Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: per il 40esimo compleanno di Greenpeace

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sul compleanno di Greenpeace. E’ un tema che mi sta molto a cuore da sempre: l’ambiente inteso come verde e come ambiente animale e umano. E come aria, come cielo, come acqua e come spirito (anche quello fa parte dell’ambiente: interiore, s’intende).

Quaranta, ma non li dimostra. Da quarant’anni esatti l’organizzazione internazionale non governativa ambientalista e pacifista Greenpeace lotta per difendere il pianeta, il clima, l’ambiente. Tutto comincia nel 1970 con un movimento di controcultura di giovani giornalisti ed ecologisti di Vancouver, in Canada, che si erano dati il nome di Don’t Make a Wave Committee, letteralmente il “comitato ‘non sollevare un polverone’”. In uno degli atti più romantici di questo secolo, il gruppo prende in affitto una barca con la modesta intenzione di fermare un test nucleare che gli Stati Uniti progettano di compiere nel parco protetto di Amchitka, nelle Isole Aleutine dell’Alaska, e di ridefinire la relazione dell’uomo con la Terra. Il tentativo di prevenire l’esplosione viene bloccato dalla Guardia costiera americana ma qualcos’altro esplode nell’immaginario collettivo del mondo capitalista: la coscienza della necessità di difendere il pianeta e l’ambiente.

Quaranta tumultuosi anni dopo, Greenpeace è diventata una fondazione internazionale presente in 40 nazioni dell’Europa, gli Stati Uniti, l’America latina, l’Asia, l’Africa e il Pacifico. Conta circa 3 milioni di soci e il quartiere generale ad Amsterdam. Ancora non accetta fondi e donazioni da governi, da aziende private e da partiti politici ma si finanzia esclusivamente tramite quote di iscrizione, donazioni private e sovvenzioni di fondazioni, devolvendo centinaia di milioni di dollari l’anno per compiere la sua missione globale: garantire che la Terra sia sempre in grado di far crescere la vita in tutta la sua bio-diversità.(Continua)



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.