Il Pakistan e gli incorruttibili generali dei servizi segreti

Il Pakistan si rifiuta di mandare Javed Nasir, ex generale dei servizi segreti pakistani (ISI), alla Corte Penale Internazionale olandese che giudica i crimini guerra e i crimini contro l’umanità. Nasir è sospettato di aver sostenuto i combattenti musulmani bosniaci durante la feroce guerra in Bosnia-Erzegovina (1992-1995).

Ovviamente c’è una buona ragione: il generale ha perso la memoria, quindi non si ricorda niente di quel periodo e non è in grado di sostenere un’investigazione formale.

L’avvocato del generale nel 2002 però ha formalmente depositato presso il tribunale antiterrorismo di Lahore un’altra storia. Pare che, nonostante l’embargo delle Nazioni Unite di fornire armi ai musulmani bosniaci assediati, gli abbia inviato dei sofisticati missili anticarro, costringendo i serbi a lasciare l’assedio. E pare che questo abbia disturbato molto gli Stati Uniti, tanto che il generale è diventato un target sia del governo americano, sia delle lobby indiane, sia di quelle laiche dentro e fuori il Pakistan.

Che fanno allora gli USA? Cercano di comprarlo – il sistema più veloce e sicuro – ma lui si rifiuta. Qui comincia la campagna degli USA per screditarlo. Lo accusano anche di fare parte del Tablighi Jamaat, un movimento musulmano riformatore pacifico (in teoria) accusato più volte di funzionare come centro di arruolamento per i combattenti musulmani. Infine il governo statunitense minaccia quello pakistano: se Nasir non viene rimosso come capo dei servizi segreti, il Pakistan verrà dichiarato uno stato terrorista (shock!).

Non commento sulle accuse, le controaccuse e la perdita di memoria del generale, mi pare che anche da noi qualche politico di alto rango ai processi abbia perso la memoria, e d’altronde penso che anche io se fossi un ex generale dei servizi segreti di uno stato pieno di fondamentalisti musulmani perderei la memoria di tutto, ma sapete cosa non mi convince di tutta questa storia? Che il generale si sia rifutato di farsi comprare.

Se metto insieme politici, Pakistan (Asia in genere) e soldi, francamente il risultato è sempre quello: un politico accetta i soldi per stare zitto, per cambiare politica, per tutto. A meno che non sia a rischio la sua vita, e allora non prende i soldi e perde la memoria.

Io però sospetto un’altra cosa: che abbia preso i soldi, abbia però continuato a fare la politica di prima e poi abbia perso la memoria – sia di aver fatto una certa politica, sia di aver preso i soldi.



Commenti

  1. certo...cosi' forse riusciva ad alzare anche il prezzo!!!

    Scritto da sole, 6 anni, 2 mesi fa


  2. A volte penso di essere diventata un po' cinica. Ma vedo che tu mi batti!:)

    Scritto da boh, 6 anni, 2 mesi fa


  3. ciniche?NO! realiste!!! :D

    Scritto da sole, 6 anni, 2 mesi fa


  4. speriamo, non vorrei diventare cinica *nonostante tutto*.

    Scritto da boh, 6 anni, 2 mesi fa


Comments are closed.


L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.