Ti prostituiresti per un iPhone?

L’Italia dai valori alti.
Secondo un’indagine – non so quanto scientifica ma insomma rende il senso – del sito Studenti.it la percentuale di quelli che si prostituirebbero negli ultimi anni è salita. La domanda era “E’ giustificabile prostituirsi se non si trova lavoro o se non si hanno soldi per studiare?”

Io ho votato, votate anche voi (risultato in diretta).

C’è chi si prostituisce per comprarsi l’iPhone, chi per pagarsi la retta universitaria senza troppi sforzi, chi per bypassare il problema del precariato e chi semplicemente per trasgredire. La soglia del pudore si è abbassata e il confine tra ciò che è lecito e quello che non lo è sembra sparito perchè tanto, ormai, lo fanno tutti.

I risultati dopo che io ho votato sono stati strabilianti: 1499 persone cioè il 64% ha risposto “no, c’è sempre un’alternativa“, 357 persone cioè il 15% “sì, lo fanno tutti“, 484 persone cioè il 21% ha risposto “dipende…“.

Francamente, a guardarmi intorno, pensavo peggio.



Commenti

  1. "Lo fanno tutti"?

    Scritto da ex-xxcz, 1 anno, 3 mesi fa


  2. già porre la domanda è segno dei tempi

    Scritto da diegob, 1 anno, 3 mesi fa


  3. Pubblicizzare un prodotto/servizio utilizzando il proprio corpo è una forma di prostituzione?

    Scritto da Clanity184, 1 anno, 3 mesi fa


  4. è chiaro che i mass-media danno un'immagine non realistica oppure insistono troppo su certi comportamenti fino (più o meno consapevolmente) a farli sembrare leciti.

    "lo fanno tutti" inoltre è l'autogiustificazione più ignobile

    Scritto da Maurizio, 1 anno, 3 mesi fa


  5. ex-xxcz, infatti mi ha fatto drizzare i capelli in testa. Forse chi ha risposto così vive in un postribolo.:)

    Scritto da boh, 1 anno, 3 mesi fa


  6. diegob, esattamente. E l'hanno posta agli studenti del sito! Brrrrr...

    Scritto da boh, 1 anno, 3 mesi fa


  7. Clanity184 la tua domanda non è vana: stare seminudi per vendere un'auto o sfiorare una forma di provolone enorme, come un'ermome salsiccia, mentre si dice con voce suadente "mangiate XY piccanto", con pure l'erroruccioc osì è più esotico (d'altronde lei è straniera non ricordo di dove), è una forma di prostituzione?

    Beh io direi che c'è un limite, francamente. Andare a letto con qualcuno a fare sesso, anche quello "improprio", penso sia diverso dal mettersi stesi discinte sul cofano di una macchina da pubblicizzare in un autosalone. C'è una bella differenza.

    Scritto da boh, 1 anno, 3 mesi fa


  8. Benvenuto Maurizio e grazie del commento!

    Io non credo che la responsablità sia dei massmedia: chi scrive sa che si scrive sulla notizia, sul fatto che già c'è. Non è che si inventa.

    Che molti studenti vadano a letto con i prof per un esame è un fatto accertato, credimi.

    Comunque certo, poi i massmedia scrivono quello che fa più notizia, ovvio. Uno scrive, l'altro pure, e diventa un fatto appurato e magari ingigantito.

    Ma questa è davvero una notizia, visto quello che succede anche nelle alte sfere?

    Scritto da boh, 1 anno, 3 mesi fa


  9. cara boh, il problema non è ciò che avviene, e che magari è sempre avvenuto, cioè lo scambio fra favori economici e di potere con favori sessuali; il problema è ciò che si ritiene vergognoso o meno; la mutazione culturale fondamentale è che la ragazza che giace con l'anziano uomo di potere in passato, se lo faceva, nascondeva questo agire, ne aveva per lo meno una vergogna sociale; oggi, invece, si va a testa alta a dire: io gliel'ho data, ho avuto dei privilegi, e sono più in gamba di una sciocchina moralista! questo è il fatto grave, la morte della vergogna

    Scritto da diegob, 1 anno, 3 mesi fa


  10. Il problema credo sia quanto è diffuso il fenomeno: non si tratta di poche persone, ma di tante.

    Quindi è diventato "normale", accettato e accettabile, visto che lo fanno così tante persone, cioè sta diventando una norma.

    Scritto da boh, 1 anno, 3 mesi fa


  11. Leggo:
    l termine “prostituire” deriva dal latino pro-stitūere: “porre davanti”, “offrire”, “esporre”, e significa “vendere ciò che non è ammesso dai valori morali perché strettamente legato alla libertà e alla dignità umana”. La prostituzione è insomma la vendita del corpo per un corrispettivo in denaro, lo scambio di sesso e soldi.

    Questa citazione l'ho trovata all'inizio di un saggio sulla prostituzione.
    Mi dà da pensare.
    Cosa ne facciamo della dignità umana se usiamo il corpo di una donna per "suscitare un desiderio sessuale" che sublima nell'acquisto di un bene/servizio? I media che messaggio veicolano attraverso l'uso dell'immagine sempre più ammiccante della donna-oggetto? Sono io che interpreto male ciò che "loro" vogliono che io veda e senta, o la distanza tra l'atto sessuale a pagamento e la sua riproposizione pubblicitaria non è poi tanto grande? E' più deleteria la pratica del prostituirsi per denaro in privato, mossi da necessità o da semplice desiderio di denaro, o "prostituire" la dignità femminile offrendo, dietro compenso, l'immagine del proprio "corpo erotico" al consumo di massa.
    Io francamente fatico a distinguere nettamente le due facce della medaglia, ma ovviamente ognuno è libero di pensarla diversamente.

    Scritto da Clanity184, 1 anno, 3 mesi fa


  12. Anche io fatico a distinguere nettamente le due facce della medaglia.

    La differenza però sta che in uno c'è l'allusione all'atto, nell'altro l'atto in sé. Come se uno flirtasse con un pubblico, anche in modo spinto, e l'altro andasse a letto (con uno o pochi), sempre in cambio di denaro, c'è differenza credo.

    Scritto da boh, 1 anno, 3 mesi fa


  13. condivido appieno cara boh, l'atto concreto, quello del corpo, è un atto pienamente dispiegato, è inutile cercare di metterlo sullo stesso piano dell'allusione, è la stessa differenza che c'è fra giocare a uccidere il nemico, come si fa da ragazzini, col fuciletto di plastica, e invece uccidere davvero, in una guerra vera

    Scritto da diegob, 1 anno, 3 mesi fa


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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.