotraccia, una sorta di festa disperata, tanto più trasgressiva quanto più è necessario dimenticarsi del futuro che sarà

    secondo me l’allegria quando è sfrenata nasconde una profonda disperazione

    Scritto da diegob, 6 mesi, 3 settimane fa


  5. Non so Diego, un po' sarà come dici tu ma un po' credo che sia una forma di menefereghismo spinto e una pretesa che alla fine qualcuno ci pensi.

    Oppure, come dice la pubblicità, il lusso è un diritto. Ti assicuro che per molta gente, anche giovanissimi, il lusso è davvero un diritto e se non lo si ha allora si fa saltare tutto. E tutti i mezzi sono buoni per accaparrarselo.

    Scritto da boh, 6 mesi, 3 settimane fa


  6. in un paese dove tutti campano con i debiti e' difficile dire no, soprattutto per quelli piu' giovani!non si divertono piu' con una birra in piazza e vedo anche che e' molto facile essere tagliati fuori da 'quelli che contano'. percio' ci si adatta, si fanno altri debiti ma comunque il ponte lo si fa. concordo con te boh che e' menefreghismo, ma anche un po' con Diego: essere sempre responsabili, seri, giusti ed integri a volte stanca e ti chiedi per quanto durera' e quando inizierai a goderti la vita percio'...forse finche' ci sono i genitori si sceglie di spendere.poi quando dovranno tirarli fuori dalle loro tasche, i vizi cambieranno...

    Scritto da sole, 6 mesi, 3 settimane fa


  7. Sole, non dico assolutamente di essere sempre "giusti": dico solo dove la gente trova i soldi. Tutto qui!

    Giovani e anche meno giovani. Perché se non ce l'hai non ce l'hai, hai voglia a tirar fuori…

    Scritto da boh, 6 mesi, 3 settimane fa


  8. Mi sembra ingenerosa come analisi, Enrica. Non credo che andare via per il weekend, pagando 70 euro un aereo, e 30 per un hotel sulle ramblas, sia peggio che andare ad una gita fuoriporta pagandone 30 tra benzina e autostrada. E magari 20 per una pizza (che questo è il costo ormai).
    In un mondo dove Internet ci connette tutti e gli aerei costano relativamente poco, pare logico che andare a Barcellona in aereo abbia senso, come una volta era logico andare sul Garda in treno da Milano.

    Ovviamente, la differenza tra Cinesi "lavoratori" e Italiani "sfaticati", starebbe nel fatto che il cinese lavora sempre (ontà loro, io non lavoro mai si vede..) ma magari vive con altri 8 colleghi in un trilocale o peggio. Non credo sia un esempio corretto, forse.

    Certo è un mistero il costo della vita–qui mi associo a te–e come stupidamente ci facciamo andare bene mille baggianate sui prezzi di beni e servizi, che sono ingisutificabili. Mi riallaccio al tuo esempio.

    Il mio barbiere "unisex" mi sfila 10 euro per un taglio, e altri 8 euro per uno shampoo, non mai richiesto, di 5 minuti: in pratica il parrucchiere valuta 100 euro all'ora i suoi shampoo, per una testa da uomo.

    Il cinese, invece, mi chiede 8 euro per un taglio e 1 per lo shampoo.
    Ora… perchè una shampista di Jan Luis David (si fa per dire, non è quello) costa come un ingegnere aereonautico?

    Forse la domanda non è perchè non c'è lavoro, ma perchè non ci sono soldi— Forse perchè chi può, chi fa cartello, chiede uno sproposito per beni e servizi?

    Scritto da Ste - The Catcher, 6 mesi, 3 settimane fa


  9. Buon Stefano, prima di tutto non è un'analisi ma una constatazione. Poi sai bene che se vai fuori in una capitale europea non spendi solo 70 Euro, se sono 70, di areo. E 30 per l'albergo, che comunque per 3 notti fa 90. C'è il resto, che di solito non è solo la pizza (che per tre giorni fa 60, e poi il giorno non mangi niente?): perché per mangiare la pizza e stare in albergo e basta allora uno se ne sta a casa.

    Soprattutto sbagli completamente una cosa: non sono parrucchieri cinesi ma giapponesi! E supertecnologici ed eleganti.

    Scritto da boh, 6 mesi, 3 settimane fa


  10. P.s. Questi parrucchieri giapponesi vivono da soli o con moglie/fidanzata. Non in 9 in un trilocale.

    Scritto da boh, 6 mesi, 3 settimane fa


  11. a mio avviso, ricollegandomi anche al commento dell'amico stefano, è ovvio che, come hai scritto, cara boh, una constatazione non è un’analisi

    quindi è ovvio che tutti noi abbiamo delle sensazioni, delle impressioni che stridono rispetto a quelle che sono le notizie, le opinioni diffuse a livello dei media

    per fare un esempio: tornavo tre settimane fa una domenica sera da parma, e la parma mare, nella direzione opposta dal mare verso il nord italia, era completamente intasata di macchine, di persone che rientravano dal week end

    quindi, vien da dire: ma dov’è questa crisi con tutta questa gente che vien dal mare?

    io credo anzitutto che quando parliamo di crisi parliamo di crisi per una minoranza, una minoranza cospicua, ma una minoranza

    però che accade? la paura di finire nel 20/30% dei poveri, o, con termine moderno, degli sfigati, attanaglia anche persone che in realtà poveri non li sono diventati

    e poi, secondo me, è evidente che un modello consumistico edonistico per decenni imposto in particolare dal media più nefasto, vero cancro delle coscienze, cioè la televisione, ha mutato la percezione della povertà

    posso dire con esperienza personale, dato che la disoccupazione ha colpito duramente anche alcuni miei parenti, che per esempio non poter più fare l'abbonamento per andare allo stadio è percepito come una umiliazione pesante, anche se non è la rinuncia al cibo, non è la fame

    quindi che accade? in questo clima di paura di scivolare dalla parte degli sfigati, alcuni giovani cercano di non pensare al futuro, che sarà nero, nerissimo, e quindi cercano ancor più lo sballo, la trasgressione, la sfrenatezza

    se non ci si sente una comunità sociale coesa, ma una sommatoria di disperati individualismi e invidie, si diventa irrazionali, e, per paradosso ancor più spendaccioni, magari di soldi che non hai

    una società se è malata nei fondamenti morali autentici è chiaro che diventa solo un brulicante e abbastanza schifoso verminaio

    Scritto da diegob, 6 mesi, 3 settimane fa


  12. concordo sui fondamenti morali autentici, assolutamente. O direi etici, ché la morale ognuno ha la sua, ma l'etica sociale dovrebbe essere un bene comune e condiviso.

    Scritto da boh, 6 mesi, 3 settimane fa


  13. Una semplice riflessione. Vedendo per tv e in giro enormi ingorghi e code di auto, una delle cose che ho ipotizzato è: in un’autostrada volendo immaginare quanti evasori fiscali stiano transitandovi, probabilmente credo sia realistico pensare che siano una buona metà. Non è che (molti) giovani e non, spendano soldi provenienti dai loro genitori-evasori in viaggetti e spesucce varie? Un’altra cosa. Come saprai a Roma qualche giorno fa si è creato un caos surreale in centro perché un megastore vendeva prodotti elettonici a prezzi molto scontati. E’ l’altra faccia della medaglia: pur di risparmiare, giustamente, qualche euro la gente (proveniente anche da luoghi relativamente distanti) è disposta ad accalcarsi e a fare anche (così ho sentito) file di 3-4 ore. Insomma un mix di evasione e precarietà. L'una che alimenta l'altra.

    Scritto da q.e., 6 mesi, 3 settimane fa


  14. Hai del tutto ragione, q.e. Ero a Roma proprio quel giorno e per tornare alla stazione il taxi ha dovuto fare un giro assurdo non solo per l'ingorgo enorme, ore e ore di fila intendo, ma perché la gente ha fatto a botte e c'erano autoambulanze, carabinieri e polizia dispiegata in grande stile.

    Io credo che la gente abbia vissuto molto al di sopra delle sue posisbilità e che ora non voglia abbassare il suo livello di vita.

    Piccolissimo, banale esempio personale. Quando ero bambina in famiglia si entrava alla gelateria o al bar solo quando si usciva tutti insieme e a noi figli prendevano il gelato. E domenica le pasterelle. Mio padre ogni tanto prendeva un caffè con i colleghi, ma di malavoglia. Facevano a turno a offrire. E questa abitudine mi è rimasta, entrerò in un bar una volta al mese per un tè, è un piccolo "regalino" che mi faccio. E quando vado all'università che sto fuori tutto il giorno dalla mattina presto alle 8:30 di sera prendo tè e panino.

    Quando vado al bar dell'università però vedo sempre, ma dico sempre, orde di ragazzini liceali (a pranzo) e universitari (dalla mattina alle sera) che bevono Campari, birre, caffè e così via e spesso molte cose insieme. Escono da scuola, da lezione o dalle esercitazioni. Più tardi il rito dell'aperitivo. E questo ogni giorno, infatti l'anziano barista commenta sempre che per fortuna ci sono loro che spendono.

    Vicino a casa mia le mamme riprendono i figli dall'asilo di sotto e li portano al bar, dove comprano (e spesso buttano) mille cose. Loro e i figli, chiacchierando tutte insieme.

    Se ci pensi è una sciocchezza, ma questa abitudine costa almeno 100-150 euro al mese. E quindi se un ragazzo non rinuncia a questa piccola spesa, perché dovrebbe rinunciare ad aperitivo-pizza-locale con annessa automobile canne/sigarette, birre e cocktail e cellulare almeno una volta a settimana? Che fanno circa 80-100 euro a volta (se non prendono il privé o non c'è una ricorrenza speciale). Me lo dicono gli studenti (non ricchi, bada bene) e non ho ragione di dubitarne.

    Lo stesso si può dire per le vacanze. Tutti gli anni due volte l'anno per almeno 3 settimane complessive. Mare e settimana bianca. Come fosse un diritto. La vacanza ci vuole, ma ti assicuro che si vive anche senza, almeno qualche volta.

    Voglio dire che sono piccoli lussi per cui la gente si indebitava anche. Una commessa del supermercato vicino chiedeva ogni anno un prestito in banca perché dice che le serve un mese intero all'estero per rilassarsi. Ma scherziamo? E noi che siamo, tutti fessi a stare a casa? E ora si lamenta perché non riesce a pagare la cifra mensile alla banca e nel 2010 è andata via solo 15 giorni. Poverina..

    Scritto da boh, 6 mesi, 3 settimane fa


  15. il problema è che dopo la sconfitta della cultura antagonista degli anni '70 l'Italia ( e non solo, potrei dire buona parte dell'Europa) è stata sommersa da un'ondata di consumismo che è penetrata a fondo nell'antropologia della gente. Anche di molta gente che si dichiara di sinistra e vorrebbe disintegrare Berlusconi. Una enorme percentuale di italiani ( e di europei, ma in modo particolare di italiani) ha vissuto negli ultimi 30 anni molto al di sopra delle proprie possibilità ed ha cominciato a ritenere questo tipo di esistenza il minimo da avere. In altri termini il lusso (o meglio una sua parodia un po' cialtrona) è stato scambiato per l'indispensabile e adesso che la pacchia (pacchia?) è finita sono cavoli amari. Il tipo di assetto economico e geopolitico su cui si è basata quella pluridecennale ubriacatura è finito. Finito per sempre. E con lui se ne è andato "l'Occidente da bere". Sarà bene che tutti noi ce ne facciamo una ragione soprattutto i giovani che magari vanno ai cortei altermondialisti ma poi pretendono di continuare a godere di quei privilegi che erano frutto di una condizione economica e politica estremamente subalterna del cosidetto Terzo Mondo. Meglio cominciare a rimboccarsi le maniche e rispolverare qualche lettura in grado di farci comprendere che di superfluo si può morire. Cultura degli anni ' 60? Sì grazie.

    Scritto da Cinzia, 6 mesi, 3 settimane fa


  16. Esattamente Cinzia, concordo in toto. Anche per i ragazzini il "lusso", per quanto sia un lusso molto consumistico, un po' pacchiano e poco lussuoso, sembra sia un diritto. Ma e' un po' la coda lunga del lusso: un livello molto abbassato ma molto allargato e preso per diritto irrinunciabile.

    Scritto da Boh, 6 mesi, 3 settimane fa


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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.