Pakistan, gli Stati Uniti usano il jazz per migliorare le relazioni politiche

La notizia è troppo carina: gli Stati Uniti hanno approvato un budget di spesa nell’ambasciata in Pakistan per finanziare il jazz, con il fine di migliorare le relazioni internazionali. Voglio dire, immaginate gli spettacoli jazz in Pakistan? Jazz session in piccoli locali fumosi, e fin qui ci sta, alcolici a manetta, e questo in Pakistan è proibito (almeno in pubblico), ore tarde, anzi, albe, e questo in Pakistan è superproibito (almeno per ascoltare musica occidentale), ammiccamenti e giochi vari fra maschi e femmine (e questo in Pakistan è impensabile).

D’altronde la cultura è da sempre il veicolo maggiore per iniziare o migliorare le relazioni politiche ed economiche, come sapeva benissimo Giuseppe Tucci in India e in Giappone. E’ la famosa track2 diplomacy, la diplomazia informale che da noi si estende a cene, cenette e bunga bunga (perché poi diventano consigliere e magari anche ministre).

Niente da stupirsi comunque, visto che l’India la pratica da anni esportando Bollywood in Afghanistan. E l’Italia lo fa con cosa?



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.