Quando il Bangladesh si sveglia (50 donne l'anno)

A gennaio in Bangladesh una ragazza minorenne è stata violentata da un vicino. Come conseguenza è stata emessa una fatwa contro di lei, cioè un decreto legale emanato da un religioso esperto di diritto islamico – uno di quelli che ha condannato a morte la scrittrice Taslima Nasrin, per intenderci -, e per punizione le sono state assegnate 100 frustate. Mi direte, perché punirla? Perché ha avuto un rapporto sessuale fuori del matrimonio, che diamine.

La ragazza dopo 80 frustate però è svenuta. E’ stata portata in ospedale e il giorno dopo è morta.

La stampa è insorta, anche se qui in Occidente non ne abbiamo saputo niente. Finalmente, pochi giorni fa in una tavola rotonda pubblica alcuni giudici hanno detto che solo le corti di giustizia possono dare opinioni legali. In effetti l’Alta Corte di giustizia ha decretato che la fatwa è illegale sin dal 2001, ma in questi ultimi dieci anni ben 503 donne sono state punite con i 100 colpi di frusta canonici. Insomma, la legge religiosa ancora viene applicata, nonostante quella laica. E ogni tanto, come succede in Pakistan, queste coincidono.

Qualcosa si muove anche in Bangladesh, anche se c’è voluto il morto perché il paese si svegliasse. E ancora una volta a pagare sono le donne. Anche perché la fatwa possono emetterla solo gli esperti di diritto islamico e questi sono solo maschi.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.