Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Internet Governance Forum 2011 - Internet non deve appartenere a nessuno

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sul sesto Internet Governance Forum, sponsorizzato dalle Nazioni Unite in Kenya. Tra i temi principali: l’uso della banda larga, i cui costi sono ancora proibitivi per molti paesi. L’uso della telefonia mobile e il wireless. L’ammonimento a quei governi che vorrebbero tassare chi usa Google e Facebook, ma anche all’Onu e a quei governi che vorrebbero decidere a chi appartiene Internet.

‘Internet come catalizzatore del cambiamento: accesso, sviluppo, libertà e innovazione’. Questo il titolo del Sesto Internet Governance Forum (IGF) delle Nazioni Unite che si è concluso sabato a Nairobi, la capitale del Kenya. Oltre 2000 delegati da oltre 100 paesi – burocrati, uomini d’affari, accademici, attivisti e proprietari di piccole aziende – per il primo forum internazionale su Internet in un paese sub sahariano.

Il focus della conferenza, durata dal 27 al 30, è stato Internet come medium per un cambiamento positivo e per lo sviluppo umano. Chengetai Masango, programme and technology manager del Segretariato dell’Onu per il forum, ha notato che “il forum ha dimostrato che è stato in grado di dare a ogni voce la stessa importanza”. Internet come elemento di democrazia e eguaglianza quindi. Già agli inizi di giugno Frank La Rue, il relatore speciale autore del documento per l’Onu “sulla protezione e la promozione del diritto alla libertà di espressione e opinione”, ha scritto che “Internet è uno dei diritti umani” e che l’accesso a Internet è particolarmente importante durante i periodi di instabilità politica. Il concetto di Internet come propulsore di democrazia è stato ribadito al forum. Masango ha sottolineato che i partecipanti che non sono potuti intervenire hanno seguito le discussioni in tempo reale e che molte domande sono venute da utenti del Brasile, del Burundi, della Nuova Zelanda e del Rwanda.

I paesi rappresentati all’IGF sono stati 125, di cui 53% appartenenti all’Africa, 29% all’Europa occidentale e agli altri stati, 11% all’Asia, il 4% ai paesi dell’America latina e caraibica e il 3% ai paesi dell’Europa orientale. Pochi i rappresentanti della Francia, della Russia e della Cina. Un totale di 38 partecipanti delle tavole rotonde sono stati in grado di prendere parte al forum via audio o video e sono state stabilite circa 2.500 connessioni da 89 paesi. Un’organizzazione grandiosa, con trasmissione in streaming e trascrizioni in tempo reale dei workshop. Parallelamente si sono anche tenuti 122 gruppi di studio, forum sulla “best practice”, cioè le procedure operative migliori da seguire, e incontri per futuri progetti. Samuel Poghisio, ministro per l’Informazione e le Comunicazioni del Kenya, ha enfatizzato l’impegno del governo a garantire l’accesso a Internet per una società più aperta e trasparente e ha presentato un piano per il 2030 in cui è previsto uno sviluppo basato su un’informazione completa grazie anche allo Web, e un’economia dove Internet favorisce lo spirito aziendale e l’innovazione. Importante il contributo di Hamadoun Toure, segretario generale dell’International Telecommunications Union, la speciale agenzia delle Nazioni Unite responsabile per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che ha descritto il lavoro dell’organizzazione dei 192 stati membri in materia di sicurezza informatica, protezione dei minori online e cambiamenti climatici, tre dei punti focali delle Nazioni Unite. (Continua)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.