Se non ora, quando? La protesta delle donne italiane in Africa

Da Maputo, la capitale del Mozambico – a est del corno d’Africa, lontanissimo da noi quindi – le poche donne italiane, che lavorano tutte in organizzazioni internazionali come il nostro Ministero degli Esteri, l’ONU e la FAO, ieri si sono unite alla protesta nazionale (foto 16-19 su La Repubblica) per la dignità delle donne italiane e per la dignità dell’Italia.

Update di oggi 16 febbraio: il video della manifestazione su Youtube. Da gustare l’oggetto in legno di artigianato locale con Berlusconi steso circondato da donnine.

Paese rialzati, dice un cartello, perché le italiche vicende di ragazzine con vecchi politici bavosi sono diventate lo scherzo sulla bocca di tutti anche nella lontanissima Africa del sud. Non fatevi ingannare dal clima festoso e solare della protesta di queste donne: ne conosco qualcuna e vi assicuro che sono abbastanza arrabbiate, a nessuno piace fare la figura delle mignottella a caccia di avventura.

Soprattutto, a nessuna piace che un africano, un americano, un tedesco, un belga, un francese all’estero pensi di loro: “Chi sa con che mezzi ci è arrivata fin qui questa!”. Visto che gli alti papaveri del nostro governo fanno politica nei boudoir e le relative signore poi ce le ritroviamo ministre, parlamentari, europarlamentari, consigliere e così via.



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L'autore del blog

boh

Questo è il blog di Enrica Garzilli, specialista di indologia e di studi asiatici e docente di Storia del Pakistan e dell'Afghanistan presso il Dip. di Studi Politici dell'Università degli Studi di Torino.