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Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sempre a proposito del diritto di voto passivo e attivo alle donne in Arabia Saudita. Spinto da pressioni nazionali e internazionali, e temendola protesta del movimento “Rivoluzione delle donne saudite” e soprattutto il boicottaggio delle elezioni, il re Abdullah bin Abdul-Aziz Al Saud ieri alle 14 ha annunciato che le donne voteranno alle prossime elezioni (che non si sa quando si terranno).
Dal 2012 garantito però il diritto di diventare membri del Consiglio della Shura. La protesta degli intellettuali sauditi è partita dai blog. L’annuncio internazionale delle dichiarazioni del re è partito da Twitter. La macchia nera e informe che vedete in foto è un gruppo di donne.
“Alle donne sarà garantito il diritto di diventare membri del Consiglio della Shura a partire dal prossimo anno” ha annunciato Iman ALQhatani su Twitter alle 14 di oggi, subito dopo il discorso fatto alla televisione nazionale dal re dell’Arabia Saudita Abdullah bin Abdul-Aziz Al Saud.
In seguito alle proteste di attivisti e politici, che hanno lanciato un appello al boicottaggio delle prossime elezioni del 29 settembre prossimo, dalle quali le donne saranno di nuovo escluse, oggi il re ha annunciato che alla prossima tornata elettorale le donne potranno candidarsi per i seggi amministrativi e potranno nominare delle candidate. Le elezioni amministrative sono le uniche ammesse nel Paese.
Il re non ha usato la parola “voto”, anche se il suo annuncio è seguito alle numerose pressioni nazionali e internazionali per permettere alle donne di partecipare alle elezioni passive e attive, in qualità di candidate. “Le donne potranno servire come membri del Consiglio della Shura nelle prossime elezioni” ha detto il re. I membri della Shura però non hanno specificato la data delle elezioni. “Dato che ci rifiutiamo di marginalizzare il ruolo delle donne nella società saudita, in ogni campo lavorativo, secondo le linee guida della Shari’a (la legge islamica, ndr), e dopo esserci consultati con i nostri studiosi (gli ulema, che interpretano le leggi sacre, ndr), specialmente quelli del consiglio degli anziani e altri, che hanno espresso la preferenza per questo orientamento e hanno sostenuto questa tendenza” ha detto re Abdullah secondo la traduzione ufficiale inglese rilasciata poco fa “è stata presa la decisione di permettere questi cambiamenti”. (continua)


E’ facile interpretare i dettami delle religioni e delle culture per utilizzarli a scopo di potere. E’ stato sempre così. Quando poi ci si accorge che la verità “più vera” smentisce le interpretazioni inadeguate si dirà che si è vero, e che bisogna aggiornarle alla luce dei nuovi tempi, ma nel frattempo il ritardo con cui si è proceduto quante ingiustizie e inutili sofferenze ha prodotto? (Elezioni e guida auto a parte). Anche da noi, ma non ho approfondito la questione, mi chiedo perché le donne non possono accedere alle più alte cariche religiose, (Il lama invece auspica un suo successore donna). Certo sarà difficile per ora avere una “papessa” in Italia. Probabilmente se ciò avverrà, ci si giustificherà (ci scommetterei!) facendo credere che nel passato i tempi non erano ancora maturi ma si ometterà di dire che questi “tempi” sono stati largamente e fortemente ostacolati e ritardati semplicemente perché faceva comodo così. Questa convinzione di “inadeguatezza” a certi ruoli che fa presa addirittura su molte donne è stata ottenuta “realmente” inculcando loro a tal punto queste “interpretazioni” da far dire e credere alle interessate stesse che la verità (mistificata) è questa e quindi difficilmente mutabile.
Scritto da q.e., 7 mesi, 4 settimane fa
Q.e., il Dalai Lama non auspica un suo successore donna, dice che è possibile. Il che è vero.
In compenso qualche chiesa protestante già ha dei capi (e dei ministri) donna, però vedo difficile anche io che la chiesa cattolica nomini una papessa. Anche perché se le donne non possono neanche diventare preti e fare carriera, come possono diventare cardinali e poi papi?
Scritto da boh, 7 mesi, 3 settimane fa