Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: India, l’attivista Anna Hazare digiuna contro la corruzione

Il Fatto QuotidianoEnrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. Perché in India c’è chi è disposto a morire per ripulire la classe politica dalla corruzione.

E la gente comune, gli studenti, i fashion designer e persino le star di Bollywood e di Tollywood sostengono la campagna.

La corruzione in India è una cosa seria. Tanto che Anna Hazare, popolare attivista 71enne che nel 1992 è stato premiato dal governo indiano con il Padma Bhushan per il servizio reso alla nazione, digiuna da martedì 5 aprile. Fino alla morte, se il governo non si decide a far passare il Jan Lokpal Bill contro la corruzione. Con l’appoggio delle star di Bollywood e di Tollywood, la seconda grande industria del cinema dell’Andhra Pradesh. Ma anche di fashion designer, pandit, guru, attivisti e riformatori sociali. Neanche gli studenti mancano. Quelli del collegio Sree Vidyanikethan di Tirupathi, per sostenerlo, oggi hanno osservato il “Mauna pradarshana”, cioè il silenzio.

Si sono mobilitati anche gli indiani del New Jersey, negli Stati Uniti, che per il 10 aprile hanno organizzato una fiaccolata e una manifestazione pacifica che intendono estendere a New York, con un’assemblea di fronte al consolato indiano. Non manca ovviamente la pagina su Facebook India Against Corruption – New Jersey.

Basta chiedere a un qualsiasi cittadino “qual’è il problema più grande dell’India?” e la risposta è sempre la stessa: la corruzione. A livello politico, burocratico, amministrativo. Quella stessa che ti costringe a pagare la bakshish – in teoria la carità, un atto dovuto per i musulmani, oppure gli spiccioli che insistentemente chiedono i bambini più poveri per strada, o la mancia che si lascia al cameriere o al tassista.

In pratica però la bakshish è la mazzetta. Per fare qualsiasi cosa: ritirare un certificato all’anagrafe, sbloccare le pratiche per la pensione, iscrivere i figli in una buona scuola, non farsi sventrare un baule alla dogana, ottenere al ristorante un tavolo già prenotato, passare gli esami di scuola guida e così via. O non farsi arrestare senza motivo da un poliziotto che ti ferma per strada: basta una mancia anche modesta e magicamente sei fuori dai guai. Tanto che nell’autunno del 2010 la Commissione Centrale di Vigilanza ha presentato un progetto intitolato “Strategia nazionale anti-corruzione”. E ha pensato di istituire una linea telefonica gratuita per segnalare i casi di corruzione governativa perché in India c’è una vera e propria cultura trasversale della bakshish che non risparmia nessun ufficio, nessuna religione, nessun gruppo sociale. Tanto meno i ministri, i burocrati e i politici di alto rango.

Per questo il Jan Lokpal Bill non è mai stato approvato nel corso di 42 anni. (Continua)



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.