Multiculturalismo. Ne ho parlato a febbraio su Il Fatto e ho suscitato molte polemiche e un centinaio di commenti opportunamente cancellati dalla redazione.
Il punto era: chi arriva qui si deve integrare anche culturalmente, o no? E che limiti ci sono, che privilegi, che obblighi reciprochi?
Oggi, in relazione ai fatti accaduti a Olso, leggo un bell'articolo della Reuters sul "problema" multiculturalismo e immigrazione.
Se il multiculturalismo è una risorsa a tutti i livelli, io direi che il vero problema è quello dell'immigrazione selvaggia e sregolata e dei sensi di colpa dell'Europa coloniale che accetta e aiuta anche quelli che a rispettare le leggi e a dare un contributo alla società non ci pensano nemmeno. Alla pari. E acdeguati al meglio, non ai nostri politici o alla massa di fanfaroni e ciarlatani che ci sono in giro.
Inoltre mi ha fatto molta impressione, lo ammetto, che alcuni degli immigranti appena salvati dai barconi a Lampedusa appena messo piede a terra abbiano fatto una manifestazione per protestare per la mancanza di strutture adeguate. Se qualcuno mi salvasse la vita, se qualcuno mi sfamasse (e magari in futuro mi desse un lavoro comunque meglio pagato che nella mia terra e comunque a condizioni migliori), francamente io sarei solo riconoscente.


multiculturalismo è una bel termine moderno e democratico,ma la dispopnibilità a capire ed interagire con etnie div erse non c'è, si può solo fare appello alla nostra tolleranza che certamente non'è comprensione. lo scxambio culturale con i paesi del terzo mondo, perchè di questo stiamo parlando non di americani o russi, non può avvenire perchè è insuperabile la differenza del livello di civiltà, una medievale, l'altra supertecnologica.il multiculturalismo può av venire fra popoli almeno paritari altrimenti diventa tollerante assiostenzialismo.
Scritto da silviotrabalza, 10 mesi fa
il multicuilturalismo è un bel termine moderno, democratico, ma sul piano reale però la disponibilitò a capire ed interagire con diverse etnie non c'è. si ottiene soltanto tolleranza che non'è assolutamente comprensione. lo scambio culturale con i paesi africani non può avvenire data l'enorme differenza del livello di civiltà che esiste. solo i popoli di livello paritario possono pensare al m ulticulturalismo per gli altri si tratta soltanto di assistenzialismo.ritengo inoltre doveroso da parte degli immigrati doversi integrare, e non cercare di colonizzarci attrav erso la religione dogmatica ed intransigente quale è quella musulmana.
Scritto da silvio trabalza, 10 mesi fa
Gentile Silvio Trabalza, paritario in che senso? Solo economico? Non credo che si possa considerare solo questo aspetto di un popolo.
Le faccio un esempio: per anni ho creduto che le uniche danze degne di questo nome fossero le classiche indiane, le classiche asiatiche in genere, la classica occidentale, la moderna e la contemporanea occidentale, la danza jazz, le danze latine e le folkloriche (in tutto il mondo).
Poi ho incluso i balli da sala occidentali. Ora, da pochi anni, ho scoperto che in Africa ogni paese ha tante di quelle danze "classiche", ognuna con passi, figure e caratteristiche sue propri, che è impossibile conoscerle tutte. Per loro le danze tribali e di guerra sono classiche, e ogni paese ne ha di diverse.
Capisce? Lo scambio può avvenire a tutti i livelli, non solo quello economico. E su altri livelli siamo pari.
Per il resto è vero, la disponibilità spesso non c'è, e pure il rispetto dall'altra parte spesso non c'è. Non si sa cosa sia nato prima, l'uovo o la gallina.
Scritto da boh, 10 mesi fa
la parità democratica avviene attraverso la libertà individuale che richiede l'assoluta presenza di autonomia economica purtroppo,altrimenti il più debole non ha elementi validi per combattere, gli rimane soltanto il folklore. ritengo quindi che solo attraverso l'economia si possaconquistare la parità.quindi i satrapi africani che sfruttano le risorse a proprio vantaggio dovrebbero essere controllati a livello mondiale e non corteggiati dai vari governi occidentali.
Scritto da silviotrabalza, 10 mesi fa
L'assoluta parità non è mai possibile, ovviamente, specie se si parla di Africa e USA Cina Europa.
Inoltre la parità economica non implica assolutamente quella politica, sociale ecc. Pensi all'India: meno sviluppata a livello capitalistico ma con una crescita dell'8-12% annuo. O pensi alla Cina. Non so più chi è più forte economicamente, se gli USA o la Cina, ma gli USA ancora dettano legge in mezzo mondo. La Cina è molto più defilata.
E' vero che l'autonomia economica dà uan base forte per combattere ma non è detto che questo automaticamente avvenga. Ci sono molti altri campi di incontro/scontro.
Comunque è verissimo sui satrapi africani. Purtroppo, appunto, controllano le risorse..
Scritto da boh, 10 mesi fa
Chi ha contribuito per proprio tornaconto a creare e mantenere questi satrapi? Chi ha lucrato per secoli sulle ricchezze dell'Africa? Chi continua a farlo?
Il multiculturalismo mi pare che non centri nulla con la sfera economica. Ogni volta che impariamo per esempio, ad usare una pianta da sempre utilizzata da altri, viviamo un'esperienza multiculturale, come ogni volta che ascoltiamo una narrazione altrui, che guardiamo un dipinto o ascoltiamo una musica. il jazz mi pare un esempio calzante.
Il multiculturalismo è conoscenza.
La migrazione dei popoli un evento inevitabile proprio a causa delle differenze economiche citate da Silvio.
Chi ha fame cerca cibo ed è disposto a tutto per averlo.
Cosa importante i fatti di Oslo hanno nulla a che vedere con l' immigrazione, chi li ha compiuti avrebbe utilizzato altre scuse per compierli, il da lui citato comunismo per esempio o qualsiasi diversità gli fosse venuta in mente
Scritto da Vera, 10 mesi fa
io penso, cara boh, che forse dovremmo intanto capire cosa significa il termine «multiculturalismo», perchè a mio avviso lo trovo ambiguo, ed anche vagamente tautologico
ambiguo perchè sottende l’idea di più culture che convivono in uno stesso stato, in una stessa entità nazionale, ma dovremo pure avere una sintesi, una serie di regole generali condivise, perchè io non credo sia possibile concepire un corpo sociale a «compartimenti stagni», credo che le culture quando si incontrano, per forza di cose si influenzano a vicenda, e nascono nuove culture che sono la sintesi di quella precedente
non è forse l’europa cristiana la sintesi di cultura ebraica, greca e romana classica e anche araba?
insomma secondo me le culture debbono essere lasciate al libero gioco delle influenze, al caleidoscopio inevitabile degli influssi reciproci
quindi, lo stato, l’apparato statale, deve mandenere salda una griglia di diritti e doveri, ma su quella poi debbono fiorire e intrecciarsi le culture per quel che sono
multiculturalismo è solo una tautologia se significa che ci sono molte culture, perchè questo è ovvio, non è che inventare un nome risolva un problema
quindi, carissima boh, non rimane che un lavoro passo passo, diciamo pragmatico ed artigianale, perchè i popoli si muovono, da sempre, così come scorrono i fiumi, migrano gli uccelli
la vita è movimento incessante, come noi del resto, non siamo in continua migrazione dalla giovinezza alla vecchiaia?
ci vuole cultura, pazienza, intelligenza, fermezza quando serve, tutte doti che spesso i governanti non hanno, presi da privatissimi interessi
Scritto da diegob, 10 mesi fa
Vera, tu la pensi insomma come la mia nonna - donna intelligentissima e saggia: non è l'occasione che fa l'uomo ladro ma è il ladro che si cerca l'occasione.
Scritto da boh, 10 mesi fa
Diego tesi in cui credevo io: due culture si incontrano e creano una "terza" cultura, o almeno un altro modo di vivere le due.
Però se si incontrano su terreno non neutrale, ma in uno dei due paesi, che succede?
Scritto da boh, 10 mesi fa
a mio avviso, in quel caso, cara boh, è normale che abbia più peso quella del paese ospitante, per il peso che hanno le strutture giuridiche esistenti, e quindi è fondamentale la scuola di base, che dovrà creare dei nuovi cittadini, che mangiano il cus cus, ma rispettano le leggi vigenti in modo convinto
in italia stiamo messi male perchè siamo noi italiani a non avere più valori condivisi, se non quelli consumistici
Scritto da diegob, 10 mesi fa
Sì vero, ma è irrilevante a mio avviso: dato che in India c'è una corruzione maggiore che in Italia, non è per questo che io straniera non rispetto le leggi o corrompo. Non è meno grave, se lo facessi, sol perché li lo fanno tutti quelli che possono (o quasi).
Scritto da boh, 10 mesi fa
sia chiaro, cara boh, sono d’accordo con te in toto sul fatto che non è che uno perchè è straniero è «automaticamente» buono e senza colpe; lo straniero va rispettato ma è chiaro che deve, per quanto possibile, rispettare le leggi che incontra, alla fine se vai a vedere basterebbe il banale buon senso per non cadere in eccessi
Scritto da diegob, 10 mesi fa
Ah sì. Criticavo solo l'atteggiamento di chi dice "lo facciamo anche noi, non diamo il buon esempio, perché devono farlo loro?".
Scritto da boh, 9 mesi, 4 settimane fa
L’argomento del multiculturalismo non è semplice, sopra tutto per quel che riguarda i limiti tra il fatto di mantenere la propria identità e l’adattazione ad un paese di accoglienza. Io sono spagnola, una cultura molto simile alla italiana in tutti i sensi, e ho dovuto rinunciare a tante cose per adattarmi al modo di fare italiano, agli orari italiani, alla cultura italiana, ecc…non dirò mai che ho fatto fatica perché non è stato un grosso sforzo comunque l’ho fatto senza che nessuno me lo chiedesse perché penso che è giusto. Sono io che sono arrivata qui ad un paese che non è il mio, pertanto un minimo di adattazione ci voleva. Per quel che riguarda ad altre culture maggiormente diverse, secondo me, deve essere uguale. Se vai ad un paese diverso del tuo ti devi adattare, conservando sempre i tuoi principi e le tue idee magari, ma rispettando le abitudini e i modi del paese di accoglienza che d’altra parte devono anche rispettare le tue idee. Sicuramente quest’argomento è un po’ utopico ma penso sia l’unica uscita. Rispettare la libertà degli altri per quel che riguarda il pensiero e la parola. Sono di quelli che pensa che posso fare quello che voglio mentre non disturberò a nessuno.
Scritto da Roberta, 9 mesi, 4 settimane fa
Belle cose hai detto Roberta, magari tutti la pensassero come te! Anche gli italiani quando vanno all'estero, francamente, che talvolta ci sarebbe da vergognarsi..
Scritto da boh, 9 mesi, 2 settimane fa