Il giornalismo italiano e lo sciopero del 7-8 ottobre

550.000 € [stipendio annuo del direttore del Tg1 Augusto Minzolini (spese extra escluse)]

662.000 € [reddito lordo 2010 di Michele Santoro in Rai]

1.200.000 € [reddito lordo 2010 di Bruno Vespa in Rai]

7.489 € [reddito medio annuo giornalista con contratto co.co.co - 2009, Veneto]

1 Minzolini = 73 precari
1 Santoro = 88 precari
1 Vespa = 160 precari (via Refusi)

Nella maggior parte dei quotidiani i collaboratori vengono pagati da 5 a 25 euro lordi per un pezzo pubblicato: un articolo può comportare ore di lavoro al computer, spostamenti con mezzi propri, telefonate a carico del collaboratore. Non c’è nessuna corrispondenza tra la “fatica” fatta e il pagamento: un articolo costato ore di lavoro può ridursi sulla pagina a una “breve”, se nel frattempo è “salita” una notizia più importante.

La carta stampata riceve centinaia di milioni di euro di contributi dallo Stato ogni anno, ma lo Stato non chiede agli editori in cambio di garantire compensi minimi e tutele contrattuali ai collaboratori.

Venerdì 7 e sabato 8 ottobre i giornalisti veneti freelance invitano allo sciopero i lettori italiani: non comprate i giornali per lanciare un segnale forte e chiaro: un’informazione precaria significa una democrazia precaria.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.