In Somalia il fondamentalismo islamico porta fame e sete

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano (però non avrei messo la foto terribile del bimbo gravemente denutrito in prima pagina, proprio sotto il mio articolo). In Somalia il gruppo islamico fondamentalista di al-Shabaab ha proibito il samosa, conosciuto nel corno d’Africa come sambusa, dicendo che lo snack è “offensivo” perché la forma triangolare ricorda la Santa Trinità. Si andrebbe nel ridicolo, se non fosse che il gruppo ha imposto anche la forma più restrittiva della Sharia, la legge islamica. Soprattutto, il divieto del sambusa viene dopo che al-Shabaab ha vietato alle organizzazioni umanitarie di portare il cibo nella regione colpita dalla siccità e la carestia.

Le persone a rischio sono circa 3,7 milioni, cioè oltre un terzo della popolazione, a causa della siccità e delle guerre che hanno fatto lievitare il prezzo del cibo. Nel sud circa 600.000 bambini sono gravemente denutriti (un bambino su tre), e rischiano la vita. Quasi 30.000 bambini sono già morti negli ultimi tre mesi. Ma al-Shabaab ha dichiarato più volte che la carestia non esiste ed è solo un mezzo della propaganda occidentale.

La Comunità di Sant’Egidio ha aperto una raccolta di fondi da destinare alla Emergenza carestia. Si può fare una donazione sul ccp 807040. Il bollettino deve essere intestato a: Comunità di S. Egidio Acap onlus. Causale: Emergenza Corno d’ Africa. Ricordiamo che la Comunità di S. Egidio è assolutamente affidabile e ha mediato la risoluzione di pace per la fine della guerra in Mozambico. Brillantemente.



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.