Immigrazione, prima le sigarette ora gli uomini

clandestiniParlando di immigrazione. Dopo tanto tempo ieri ho rivisto dei conoscenti torinesi che possedevano un magnifico campeggio su una costa ancora incontaminata della Calabria. Lo hanno ceduto quando hanno dovuto fare una scelta: o il campeggio rimaneva per giorni e giorni senza acqua, e questo ovviamente non era possibile, o accettavano il continuo aumento del pizzo chiesto dai maggiorenti locali. E non ci rientravano neanche più con le spese, lasciamo perdere il guadagno.

Proprio lì, sulla spiaggia del piccolo Eden, la notte di molti anni fa ho visto uno sbarco di casse. Ero andata a fare una romantica passeggiata notturna con il mio amato ma per fortuna, vista la spiaggia illuminata a giorno, ci siamo fermati in tempo dietro a un montarozzo. Sul bagnasciuga c’era un tizio che urlava ordini in dialetto, canotta, pesante catena d’oro, sigaretta in bocca e faccia da galera, tutto l’armamentario da film, e diversi altri che obbedivano e scaricavano casse da un barcone.

Erano sigarette, niente di che.
Ora mi hanno detto che sulle spiagge attraccano i barconi di clandestini. Che non sono solo quelli di Lampedusa ma anche gli altri che vengono di nascosto e pagano per comprarsi il sogno italiano. E’ un traffico più sicuro e più lucrativo delle sigarette, mi hanno detto il passaggio dall’Albania per esempio costava, fino al 2008, circa 2000 euro, i documenti provvisori altri 1500 circa. Documenti veri, s’intende, con la complicità di qualche autorità locale (anche nel nord, tra l’altro).

Aldilà di tutta la retorica di destra e di sinistra, aldilà dei problemi veri e inevitabili e delle (assurde) manifestazioni di protesta dei clandestini, aldilà del fatto che i flussi migratori dai paesi in via di sviluppo a quelli post-industriali sono un fenomeno normale e ben previsto dagli studiosi – e che lo abbiamo fatto anche noi, non molto tempo fa – aldilà di tutto dicevo, ma la gente lo sa che gli sbarchi sono organizzati e regolati dalle organizzazioni criminali transnazionali? Leggi mafia, ‘ndrangheta, sacra corona unita, camorra e chi più ne ha più ne metta.

Lo sa la gente che si ammanta di retorica che accettando indiscriminatamente tutte queste persone dall’Africa, aldilà di ogni considerazione etica e ogni necessario distinguo fra rifugiati politici e clandestini “normali”, si danno indirettamente soldi alle suddette organizzazioni? Si permette cioè che prosperino sulle spalle nostre, e loro? Perché fra la gente ci sono tanti che parlano di legalità e di difesa della Costituzione, di accettazione di tutti gli immigranti, senza se e senza ma. Ma alle conseguenze dirette e indirette dell’immigrazione clandestina ci pensa?



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L'autore del blog

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Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.