Pakistan, gli Stati Uniti usano il jazz per migliorare le relazioni politiche

La notizia è troppo carina: gli Stati Uniti hanno approvato un budget di spesa nell’ambasciata in Pakistan per finanziare il jazz, con il fine di migliorare le relazioni internazionali. Voglio dire, immaginate gli spettacoli jazz in Pakistan? Jazz session in piccoli locali fumosi, e fin qui ci sta, alcolici a manetta, e questo in Pakistan è proibito (almeno in pubblico), ore tarde, anzi, albe, e questo in Pakistan è superproibito (almeno per ascoltare musica occidentale), ammiccamenti e giochi vari fra maschi e femmine (e questo in Pakistan è impensabile).

D’altronde la cultura è da sempre il veicolo maggiore per iniziare o migliorare le relazioni politiche ed economiche, come sapeva benissimo Giuseppe Tucci in India e in Giappone. E’ la famosa track2 diplomacy, la diplomazia informale che da noi si estende a cene, cenette e bunga bunga (perché poi diventano consigliere e magari anche ministre).

Niente da stupirsi comunque, visto che l’India la pratica da anni esportando Bollywood in Afghanistan. E l’Italia lo fa con cosa?



Commenti

  1. Qualunque sia lo scopo, la provenienza, l’inusuale accadimento che porta qualcuno a suonare del jazz, quando accade, è sempre una piccola goccia di speranza, tolleranza, senso di umanità

    il jazz fa sempre bene, la musica fa sempre bene, ogni minuto donato alla musica è sottratto alla guerra

    lo so che ci sono i canti di battaglia, le musiche dell'orgoglio guerriero, ma il jazz no, sarà sempre musica di pace

    Scritto da diegob, 7 mesi, 3 settimane fa


  2. Sì certo, è positivo, ma è che non me li figuro proprio gli uomini pakistani ad ascoltare il jazz. Ma non c'era una musica più azzeccata?

    E poi mi ricorda il jazz del dopoguerra italiano, importato dagli americani appunto.

    Scritto da boh, 7 mesi, 3 settimane fa


  3. chissà, il jazz ha la straordinaria capacità di metabolizzare contributi dalle culture più diverse, in fondo nasce dalla fusione di sound africano con musica folk irlandese (detto così molto alla buona…)

    la buona musica nasce ovunque, anche più facilmente dalle contaminazioni, basta pensare alle musiche eccezionali che nascono a istanbul, a cavallo fra europa e asia

    Scritto da diegob, 7 mesi, 3 settimane fa


  4. Non sono una grande esperta di musica Diego (eufemismo), forse hai ragione tu. Ma sempre non mi ci vedo i pakistani ad andare in estasi per il jazz.

    Scritto da boh, 7 mesi, 3 settimane fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.