Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: Amnesty International compie 50 anni

Amnesty InternationalEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Perché da cinquanta anni esatti Amnesty, la più grande organizzazione internazionale per i diritti umani, con oltre 3 milioni fra sostenitori e membri distribuiti in oltre 150 paesi e territori, combatte abusi e sopraffazioni. Solo l’anno scorso ha documentato la tortura e il maltrattamento nelle prigioni di 98 paesi.

Amnesty festeggia il 50esimo compleanno lanciando in 60 nazioni, dall’Argentina al Ghana, alla Turchia e alla Nuova Zelanda, una nuova campagna contro la repressione e l’ingiustizia chiamata “Global Call to Action” per celebrare simbolicamente la libertà rendendo omaggio ai due studenti portoghesi gettati in prigione per aver brindato inneggiando all’indipendenza. Un’ingiustizia così grande da spingere l’avvocato inglese Peter Benenson, il 28 maggio 1961, a fondare Amnesty International, un’organizzazione indipendente, imparziale e sovranazionale, per promuovere il rispetto dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale del 1948
.

La campagna “Global Call to Action” è accompagnata dal motto “Sii uno in più, domanda di più, agisci di più” e si concentra su sei obbiettivi per i quali la partecipazione della gente è decisiva: la libertà di espressione, l’abolizione della pena di morte, i diritti in materia di procreazione delle donne in Nicaragua, la giustizia internazionale, dopo 20 anni di violazione dei diritti umani, nella Repubblica Democratica del Congo, la lotta contro gli abusi delle industrie petrolifere del Delta del Niger e la fine dell’oppressione e dell’ingiustizia in Medio Oriente e in Nordafrica. Come ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty, “da quando la candela simbolo di Amnesty è stata accesa, c’è stata una richiesta sempre crescente di libertà, giustizia e dignità, che sono diventate istanze globali. Lo dimostrano il Nordafrica e il Medio Oriente, dove le proteste evidenziano il bisogno di solidarietà internazionale in difesa dei diritti umani”.

Nel 1962 partono da Amnesty le prime missioni di ricerca in Ghana, Cecoslovacchia, Portogallo e Germania Est. Nel 1965 vengono pubblicati i primi rapporti sulle condizioni dei prigionieri in Portogallo, Sud Africa e Romania e parte la campagna “I prigionieri del mese”. Nel 1972 viene lanciata la prima delle tre campagne mondiali per l’abolizione della tortura. Ma è negli anni 1974-1980, con i rapporti sulla repressione politica in Cile, con la pubblicazione dell’elenco di 2.665 “desaparecidos”, le persone fatte scomparire in Argentina, e con il rapporto sull’uso degli ospedali e i trattamenti psichiatrici in Unione Sovietica, che Amnesty solleva un’eco internazionale e riceve una grande copertura mediatica. Nel 1977 Amnesty International viene insignita del premio Nobel per la pace. L’anno seguente riceve il premio dell’Onu per i diritti umani. (continua)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.