Germania 1940 Israele 2009


Guardate queste immagini terribili della Germani nazista del 1940 e di Israele antipalestinese nel 2009. Sono state messe accanto ad arte, è ovvio, ma la questione rimane (via Whatreallyhappened).

Peggiorerà se la Palestina non verrà accettata come membro delle Nazioni Unite nell’assemblea generale di settembre.

Anzi, come riporta il Daily News turco, il ministro degli esteri palestinese Riyad al-Maliki ha dichiarato che se le UN non lo faranno, riterranno le Nazioni Unite responsabili della guerra. Che al momento si svolge a livello diplomatico fra Israele, Stati Uniti e Palestina.

 



Commenti

  1. Complimenti Enrica per l'articolo. Le foto sono di notevole impatto ed effetto, e quello che dici per come la vedo io vorrei tanto ma tanto sperare in un settembre di mediazione e di pace, ma ho paura che non sarà così. La lezione se volevano la imparavano prima: queste sono immagini di tutti i giorni di come li passano là. Vuoi dire che un padre con in braccio un bimbo crivellato è normale routine e che oramai ci hanno fatto il callo?. Ma perchè credono che la vita valga così poco rispetto ai propri credo...

    Scritto da Andrea Sassi, 6 anni, 4 mesi fa


  2. Verrebbe da sperare che il popolo israeliano abbia una maggior consapevolezza dell' orrore di quella che ebbe quello gemanico, essendone stato vittima. Non è così e ciò amplifica ulteriormente questo orrore contemporaneo. Allora il mondo si giustificò dicendo di non sapere. Oggi no può più utilizzare questa scusa, lo sappiamo tutti, eppure sembriamo inermi. Il capo chino difronte al volere di una "potenza di carta straccia" quale è oggi l'America, che protegge questi delitti e Israele il quale può continuare ad ignorare diritti umani e risoluzioni ONU grazie ad essa e al suo presidente insignito del più fasullo Nobel a mia memoria. Il primo caso di premio Nobel preventivo. ... ci sarà pure un giudice...

    Scritto da Vera, 6 anni, 4 mesi fa


  3. condanno con tutta l’anima la violenza verso gli innocenti, ma non amo, cara boh, gli accostamenti fra genocidi, perchè portano ad un macabro gioco del tipo «guarda che i miei morti son peggio dei tuoi» e si va avanti all’infinito

    perfino la nostra italia, di cui abbiamo festeggiato il 150enario, se vai a vedere veramente come sono andate le cose al sud, se vai a studiare le stragi compiute dall’esercito sabaudo sulle popolazioni di campania, calabria, lucania, trovi una tale epifanìa di morti che ti lascia sgomento, anche perchè in fondo, sono italiani che hanno ucciso italiani

    insomma, la bilancia con i morti di qua e di là a me, personalmente, non piace

    il male è il male, nessun male pareggia un altro male, non c’è nessun ragioniere che può far quadrare il bilancio dei morti in pareggio, come fosse una partita doppia

    in ogni caso, cara boh, è giusto far conoscere i fatti, qeusto sì

    Scritto da diegob, 6 anni, 4 mesi fa


  4. Vedi Andrea, conosco degli israeliani e purtroppo credono che tutto sia un potenziale attacco, tutto sia una minaccia a ripetere l’orrore dellìOlocausto. Ancora hanno quella paranoia e un po’ perché ci credono, un po’ perché a qualcuno fa comodo, con quello giustificano tutto.

    La sicurezza è sempre in ultima analisi per quel motivo. In pratica, per autodifesa, a loro modo di vedere.

    Però c’è un forte movimento, specie di giovani, che la pensa diversamente.

    Scritto da boh, 6 anni, 4 mesi fa


  5. Vera, ci sarà pure un giudice? Mah, non so, forse non su questa terra. Qui fra i mortali il giudice è il più forte, e fino a che il più forte crede che Israele sia un baluardo contro il terrorismo islamico, lo proteggerà.

    Scritto da boh, 6 anni, 4 mesi fa


  6. Caro Diego, concordo su tutto.

    Io dicevo sempre, in una vita anteriore: non si rimedia al male con un male ancora più grande. Questo è più grande perché si sa, tutto il mondo lo sa in tempo reale. Non c’è bisogno di vincere una guerra mondiale per averne le prove.

    Scritto da boh, 6 anni, 4 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.