Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: la Cina elabora un sistema di diritti umani "con caratteristiche cinesi"

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Sembra una beffa ma non lo è. “La Cina accetta le norme internazionali per proteggere i diritti delle minoranze etniche e per questo ha delineato un insieme di leggi e di politiche per la loro salvaguardia e per incrementare il loro benessere”. Lo ha dichiarato un rappresentante del governo della Repubblica popolare cinese al Quarto Forum di Pechino sui Diritti Umani, che si è tenuto nella capitale cinese la scorsa settimana.

Le notizie sulla conferenza arrivano esclusivamente da parte di agenzie governative cinesi perché probabilmente non erano presenti osservatori indipendenti. Il China Daily, che riporta il punto di vista del governo, scrive che erano presenti oltre 120 rappresentanti di 56 organizzazioni, incluso il Congresso nazionale, la più alta istituzione del Partito comunista cinese, il Comitato centrale con alcuni suoi più alti organi come il Comitato permanente dell’Ufficio politico del partito, la Corte popolare suprema e il Supremo Procuratorato, che è il massimo ufficio nazionale di investigazione e di pubblica accusa.

Il secondo giorno di conferenza Zhang Xiaoling, professoressa e direttrice del Centro per gli Studi sui Diritti Umani della scuola del Comitato centrale del partito comunista cinese, ha specificato che “la Cina sta sviluppando un sistema teorico socialista per i diritti umani con caratteristiche cinesi”. “La Cina è fermamente contro qualsiasi paese che usi l’argomento dei diritti umani per sostenere i propri valori, i propri standard politici e il proprio modello di sviluppo” ha detto Xiaoling. È noto che alle richieste da parte di alcuni paesi e organizzazioni internazionali di rispettare i diritti fondamentali la Cina ha sempre risposto che l’Occidente è arrivato alla protezione dei diritti umani dopo aver raggiunto uno sviluppo economico uniforme e tramite i mezzi che ora rimprovera alla Cina. Quindi, il rispetto dei diritti umani in Cina sarebbe subordinato a un più alto livello di sviluppo su tutto il territorio, sia nelle città sia nelle campagne, che hanno una grande differenza di crescita economica e di infrastrutture.

Il punto centrale dei diritti umani, secondo la signora Xiaoling, è che non bisogna nuocere agli altri o al sistema pubblico e allo stesso tempo “l’eguaglianza, incluso l’eguale diritto alla vita e allo sviluppo personale. Anche assicurare a tutti lo stesso livello di istruzione è essenziale”. All’obiezione che a Pechino molte scuole primarie pubbliche per figli di immigranti sono state chiuse, ha risposto che questo è il risultato del cattivo sistema di registrazione ma, per esempio, “la scuola elementare di partito vicino a dove lavoro è aperta ai figli di lavorati immigrati.” (continua)



Commenti

  1. Le dichiarazioni della signora Xiaoling hanno il sapore di certe pagine di “1984”.

    Scritto da Giuseppe, 6 anni, 1 mese fa


  2. Intendi George Orwell? Sì, ce l'hanno.

    Scritto da boh, 6 anni, 1 mese fa


  3. [...] proprio delitto per la tutela della biodiversità. Quando si parla di Cina, non solo la tutela dei diritti umani dovrebbe venire in [...]

    Scritto da Crocevia… tra Oriente e Occidente » Due notizie dalla Cina: l’origine dalla vita complessa, e la fine di una vita preziosa, 5 anni, 11 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.