Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Tibet, anche una donna si dà fuoco per protesta

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla questione tibetana, che sta diventando sempre più tesa e problematica.

Per la prima volta una monaca si dà fuoco per protesta e muore. La polizia spara con i mitra su un gruppo di dimostranti pacifici e ferisce due monaci. Guardate il video della città occupata dalle forze di polizia cinesi in assetto paramilitare. L’Amministrazione tibetana in esilio chiede l’intervento della diplomazia occidentale. Il governo cinese però nega che ci sia un “problema Tibet”, promette misure più drastiche per riportare la normalità e annuncia che 20.000 soldati e burocrati cinesi sarano mandati per un anno in Tibet per un programma di rieducazione.

Cresce la tensione nell’ex Tibet, dal 1950 occupato e inglobato nel territorio cinese. La nuova ondata di disordini e repressione è stata scatenata il 16 ottobre dal ferimento a raffiche di mitra di due giovani tibetani da parte della Polizia cinese. È successo a Kardze, nel Tibet orientale, nell’odierna provincia dello Sichuan, mentre un gruppo di tibetani si era riunito per una dimostrazione pacifica davanti alla stazione di polizia lanciando slogan per la libertà e il ritorno dall’esilio del Dalai Lama a Lhasa, l’ex capitale. La polizia ha cominciato a sparare sulla piccola folla ferendo gravemente due ragazzi, Dawa e Druklo, e arrestando sette persone.

Poche ore prima Tenzin Wangmo, una monaca di circa venti anni del monastero di Dechen Choekhorling a Ngaba, sempre nello Sichuan, è morta immediatamente dopo essersi data fuoco. Prima aveva camminato per 7 o 8 minuti in una via vicino al monastero inneggiando alla libertà del Tibet e il ritorno del Dalai Lama. Nonostante l’ultimatum delle autorità cinesi, il suo corpo è stato preso dalle consorelle. La situazione intorno al monastero, che ospita circa 350 monache, viene descritta come molto tesa. In un video dell’agenzia AFP si vede la città di Ngaba tenuta sotto assedio dalle truppe armate paramilitari cinesi allineate lungo le strade.

Il 20 ottobre altri due monaci sono stati arrestati a Ngaba mentre Jiang Yu, portavoce del ministro degli Esteri cinese, ha assicurato che le autorità locali prenderanno “misure più drastiche per assicurare l’incolumità della gente e delle loro proprietà e il normale ordine sociale”. Ha negato l’esistenza di un “problema Tibet”. (Continua)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.