Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano nella nona giornata mondiale contro la pena di morte

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla pena di morte. Qualche dato, qualche considerazione. E l’intervista a Riccardo Noury, rappresentante di Amnesty International Italia, che dice che in Italia “le persone si innamorano di un caso, come quello Sakineh (la donna giudicata colpevole di adulterio in Iran e condannata a morte per lapidazione e a cui nel 2010, diventata un caso internazionale, è stata commutata la pena in 5 anni di prigione – ndr) ma si scordano le 470 impiccagioni per reati comuni e reati politici nel 2011. Se si fa un sondaggio dopo che è scoppiato un caso il 60% degli italiani è contro la pena di morte, se si fa un sondaggio dopo un delitto efferato il 60% è per la pena di morte. I sondaggi non sono molto attendibili”.

Oggi si celebra la nona Giornata mondiale contro la pena di morte, incentrata sulla disumanità della pena capitale in quanto trattamento e punizione crudele, inumano e degradante. Secondo Amnesty International, dal 1977 impegnata in una campagna mondiale contro la pena di morte, nel 2010 almeno 23 paesi hanno eseguito la pena capitale per un totale di 527 esecuzioni riportate. In testa l’Iran con almeno 252 esecuzioni, la Corea del Nord con almeno 60, lo Yemen con almeno 53, gli Stati Uniti d’America con 46, l’Arabia Saudita con almeno 27. Questi dati non includono la Cina. Amnesty sostiene che l’anno scorso siano state eseguite migliaia di pene capitali ma non è possibile stabilirne il numero perché la Cina considera i dati un segreto di stato. Inoltre nel 2010 in 67 paesi sono state inflitte 2024 nuove sentenze capitali, e questo sarebbe il numero minimo dedotto dalle ricerche si Amnesty.

Una dichiarazione congiunta rilasciata da Catherine Ashton, alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Esteri e la Politica sulla sicurezza, e Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio D’Europa, riafferma la netta presa di posizione contro la pena di morte e l’impegno per l’abolizione in tutto il mondo. “Crediamo che la pena capitale sia inumana e sia una violazione della dignità dell’uomo. Ogni pena capitale che deriva da un errore della giustizia, da cui nessun sistema giudiziario è immune, rappresenta una perdita umana irreversibile. […] Il sostegno crescente alle risoluzioni dell’Onu nel 2007, 2008 e 2010 confermano una crescita della tendenza contro la pena di morte nel mondo”. Le dichiarazioni a livello europeo stridono con il fatto che in Bielorussia, uno stato dell’Europa orientale, nel 2010 sono stati eseguite due pene capitali.

Sulla pena di morte abbiamo intervistato Riccardo Noury, rappresentante di Amnesty International Italia.

Perché ancora la pena di morte nel mondo? C’è una ragione etica?

Ci sono governi che amministrano la giustizia in questo modo, usando la scorciatoia, non credo sia per motivi etici. Usano la pena di morte come facile presa in campagna elettorale per far vedere che stanno lavorando per la sicurezza.
(continua)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.