L'Europa piange ma la Cina non ride

Ampio dibattito in Cina sulla possibilità che “salvi” l’Europa comprando fette di debito pubblico e facendo ulteriori investimenti. Nel 2010 Pechino avrebbe aumentato gli investimenti in Europa per 6 miliardi di dollari, creando 1600 aziende e 37.700 nuovi posti di lavoro per gli europei.

Nonostante l’impegno della Cina però “solo l’Europa può salvare se stessa.[...] I politici europei, troppo influenzati dall’opinione pubblica o concentrati sulle elezioni, sono troppo occupati a combattere per il potere e per i soldi e hanno adottato soltanto misure temporanee, invece di proporre piani pratici per risolvere le contraddizioni strutturali dell’Europa aiutando lo sviluppo a lungo termine del continente”. Lo dice Zheng Xiwen, noto commentatore politico del quotidiano Guangming Daily.

Che i politici italiani siano impegnati solo a salvarsi la poltrona mi sembra ovvio ed evidente. Però a parte che bisognerebbe verificare i dati sempre trionfalistici della Cina, mi chiedo perché ieri, andando a comprare una scatola da montare in un negozio cinese che ha aperto da poco vicino a casa mia, il proprietario, o il gestore non so, non sapesse leggere le istruzioni. Quando gli ho chiesto di spiegarmi come si facesse mi ha detto che il cantonese è difficile e che nel villaggio dove abita lui e i ragazzi della sua età vanno a scuola per due-tre anni massimo. Quindi non imparano abbastanza caratteri per leggere e scrivere. Mi sa che anche in Cina qualche problemuccio ce l’hanno..



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.