Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Arabia Saudita, le donne non potranno votare nelle prossime elezioni

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sull’assurda situazione delle donne in Arabia Saudita che non potranno né  votare né farsi votare nelle prossime elezioni del 29 settembre (e certo che in genere nel mondo le donne non è che siano trattate bene eh). Il presidente della commissione elettorale però ha detto che voteranno in un futuro – non meglio specificato.

Il motivo? Perché dal 2005- data delle prime ed ultime elezioni – a oggi ancora non sono state costruiti degli spazi separati per votare per uomini e donne, in osservanza alla legge islamica per cui i due sessi non possono mischiarsi (non sia mai!).

Anche nel 2005 le donne non avevano votato. Il motivo? Perché molte non avevano le carte di identità. Vedremo la prossima volta che scusa troveranno.Siamo nel terzo millennio ma in Arabia Saudita le donne non possono votare. Così un gruppo di intellettuali lancia una campagna online per boicottare le prossime elezioni amministrative, le uniche ammesse nel Paese, previste per il 29 settembre prossimo. Una campagna nata sui blog.

Circa 60 intellettuali sauditi lanciano una protesta perché alle donne sia permesso di prendere parte al voto passivo e attivo, cioè di votare e di partecipare in qualità di candidate, per eleggere i membri di 219 consigli municipali del Paese, che è diviso amministrativamente in 13 emirati. Dato che le donne non possono manifestare in pubblico perché, secondo Nadya Khalife, ricercatrice di Human Rights Watch, loro sono delle “perenni minori”, gli intellettuali si oppongono in prima persona alle decisioni del Consiglio della Shura, l’organo di consultazione politica composto da una rosa di capi clan e tribù locali nominati dal Consiglio dei ministri, che ha deciso di proibire un’altra volta il suffragio universale.

Siamo nel terzo millennio ma in Arabia Saudita le donne non possono votare. Così un gruppo di intellettuali lancia una campagna online per boicottare le prossime elezioni amministrative, le uniche ammesse nel Paese, previste per il 29 settembre prossimo. Una campagna nata sui blog.

Circa 60 intellettuali sauditi lanciano una protesta perché alle donne sia permesso di prendere parte al voto passivo e attivo, cioè di votare e di partecipare in qualità di candidate, per eleggere i membri di 219 consigli municipali del Paese, che è diviso amministrativamente in 13 emirati. Dato che le donne non possono manifestare in pubblico perché, secondo Nadya Khalife, ricercatrice di Human Rights Watch, loro sono delle “perenni minori”, gli intellettuali si oppongono in prima persona alle decisioni del Consiglio della Shura, l’organo di consultazione politica composto da una rosa di capi clan e tribù locali nominati dal Consiglio dei ministri, che ha deciso di proibire un’altra volta il suffragio universale.

Le prime elezioni amministrative si sono tenute la prima volta nella storia del Paese, governato da una monarchia ereditaria islamica assolutista, il 10 Febbraio 2005. Queste riguardavano solo la metà dei seggi, mentre l’altro 50% era nominato dal re. Solo i maschi avevano diritto al voto. Al tempo il governo ha giustificato l’esclusione delle donne dicendo che gli scrutatori non erano in gradi di verificare la loro identità perché molte non possedevano i documenti. Nello stesso tempo il governo proibiva alle donne anche di essere votate. Nel 2000 il ministro degli Interni ha dato inizio a una campagna per il rilascio dei documenti alle donne di almeno 22 anni, con l’intenzione di semplificare le attività quotidiane e di evitare falsificazioni di firma. (continua)

 

 



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.