
Quando si dice credere. Una sentinella del 3° Reggimento di Fanteria degli Stati Uniti (la Vecchia guardia) monta la guardia sotto l’uragano Irene nel cimitero nazionale di Arlington, in Virginia. Non ha mai smesso un momento di andare su e giù.
Dal dal 6 aprile 1948 i membri della Vecchia guardia hanno custodito la Tomba del Milite ignoto ogni secondo di ogni giorno, indipendentemente dal tempo, dalle vacanze e dagli avvenimenti politici.


il solito spreco degli americani, che invece di pensare a proteggere le loro persone preferiscono avere sentinelle sotto un uragano...lo trovo assurdo!
Scritto da sole, 8 mesi, 3 settimane fa
Penso sia un atto simbolico, un omaggio e un modo di ricordare, è come andare a "perdere tempo" per visitare i nostri morti al cimitero.
Scritto da boh, 8 mesi, 3 settimane fa
credo che obbligare le sentinelle a lavorare facedogli rischiare la vita sia assurdo...perche' di questo si parlava con Irene. non e' come visitare i nostri morti. ovvio che e' normale rendere omaggio ed e' nostro dovere ma rischiarci la vita non lo trovo giusto: dovrebbero mettere quelle persone a lavorare per la protezione civile...parlo ovviamente in momenti come questi, non sempre!
Scritto da sole, 8 mesi, 3 settimane fa
Penso, ripeto, che sia solo un fatto simbolico. Tu parli da pragmatica invece.
Comunque una persona non è che cambi tanto la situazione a livello pratico, eh! Invece a livello di simbolo una persona sola fa la differenza, eccome.
Scritto da boh, 8 mesi, 3 settimane fa
Secondo me dimostra solo la costanza del soldato, e non posso dire critiche su questo soldato, anzi tutti i miei sinceri complimenti! E se quel soldato fosse stato obbligato, secondo me sarebbe scappato via, invece di stare la', per una volta invece di criticare pensate a questa persone che e' stata sotto un uragano per vegliare i caduti.
Scritto da Matteo, 8 mesi, 3 settimane fa
A me stupisce, non lo critico affatto. Io avrei avuto paura (ma ovviamente non sono un soldato, almeno non un soldato professionista).
Scritto da boh, 8 mesi, 3 settimane fa
Mi stupisco che alcuni commentatori trovino particolarmente rimarchevole la dedizione mostrata dalla guardia cerimoniale che l'esercito statunitense monta ai suoi caduti ignoti, nonostante un grave allarme per intemperie, e che in tutta apparenza sembrino attribuirla ad una particolare inclinazione di quelle forze armate a svolgere simili defatiganti servizi d'onore a dispetto del clima.
In realtà, non ci sono forze armate di mia conoscenza, nemmeno quelle italiane, naturalmente, che interromperebbero un servizio di guardia–e tantomeno di guardia d'onore–per l'arrivo di un uragano.
Il servizio di Guardia d'Onore all'Altare della Patria, ad esempio, dura ininterrottamente da ben prima del 1948 (non si è interrotto nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale, né dopo l'armistizio nonostante tutto quel che notoriamente accadde in quei disgraziati frangenti, ossia anche ben di peggio che il maltempo). Semmai, le consegne del picchetto di guardia consentono meno iniziative ai militari italiani durante il servizio di quante non ne abbiano a disposizione gli omologhi statunitensi, i quali, di propria iniziativa, possono richiamare i presenti al silenzio e al decoro, intimare l'altolà e anche aprire il fuoco se necessario (nel picchetto italiano il solo comandante–che non è peraltro obbligato a montare la guardia con gli altri due soldati anche se deve essere presente–può disimpegnare questi compiti e/o dare i relativi ordini).
Scritto da Le Juif Errant, 8 mesi, 3 settimane fa
@boh
in che senso va intesa la frase "non sono un soldato, almeno non un soldato professionista" che compare nel commento qui sopra?
Intendi forse soldato in spiritu?
Scritto da Le Juif Errant, 8 mesi, 3 settimane fa
Nel senso che a mio modo combatto, e tanto, e con costanza, metodo, disciplina. Certo, non con le armi "vere".
Scritto da Boh, 8 mesi, 3 settimane fa
Tutto è un'arma cara Boh (la nuova dottrina militare cinese, peraltro, insiste proprio su questo principio come basilare). Anche se il termine "soldato" mi piace poco (perché sembra implicare un qualche forma di mercede), credo tu possa quindi dirti soldato a tutti gli effetti.
Scritto da Le Juif Errant, 8 mesi, 3 settimane fa
Mi ci sento infatti - e non smonto mai la guardia.
Scritto da Boh, 8 mesi, 3 settimane fa
Del resto, a proposito di armi e di armate "vere", già da tempo immemore siamo stati avvertiti che il saggio sceglie di combattere con Kṛṣṇa disarmato al proprio fianco, piuttosto che con il possente e sterminato Narayani Sena ai suoi ordini.
Scritto da Le Juif Errant, 8 mesi, 3 settimane fa
è un rituale nel quale proprio la non interruzione, qualunque cosa accada è l’essenza del rituale stesso; non avrebbe senso montare la guardia perenne e poi interromperla ogni tanto, giacchè il suo essere perenne è il messaggio che vuole trasmettere, cioè sottolineare una gloria imperitura
ovviamente si potrà discutere su quanto di retorico vi è nell’omaggiare (anche giustamente) chi ha dato la vita per la patria, mentre le guerre, nei fatti, sono scatenate spesso da interessi di bottega molto poco nobili
però, nonostante questa considerazione, il gesto deve essere perenne, appunto per la sua stessa natura comunicativa
Scritto da diegob, 8 mesi, 3 settimane fa
Giusto Diego, non ci avevo pensato. E' un rituale e come tutti i rituali va ripetuto sempre e comunque, in ogni condizione, e uguale a se stesso.
E' per questo che i professori dell'Università di Leiden quando è stata introdotta la messa cattolica nelle lingue locali hanno chiesto di farslea fare una in latino. E da allora ogni tanto la fanno. Mi hanno detto un paio di loro "per mantenere il rituale, perché così la messa è più vera". Tutto uguale da sempre: questo è il rituale.
D'altronde le parti ritualistiche di molti testi indiani scritti o redatti dopo Cristo, incluso gli Agama, si sono conservate proprio per questo: perché era indispensabile conservarle identiche. Le parti dedicate alla consocenza, per esempio, sono spesso andate perse.
Non parliamo poi dei Veda: memorizzati e trascritti perché rimanessero sempre uguali. La recitazione dei Veda è un rituale in sé. I rituali vedici, l'ultimo grandioso dei quali è stato celebrato mesi fa, sono identici dal 1800 a. Cristo circa a ora. Quello che è stato celebrato mesi fa in India è identico in tutto e per tutto a quello celebrato 4000 o 3000 anni fa.
Scritto da boh, 8 mesi, 2 settimane fa
bellissime cara boh queste tue considerazioni sul perenne simbolico nelle tradizioni dei testi indiani, quando avrai il tempo, dovresti scrivere un articolo, una riflessione, io sarò un entusiasta lettore e, nel mio piccolissimo, recensore
Scritto da diegob, 8 mesi, 2 settimane fa
[...] del 3º Reggimento di Fanteria non ha interrotto il suo turno di guardia, così mi informa un blog che seguo costantemente. Montare la guardia sotto l’uragano non è ovviamente un compito [...]
Scritto da la non interruzione « Diego « peve, 8 mesi, 2 settimane fa
Caro Diego, sono sono solo cose viste e cose studiate.
Se ti piace davvero il rituale vedico dovresti leggere i libri di Frits Staal solo su quello: te lo illustra te lo spiega ti dice il significato recondito.
Le mie sono solo osservazioni fatte sul campo, derivate dagli studi e dalla conoscenza di tanti bravi studiosi (all'estero, sottolineo).
Scritto da boh, 8 mesi, 2 settimane fa