Immigrazione in Usa, una proposta indecente

immigrazione illegaleUna proposta per l’immigrazione illegale negli Stati Uniti che sta facendo parlare molto di sé. Partita dalla conduttrice televisa Bonnie Erbe, che l’ha scritta sul prestigioso Scripps Howard News Service della United Media, la proposta sta facendo il giro dei maggiori blog e giornali statunitensi. Si intitola “Gli immigranti illegali non dovrebbero ricevere sovvenzioni sanitarie dallo stato” (qui l’articolo completo). Insomma, niente assistenza medica.

La tesi è semplice. Il Patient Protection and Affordable Care Act (PPACA) e l’Health Care and Education Reconciliation Act, firmati da Obama nel 2010 per garantire a tutti i cittadini americani l’assistenza medica di base nel 2014, avrà dei costi enormi. Chi li dovrebbe sostenere? L’Obamacare, come viene spregiamente definita dagli oppositori, spaventa un po’ tutti.

La paura ovviamente è che ci siano tagli alla spesa, come il sussidio alle famiglie più povere, o l’aumento delle tasse. Le battaglie da parte delle varie lobby sono durissime. Inoltre, sembra che la riforma ridurrà ulteriormente i posti di lavoro. Infatti, dato che che le aziende con più di un tot di dipendenti, mi sembra 50, devono pagargli l’assistenza, il risultato sarà che molti licenzieranno i lavoratori “in eccedenza”.

Dice la Erbe: anche i residenti legali (come ero io per esempio, cioè quelli che vivono e lavorano negli USA senza aver chiesto la Green Card o la naturalizzazione) devono versare soldi nel sistema per almeno cinque anni prima di usufruire dei benefici della riforma. “Il Center for Immigration Studies, che propone meno immigranti negli Stati Uniti, ma che siano meglio accolti quelli legali, ha stimato che se o quando gli immigranti illegali in questa nazione avranno uno status legale, il costo per garantire loro l’assistenza medica sarà di oltre 30 miliardi di dollari annui. Cioè quasi la somma che il Congresso e il presidente devono risparmiare sul budget attuale.”

Continua: “Di questi tempi, con la disoccupazione vicina al 9% e un debito federale storico, non dovremmo avere problemi nel negare il sussidio per l’assistenza medica a quelli che violano le leggi della nostra nazione per venire a vivere qui. In un mondo di scelte difficili, questa dovrebbe essere facile. Ma evidentemente non lo è.”

Mi chiedo cosa succederebbe se qualcuno facesse questa proposta anche qui in Italia, visto che gli immigranti illegali negli ospedali vengono trattati gratis. Ho potuto constatarlo io stessa nel pronto soccorso del Policlinico e del Gaetano Pini. A parte che a Milano i frati cappuccini gestiscono un ospedale per soli extracomunitari illegali che dicono che funzioni benissimo, è totalmente gratuito e offre tutti i servizi, dalle analisi del sangue e i massaggi ai trattamenti chemioterapici, medicine, cure e consulenze di ogni tipo. Ovviamente, però, non è lo Stato. Ma assicura agli immigranti illegali, tutti senza eccezione, anche quelli non proprio onesti, un sano soggiorno in Italia. (Sì lo so, la carità è per tutti ma così facendo si ledono proprio gli onesti: o no?)



Commenti

  1. Guarda che questa proposta è già stata fatta anche in Italia.

    Quello che si dimentica è che i virus e le malattie non guardano i passaporti e i permessi di soggiorno.
    Una persona ammalata e non curata è un rischio per tutti. Curare tutti, anche gli immigrati illegali, serve anche a farci stare meglio anche noi.

    Pace e benedizione
    Julo d.

    Scritto da Julo d., 1 anno, 1 mese fa


  2. lo Stato ha il dovere di distinguere tra onesti e disonesti. Lo Stato non lo fa, nel senso che blocca tutti; perché dovrebbe farlo qualcun altro?

    Scritto da .mau., 1 anno, 1 mese fa


  3. Julo, e a far stare qui anche migliaia di persone che, curate e rimesse in strada, vanno a delinquere. O al meglio chiedono l'elemosina ai semafori. Qualcuno deve pagare per loro, o no?

    In ospedale ho conosciuto una ragazza senza documenti (16 anni ma ne dichiarava 18) accompagnata da una "zia" anziana, lei fingeva di non parlare italiano, la zia parlava bene e parlava per lei. Faceva la prostituta, è stata mia vicina di letto al pronto soccorso per diverse ore. Abbiamo chiacchierato. Era tutta tagliuzzata e in più drogata. L'hanno ricucita e se ne è andata con la zia. Non ha pagato il ticket anche se era codice verde. Che pensi avesse fatto dopo? Che vita? E che interessi c'erano dietro di lei?

    E chi paga per tutto questo? Lei paga, certo, col suo corpo: ma non lo stato italiano e non le tasse. Chi deve pagare per lei? Chi ha pagato il suo conto ospedaliero? In pratica tutti noi regolari, tu io inclusi, paghiamo anche per le persone che la sfruttano. Per quella "zia" di certo. Paghiamo per far ingrassare queste persone, per farle arricchire.
    Beh, a me non sta affatto bene.

    Scritto da boh, 1 anno, 1 mese fa


  4. Mau, che lo stato italiano blocchi tutti ci credo assai poco, visto il numero di immigrati irregolari che ci sono qui a Milano. Che lavorano, ma anche no. Vai dai frati cappuccini in piazza Tricolore all'ora di pranzo e vedi che fila c'è fuori della porta.

    La notte dopo i primi due sbarchi a Lampedusa un campo con capanno alla Barona, di cui è proprietaria la mia parrucchiera, era pieno di tunisini accampati. Ho visto anche le foto. Evidentemente sono riusciti anche a prendere il treno, non solo a sbarcare. Ora non ci sono più e la Polizia non è andata: da qualche parte staranno, no?

    Il caso dei barconi è la punta dell'iceberg, chiedi ai latini qui, agli albanesi che sono qui da lunga data, ecc., come sono riusciti a venire, chi l'ha protetti, come si sono procurati i documenti. Io l'ho fatto.

    Scritto da boh, 1 anno, 1 mese fa


  5. sono problemi molto complessi, quel che è certo è che una marea umana è praticamente inarrestabile

    Scritto da diego b, 1 anno, 1 mese fa


  6. Vero. Le chiamano infatti migrazioni ed esistono da sempre, se pure con direzioni diverse.

    Scritto da Boh, 1 anno, 1 mese fa


  7. [...] negli Stati Uniti d’America si interroga sull’uccisione di Osama. E solleva questioni a cui avevo accennato subito qui [...]

    Scritto da Uccisione di Osama bin Laden: è legale? Ban Ki-moon dice di sì | Orientalia, 1 anno fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.