Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Bahrain, condannati a morte e prigione 22 blogger e attivisti

donna del BahrainEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Il Bahrain è noto per le proteste di questi mesi. Ricordate il famoso imam che ha consigliato come picchiare la moglie, qualche anno fa? Anche esprimere la propria opinione attraverso un blog lì è reato. Qualche giorno fa sentenze di morte o prigione fino a 15 anni a 22 blogger e attivisti politici.

Nove mesi dopo il suo arresto, in Bahrain un tribunale militare ha condannato il blogger e attivista dei diritti umani Ali Abdulemam a 15 anni di prigione. Insieme a lui sono stati condannati, alcuni a morte, 21 attivisti e leader politici dell’opposizione con l’accusa di appartenere a organizzazioni terroristiche e di voler rovesciare il governo. Sono tutti sciiti, come a maggioranza sciita è stata la protesta dei mesi scorsi, che da tempo denuncia discriminazioni da parte della dinastia sunnita al potere.

I 22 arrestati erano noti per aver protestato conto il governo prima e durante i due mesi di disordini seguiti al “giorno della rabbia” del 14 febbraio scorso, che ha provocato un morto e 20 feriti negli scontri fra i manifestanti e la polizia del re Hamad bin Isa Al Khalifa. Otto di loro, come l’attivista e blogger Abduljalil Al-Singace, sono stati condannati a morte. Altri 13 hanno ricevuto sentenze che variano da uno a 15 anni. Fra gli attivisti che hanno ricevuto condanne più lievi c’è Ibrahim Sharif, leader dell’opposizione sunnita e segretario generale del maggiore partito laico di sinistra, il National Democratic Action Society, che è stato accusato da un quotidiano fedele al re di avere “rapporti con un paese straniero”. (continua)



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.