La Banca Popolare della Cina, basandosi su uno studio dell’Accademia cinese di Scienze sociali, ha stimato che dal 1990 a oggi circa 18.000 membri del partito comunista, appartenenti alle forze di polizia e giudiziarie, burocrati e dirigenti di aziende sono riusciti a fuggire dal paese. Hanno portato via una cifra stimata in 120 miliardi di dollari, una media di 7 milioni di dollari ognuno. Una somma totale equivalente a quello che la Cina ha stanziato per l’istruzione nel ventennio 1978-98.
La cosa inquietante è che, dopo aver mandato all’estero moglie e figli (e parenti, zii, cugini ecc.), i funzionari lasciano il paese cambiando identità. La loro assicurazione per la vita sono i segreti sui sistemi, i meccanismi e i personaggi degli uffici lasciati in patria, tanto che non vengono mai ricattati.
Ancora più inquietante il fatto che a dare la notizia sia un quotidiano cinese, l’Economic Observer. Il mondo sta cambiando.


Enrica, in una parola, "preoccupante".
Scritto da Andrea Sassi, 10 mesi, 4 settimane fa
Preoccupante? Io penso sia positivo.
Scritto da boh, 10 mesi, 4 settimane fa
Intendo dire positiva l'apertura dei media cinesi, ovviamente.
Scritto da boh, 10 mesi, 4 settimane fa
E' positiva l'apertura dei media e condivido il tuo pensiero, sperando che non vengano soffocati in una qualche maniera per l'ennesima volta dal regime. Però è l'atto di fuga che stanno avendo i funzionari che preoccupa (non io si dovrenno preoccupare i cinesi). Forse segno che poi non ci stanno poi così bene. Di solito funziona così.
Scritto da Andrea Sassi, 10 mesi, 3 settimane fa