Fra India e Cina non mettere il fiume

brahmaputraCina, un grandioso progetto che sta infiammando (di preoccupazione) l’animo degli indiani e dei bangladeshi e si preannuncia forirero di problemi. Se realizzato peggiorerà le già difficili relazioni fra India e Cina. Quest’ultima infatti, per ovviare alla siccità del Tibet, sta progettando la costruzione di 1,2 miliardi di dollari di centrali di energia idroelettrica sullo storico fiume conosciuto come Brahmaputra in India e Yarlung Tsangpo in Cina.

Ovviamente la Cina asserisce che il progetto non avrà alcun impatto sulla portata delle acque del fiume che, specie nella parte cinese, è paragonabile solo a quella del Rio delle Amazzoni. Il Brahmaputra nasce sul monte Kailash, sacro a buddhisti, induisti e bon, nel Tibet occidentale, meta nel 1935 di uno dei più famosi viaggi di Giuseppe Tucci. Scorre attraverso le valli dell’Himalaya verso lo stato indiano dell’Arunachal Pradesh, si dirige verso la valle dell’Assam, si divide in due rami, di cui uno scorre nel Bangladesh, poi dopo aver confluito con le acque del fiume Padma, il maggior tributario del Gange, e del Meghna, le sue acque confluiscono e si gettano nella Golfo del Bengala.

Oltre alle costruzione delle dighe però la Cina sta anche considerando di divergere le acque dello Yarlung Tsangpo verso la regione autonoma cinese dello Xinjiang, come vedete nell’immagine a fianco. Il progetto, se realizzato, toglierà gran parte delle acque all’India e al Bangladesh e stravolgerà ancora di più l’ambiente e l’economia, e quindi anche le relazioni sociali e la cultura, dell’ex Tibet. Insomma, la politica della Cina si sta rivelando sempre più aggressiva, tutta tesa verso i propri progetti e i propri piani di sviluppo, con supremo disprezzo dei popoli confinanti (e del suo stesso popolo, visto che considera i tibetani uno dei gruppi etnici cinesi).



Commenti

  1. del resto è abbastanza risaputo che le prossime guerre avranno, sul pianeta, come oggetto del contendere, proprio l’acqua

    Scritto da diego b, 3 anni, 4 mesi fa


  2. Io non lo sapevo. Grazie dell'informazione cercherò dei documenti.

    Scritto da Boh, 3 anni, 4 mesi fa


  3. per la verità, nella tua interessante segnalazione si fà riferimento più all’utilizzo idroelettrico, però comunque il contendere è sempre intorno al controllo dei bacini fluviali

    mi pare che il termine oro blu sia stato adottato spesso per definire la preziosità della risorsa idrica

    io di questo fatto ho letto in un libretto della charitas di cui però non rammento i riferimenti precisi

    Scritto da diego b, 3 anni, 4 mesi fa


  4. la chiesa cattolica è incredibilmente aanzata in tante cose e terribilmente indietro in altre che a me sembrano un'opera di bene (come gli anticoncezionali).

    Scritto da boh, 3 anni, 4 mesi fa


  5. [...] a dirsi, Tucci non andò mai in Cina. Fu il suo figlio diletto, l'IsMEO, ora IsIAO, di cui al tempo era presidente, a iniziare i [...]

    Scritto da In Asia, ma non in Cina » Giuseppe Tucci, 3 anni, 3 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.